Scorretto e Corretto
(Dialogo plutonico)
[Ormai la filosofia è morta da tempo, per un'ernia strozzata.
Ci ha lasciato il suo dagherrotipo: la logica. Debitamente piegata e ripiegata,
come si fa con un origami, essa diventa un animale. Della grù o della
giraffa, come del dialogo, mantiene la forma, almeno una sua allusione.
Qui, con me, piegò e ripiegò in un vecchio forum una checca
che stimo a dismisura, ora. Era corretta, io no.]
Scorretto:
Quel borghesuccio ebreo di Freud considerava l'omosessualità
una nevrosi, ma pensava che un omosessuale potesse svolgere tranquillamente
il lavoro di psicanalista senza che l'analizzato ne risultasse in pericolo.
Oggi, questa posizione verrebbe considerata omofoba, giacchè l'omosessuale
non vuole parità di diritti, ma rincantucciarsi a tutti i costi sotto
la curva di Gauss, dove tra il 3° ed il 97° percentile riposa il
concetto di normalità come parametro statistico. E questo non sta
bene. Perchè (non vorrei rischiare di sembrare antipaticuccio) l'omosessualità
è una nevrosi. Che si tratti del potente, ricco e colto gay di Los
Angeles o della triste checca della Lucania cui don Pasquale si ostina a
non voler dare l'assoluzione dai peccati di sodomia, l'omosessuale rimane
un nevrotico. Al pari del macho etero, sia chiaro; e un po' meno del bisessuale.
E la nevrosi è una malattia, piaccia o dispiaccia. Non è pericolosa
e dunque non merita cordoni sanitarii, quarantene o mascherine di garza.
Insomma, il morbillo è peggio dell'omosessualità. Non è
particolamente grave e dunque può essere tollerata dalla società,
come la oinicofagia, la claustrofobia, la tricotillomania. Insomma, non è
come il fumo (guarda caso, anch'esso attivo o passivo). Non è neppure
una nevrosi seria e comunque non è di per sè stessa nociva
come il comunismo, l'uso di droghe e la lettura di Dacia Maraini.
Ma rimane una malattia.
Ora, non mi scandalizzerebbe un corteo di ammalati di psoriasi che, discriminati
da una società ottusa e turgida di pregiudizii, marciasse nelle strade
con cartelli del tipo "Stronzi, non siamo contagiosi!" o "Carezzate tranquillamente
le nostre croste, siamo brava gente!". Mi darebbe però fastidio una
giornata dell'orgoglio stitico o una manifestazione di Acne Pride. Mi dà
fastidio che mi si voglia spacciare per tollerabile una cosa tolleranda.
Dunque, che i gay insegnino nelle scuole (ma facciano i professori, si
astengano dal proselitismo), giochino a football a San Siro (ma non importunino
sotto le docce i terzini etero), dirigano aziende e vadano in Parlamento
(se hanno i voti necessari e un pizzico di culo, ops!). In fondo, già
lo fanno da sempre e il mondo non è ancora crollato (sta lì
lì per farlo da 4000 anni, a sentire i moralisti e gli omofobi).
Ma siano tanto carini da non venirci a pretendere figli in adozione. Siano
tanto gentili da non venirci a spacciare la loro, come una "scelta" , al
pari del preferire le brune o le bionde (intendo donne, non sigarette), il
riso o la pasta, Spinoza o Bergson. Non si "sceglie" di essere omosessuale,
come non si sceglie di essere mancino. E non basta essere gay e mancino per
invocare il rispetto che tributeremmo a Leonardo da Vinci. A meno che gli
epilettici e gli asmatici non pretendano di dirigere riviste letterarie,
ricordandoci i meriti nosografici di Dostoevsky e Proust.
