ARCHIVIO DI
NOVEMBRE 2004
GUARESCHIANA
"Contrordine,
compagni! La frase apparsa sull'Unità di ieri
- i manifestanti si erano scoglionati lungo il tragitto
del corteo - contiene un errore..."
Questi si sono
accorti che c'è il regime!
Raul Rivero,
arrestato insieme con altri 75 dissidenti in una
retata realizzata nel marzo 2003 e condannato a venti
anni con l'accusa di lavorare al fianco degli Stati Uniti
per deporre il governo socialista di Castro, è
stato liberato, prima di lui altri 11 dissidenti sono usciti
dalla galere cubane. Si attendono notizie sugli altri dissidenti
messi in galera per aver espresso il loro dissenso dal regime
castrista. Ieri le autorità cubane hanno posto in
libertà condizionata quattro dei 75 dissidenti condannati
l'anno scorso a pesanti pene detentive per attività
anti-rivoluzionarie: si tratta dell'economista Oscar Espinosa
Chepe, da qualche mese ricoverato in ospedale, il medico Marcelo
Lopez e gli attivisti per i diritti umani Margarito Broche e
Felipe Mustafa.
Ma ci siamo accorti
che c'è il regime?
E' uno spasso.
Aiuto, c'è il regime e il partito non se n'è
accorro. L'articolo dell'Unità di domenica scorsa, anche se la firma è quella di
Furio Colombo, sembrerebbe scritto
da un etilista carico di malvasia e saturo di vanagloria.
Altro da dire? No, basta Colombo. Cliccate qui e allacciate le cinture.
Gli svizzeri dicono
sì alle cellule staminali
Due terzi dei votanti hanno approvato il referendum
sull'uso delle cellule staminali embrionali.
Un risultato che è andato oltre le più
rosee aspettative dei promotori: i voti a favore hanno
raggiunto il 66,4 per cento, i no il 33,6 per cento.
Il risultato viene
interpretato come un segnale di fiducia nei confronti
della ricerca scientifica. La ricerca
sulle cellule staminali potrà favorire
la scoperta di nuove cure per patologie come l'Alzheimer
e il morbo di Parkinson.
Meglio Mike Bongiorno
Ah, il poeta! Erza Pound diceva che “la
poesia è l’unica arte in cui la mediocrità
è imperdonabile” , insomma, per il poeta (Ungaretti:
il poeta è “un grumo di sogni”; Garcia
Lorca: “le cose che si odiano / lui, le chiama
amiche”), essere mediocri nella vita è
l’impalpabile nulla.
Dunque, nessuna meraviglia leggere - intervistato da Pancho Pardi, ex di
Potop riciclato nell’Ulivo - quello che la rivista Micromega,
mette in bocca al poeta e neo-senatore
a vita Mario
Luzi, .
Nell’intervista, il neo-senatore a vita,
dice la sua non sull’ermetismo ma sull'attualità
politica italiana. Risultato: An ed i suoi esponenti,
ad esempio, sono "i fascisti che
hanno anche idee confuse, che non riesco a vedere
come sostenitori di un progetto coerente";
la scelta di Fini come neo-ministro degli esteri "é
stata una cosa pericolosa e grottesca, così
come questo gioco di spostamenti di persone da una
casella all'altra, cioè dall'Italia all'Europa, è
una prova di anarchia". E Berlusconi? Per Luzi,
Berlusconi è "il Sansone di un
processo di demolizione dello Stato come società di eguali."
(!)
Insomma il poeta neo-senatore considera il centro-destra
il male della politica italiana perché
"Vuole interrompere il progetto, il
processo progressivo contenuto nella Costituzione
e minaccia la laicità dello Stato" (!!!)
Si, Luzi, bravissimo poeta, politicamente è
un vecchio conservatore, un rigurgito del
passato e i suoi giudizi più che politici sono
da manuale del girotondino ("...società di eguali...
" "... interrompere il progetto, il processo progressivo...")
in servizio permanente effettivo.
Anche perché, tanto da sapersi, il poeta
neo-senatore, ha frequentazione antica con
la sinistra girotondina e con Micromega in particolare.
Ad esempio, già nel dicembre 1998, con
Antonio Di Pietro Paolo Flores d'Arcais, Dario
Fo, Nicola Tranfaglia, Gianni Vattimo, Giorgio Bocca
e foltissima indignata schiera , c'è
la sua firma su un appello di Micromega per “raccogliere
- anche con le sue persone-simbolo - l'intera "Italia di
cui essere orgogliosi": l'Italia di Mani Pulite intorno
l'Ulivo dei cittadini”...
Arridateci Mike Bongiorno!
(cp., 29-11-2004)
IL PERDONO
L’Europa ha radici cristiane. Ne è dimostrazione
la stima di cui gode il perdono. Il perdono (la
cui etimologia è “dare al massimo”, “dare fino all’eccesso”)
corrisponde alla rinuncia a punire. Ma questa rinuncia
impone delle distinzioni. Quando Gesù perdona all’adultera
che stavano per lapidare, probabilmente non risparmia
tanto la donna quanto denuncia l’iniquità della norma
e l’indegnità morale dei giustizieri: chi è
innocente scagli la prima pietra. Quando invece dice che
bisogna perdonare non sette volte ma settanta volte sette
– cioè infinite volte – dà un’indicazione generale,
da cui forse deriva quella stima del perdono.