I gay sono lobby potente, muovono flussi enormi denaro (ne hanno maggiore
disponibilità, perchè la prole di solito è vampira);
il mercato non può che essere sensibile a questo. La cultura, come
sempre, non può che adeguarsi al mercato. E la scienza non può
che seguire gli indirizzi dettati dalla cultura imperante. Ma che nelle ultime
edizioni delle Bibbie Psichiatriche USA l'omosessualità non sia più
considerata devianza non è la prova provata che l'omosessuale sia
"normale". A lungo potremmo dibattere sul concetto di "norma", ma andremmo
comunque a sbattere sul rapporto tra sesso e riproduzione, sull'omosessualità
nelle altre specie animali, ecc.
Non mi ribello al fatto che lo "zoppo" del 1945 diventasse "claudicante"
nel 1968 ed "handicappato" nel 1977. Neppure che si trasformasse in "portatore
di handicapp" negli anni ' 80 ed in "disabile" negli anni ' 90. Già
un pò mi dà fastidio che oggi venga chiamato "diversamente
abile", perchè questo potrebbe significare che tra poco mi si voglia
rimproverare di correre, talvolta.
A quando, sennò, un coraggioso abbattimento delle barriere architettoniche
con una legislazione che imponga ascensori distinti per anoressici e per
bulimici? Ecco perchè credo che quello dei gay in Parlamento sia un
falso problema. Personalmente non avrei alcuna difficoltà a votarlo,
e chissà che non l'abbia già fatto senza saperlo. Quella nevrosi
non tocca la nevrosi della politica professionistica, credo.
Corretto:
Carlo Maria Cipolla ci ha lasciato in eredita' uno straordinario
libretto che aiuta a dividere l'umanita' in quattro semplici categorie:
gli intelligenti, gli stupidi, i banditi e gli sprovveduti. Non e' una divisione
bipartita come quella fra sani e malati, ma si tratta comunque di una divisione
efficace. Stupido e' per definizione una persona che causa un danno a se
stesso, causando contemporaneamente un danno a qualcun altro. L'intelligente
e' il suo opposto: colui che accresce il benessere degli altri aumentando
pure il proprio. Banditi e sprovveduti sono invece coloro che trasferiscono
ricchezza senza aumentare o diminuire la ricchezza complessiva: un bandito
perfetto che ruba 10 a uno sprovveduto
perfetto non diminuisce la ricchezza della societa' nel suo insieme.
Poche volte mi e' capitato di assistere ad un esempio di stupidita' cosi'
perfetta come quella di Scorretto. Egli infatti ottiene il meraviglioso
effetto di causare un danno sia agli omosessuali sia agli eterosessuali,
nella cui squadra purtroppo milita Scorretto, dando un brutto nome a tutta
la categoria.
Analiziamo, per piacere scientifico, quest'esempio di perfetta idiozia.
Scorretto sceglie di dare credito ad una interpretazione dell'omosessualita'
come nevrosi. Egli non ha altre prove scientifiche da portare se non il
fatto che l'omosessualita' non e' la norma, non e' normale. Il risultato
e' che qualsiasi comportamento sessuale diverso dalla norma dovrebbe essere
classificato come una nevrosi. Naturalmente, dato che la base per definire
cio' che costituisce "norma" nel sesso non puo' essere la statistica (e'
possibile prevedere un mondo o intere societa' che soffrono della stessa
nevrosi) la sua definizione deve poggiare, come quella di Freud, sulla procreazione.
Se ne deduce che ogni rapporto sessuale non finalizzato alla procreazione
e' egualmente, seppur diversamente, nevrotico. Masturbazione, rapporti orali,
petting orgasmi clitoridei etc. dovrebbero essere, secondo questa classificazione,
considerati come perversioni nevrotiche
(come, ad un certo punto della sua ricerca credeva Freud).
La seconda parte del ragionamento e' pero' il capolavoro. Una volta scelta
una definizione di nevrosi che coinvolge l'universo mondo, Scorretto continua
dicendo: ma si tratta di una nevrosi senza vittime per cui e' inutile stare
ad occuparsene come un problema politico. I poverini che sono affetti da
questa malattia sono innoqui e devono solo essere isolati (che non insegnino
la loro perversione, per carità, l'ignoranza e' sempre garanzia di
perfetta felicità).
I risultati di questo ragionamento? 1) Scegliamo una definizione di cio'
che e' sano sufficientemente ristretta da escludere tutti. 2) Applichiamola
ad una sola categoria di persone cosi' da alimentare il sentimento di esclusione
e mantenere i confini ben chiari fra cio' che è sano e ciò
che è malato. 3) Prepariamo il terreno perchè non solo la categoria
"omosessuali" ma chiunque possa essere accusato di anormalita' a seconda
della convenienza. 4) Ignoriamo la presunta malattia perchè tanto
è senza conseguenze.
Si potesse dire della stupidità di Scorretto quello che egli dice
dell'omosessulita' saremmo a posto. Purtroppo questo genere di stupidità,
che restringe gli spazi di libertà per tutti, si ammanta di scientismo,
e discredita tutto cio che tocca, con conseguenze tremende per la convivenza
umana.
Scorretto:
Non mi cruccio affatto del marchio di stupido che lei m'imprime, perchè
le sue argomentazioni a supporto, permetta, mi paiono fragili, vecchie e
soprattutto stizzose. Ma soprattutto svelano, nella polemica che imbastisce,
che lei non sa leggere e si limita al vittimismo e al piagnisteo, nutriti
dai luoghi comuni che, essendo contemporanei, le sembrano verità intangibili.
Vittimismo e piagnisteo che, suppongo sappia, sono segno d'un disagio metapolitico.
Temo che lei sia nevrotico, gentile Corretto, anche se non fosse omosessuale.
Se è omosessuale, è doppiamente nevrotico. Ciò nonostante
(giacchè non ho prevenzioni nei confronti dei nevrotici, nemmeno
per i bi-nevrotici), mi permetterò di porre alla sua attenzione due
o tre cosette che già erano scritte nel mio intervento di apertura,
ma che lei non ha voluto leggervi, tutto piangente sulla Cipolla.
1) La sessualità è questione di genere. Le permetto di lambiccarsi
quanto vuole sul perchè "genere" e "generazione"
abbiano comunanza di radice e di funzione biologica.
2) Nessuno vuole isolare gli omosessuali. E nemmeno i cretini, gentile
Corretto, non tema! Si voleva solo prendere una metafora (quella della noxa)
per tracciare un confine tra biologia e politica. Si voleva rimarcare il
primato della politica (come rete di relazione) sulla biologia (come mera
relazione),
senza eliminarla come sostrato.
3) Il concetto di "norma" (l'ho ripetuto in tre punti) è normativo
del concetto. Si concentri: l'assunto è meno tautologico dei suoi
luoghi comuni. Lei mi invita a prendermi le responsabilità d'un essere
carnefice che preveda lei vittima. Mi dispiace, questi giochetti li faccio
solo in camera da letto e con giovani femmine sotto i 24-25 anni. Coram populo
e con lei, avrò i miei pregiudizi, ma non ce la faccio.
Più in generale, però, il suo vittimismo mi dà motivo
di fare una considerazione. Spesso si dimentica che, quando si dà
del "coglione" a qualcuno, si fa riferimento al "testicolo"; il termine viene
dal latino "testiculus" (= piccolo "testis", piccolo "testimone"). In greco
"testimone" è reso dal termine "martyros", da cui "martire", come
testimone (della fede fino all'estremo sacrificio).
Beh, detto questo, mi faccia dire: a lei piace fare il martire.
D'altronde San Sebastiano pare sia patrono.
Corretto:
Ma di che vittimismo ciancia, mio etimologizzante interlocutore? Sono contento
assai che non si crucci di essere chiamato stupido. Io, che non amo le sofferenze
umane, sono contento di poterla chiamare ad alta voce "stupido" senza causarle
nessun dolore.
Sulle sue favolette etimologiche mi consenta di fare una piccola risatina
di disappunto sul fallimento della cultura classica: cosa crede che le parole
abbiano un valore magico? Che perche' portano scritte in se stesse la propria
storia esse rivelino significati piu' profondi e piu' veri? Il fatto che
cretino derivi da cristiano nulla mi dice o mi aggiunge alla conoscenza che
ho di lei.
Si metta tranquillo, lei non e' carnefice e neanche aspirante tale, solo
qualcuno che non si accorge di restringere i propri spazi di liberta'
mentre restringe quelli degli altri.
Sul fatto poi che in pochi vogliano isolare i cretini debbo dire che un
certo naturale pessimismo mi spinge ad essere daccordo con lei. Io, se potessi,
la isolerei, sia nella sua qualita' di cretino sia nella sua qualita' di
pedante
Scorretto:
"Io, se potessi, la isolerei, sia nella sua qualita' di cretino sia nella
sua qualita' di pedante" scrive lei, gentilissimo Corretto.
Come volevasi dimostrare: lei è davvero un Prometeo, un Voltaire
e un Sacripante.
Ascolti: quando passerà nella sua bella uniforme davanti a noi stupidi
del lager, a costo di farmi mettere nel forno io uscirò dalla fila
e le farò sgambetto, nazi-checca!
Corretto:
Ecco finalmente che lo dice: Checca. Mi chiami pure Finocchio, Frocio
e quant'altro. Sono sicuro che ne sara' gratificata la sua normalita'
di ciarlatano della psicoanalisi.
Per quanto riguarda la necessita' di isolare i cretini confermo con gioia.
Non insulti pero' la memoria di chi ha sofferto ed e' morto nei lager pero',
li' c'erano sia le checche che i froci. Malati di mente, come dice lei
Scorretto:
Ma via, martire, lei non aspettava altro! Piaciuta la freccetta a
San Sebastiano?
Corretto:
Nulla ci si aspetta dagli stupidi...
Scorretto:
Ma via, via, via, gentile Corretto! I nazisti cominciarono la loro carriera
coll'esasperare il ruolo di vittime della Francia e del 1918. Lei vuole
"isolare i cretini" (mi dica lei se non è un bel Gay Kampf) perchè
hanno vinto la guerra del suo (di lei, gentile Corretto) particolarissimo
1918: quello di metterle sotto il muso l'evidenza che lei "resiste" (in
senso psicoterapeutico) laddove le si porge semplicemente l'ipotesi d'una
nevrosi che è "la negativa d'una perversione" (S. Freud) (nel senso
di pre-genitale). Lei risolve il trauma in ritorsione.
E ancora ci sarebbe tanto da dire, ma credo convenga io la lasci. Lei non
vorrà mai capire che io davvero non faccio alcuna differenza tra
un etero- e un omo- (ma nessuna nessuna, se non...) se non lì dove
la generazione chiama in causa i generi e una superiore funzione. Abbia
un pò di rispetto, gentile Corretto, per il DNA che porta nelle gonadi.
Trovano difficoltà a dargli un nome: chi lo chiama Dio, chi Natura,
chi Fato, chi Specie...
E si faccia fare un altro insulto, lo mediti: sterile!
Corretto:
Nulla ci si aspetta dagli stupidi...
Scorretto:
Ritengo utili delle scuse a quanti hanno dovuto assistere a questa disdicevole
rissa tra il sottoscritto ed il signor Corretto.
Innanzi tutto, sono certo che abbiate intelligentemente capito che i toni
di entrambi erano rozzi ed esasperati, per un cedimento alla sfida. Per
quanto mi riguarda, so che i miei saranno sembrati più rozzi ed esasperati
di quelli del signor Corretto. Ma, vi assicuro, era lui che mi implorava
"picchiami, picchiami!" ed io, affascinato, mi son fatto nevrotizzare. Si
finisce sempre così, quando ci si schifa profondamente al primissimo
sguardo.