Ma questa stima è illogica. Perdonare sempre
significa semplicemente autorizzare il comportamento
illecito: è la regola che viene meno, non la
sanzione. Affinché il verbo perdonare non perda il
suo significato, bisogna che il perdono intervenga meno
spesso di quanto non intervenga la punizione. E allora sorge
il problema: in quali casi perdonare, in quali casi non perdonare?
La prima regola potrebbe essere che perdonare è
opportuno quando la sanzione è inutile. Se
un padre, con una manovra azzardata, uccide il proprio
figlio, e piange, ed è disperato, non serve a nulla
condannarlo per omicidio colposo. La sanzione servirebbe
ad insegnargli a stare più attento, ma essa è
inutile, in quanto l’uomo è stato fin troppo punito,
con la morte del figlio. Se potesse tornare indietro, mai
e poi mai rifarebbe quanto ha fatto. E tuttavia il nostro sistema
giudiziario, in questi casi, non prevede il perdono.
Viceversa, non bisogna perdonare in nessun caso
chi non crede all’esistenza della sanzione. Se qualcuno
commette atti illeciti nella convinzione che l’autorità
non sia in grado di reagire, perdonarlo corrisponderebbe
a confermarlo nella sua idea. Ecco perché,
contrariamente a quanto avviene di solito nei confronti
dei minori, bisognerebbe essere piuttosto duri, con
loro, se recidivi. Perché diversamente si confermerebbero
nell’idea che “tutto s’aggiusta”, che can che abbaia
non morde e infine acquisterebbero talmente la convinzione
di poter delinquere impunemente che, una volta divenuti
maggiorenni, sarebbe poi troppo tardi per salvarli.
In questo senso la scuola, vittima d'un prolungamento
della mentalità familiare, è antieducativa.
Così come i genitori sono indotti dall’affetto
a perdonare troppo spesso, anch’essa perdona troppo
spesso, sia in campo profitto sia in campo disciplina.
Il risultato è che s’impara troppo tardi quanto
possa essere dura la vita, a volte perfino con chi non lo merita.
Che senso ha proporre la promozione d'un alunno insufficiente
“perché ha fatto tutto il possibile per le sue capacità”?
O perché “ha una situazione familiare difficile”? Chi
mai, nella vita, si vede pagare per un lavoro non realizzato
solo perché “ha fatto tutto il possibile”? Quale meccanico
può pretendere il pagamento della sua prestazione se
non riesce a riparare l’automobile perché addolorato
a causa del tradimento della moglie?
La regola del costante perdono è assurda. Come
assurda è la regola, se applicata alla lettera,
per cui si prega: “Rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Perché
se tutti i debiti fossero costantemente azzerati, la
prima regola diverrebbe non fare mai, assolutamente
mai, credito a nessuno. Non finirebbero solo i debiti,
finirebbe il credito.
La conclusione è banale: bisogna perdonare
ogni volta che è opportuno perdonare.
Giannipardo@libero.it
FISCO E AMOR DI PATRIA
L’articolo di Folli,
sul “Corriere”del 21 u.s., contiene una tesi che
merita di essere discussa: Berlusconi non dovrebbe
insistere sul taglio delle tasse, visto che “da quella
primavera del 2001 il mondo è cambiato e le risorse
si sono ridotte al lumicino”. Dunque, ne deduciamo,
se mantiene la sua promessa il premier danneggia
l’Italia.
Ammettiamo per un istante che abbia ragione. Ammettiamo
che, se si abbassassero le tasse, si manderebbero
a pallino l’Italia, la sua appartenenza all’Europa
unita, i conti pubblici e tutto il resto; tuttavia Berlusconi
potrebbe vantarsi d’avere mantenuto il suo impegno e potrebbe
anche vincere le prossime elezioni. Viceversa se “le risorse
si sono ridotte al lumicino” e Berlusconi rinuncia ad abbassare
le tasse, ovviamente perde le elezioni. Che deve fare? Per
amor di patria, direbbe forse Folli, dovrebbe preferire perdere
le elezioni. Ma si potrebbe notare che, sulla base dello
stesso amor di patria, c’è un’altra soluzione: se
l’opposizione s’impegnasse, nel corso di tutte le
prossime campagne elettorali, a dire che è stato un bene
il fatto che si sia rinunciato a questo punto del suo programma
elettorale, e che anzi ci si è rinunciato per un accordo
con l’opposizione, Berlusconi non correrebbe più
il rischio di vedersi rimproverare questo inadempimento
e il problema del taglio delle imposte uscirebbe dal dibattito
elettorale. Ma quante probabilità ci sono che l’opposizione
assuma questo impegno? Ovviamente nessuna. Giorgio
La Malfa, a proposito del taglio delle tasse, ha anzi
scritto che “l'opposizione, temendo il successo del governo,
si scatena”.
Se le cose stanno così, se non è realistico
chiedere all’opposizione di rinunciare ad un’arma
elettorale, che diritto si ha di esigere questo stesso
amor di patria dalla maggioranza? Perché dovrebbe
essa rinunciare alla propria arma elettorale?
Se Berlusconi, con la sua insistenza nell’impegno assunto
con gli elettori, è dannoso per l’Italia, non meno dannosa
è l’opposizione che vuole fargli commettere quel danno
perché le è politicamente profittevole.
L’amor di patria, se di questo si tratta, bisognerebbe
predicarlo ad ambedue le fazioni, in modo da
poter dire che, se si arrivasse al disastro, che sono
ambedue colpevoli. Forse anzi più colpevole sarebbe l’opposizione,
dal momento che l’attuale maggioranza, in questo
campo, “ha già dato”. Lo ha fatto quando ha sostenuto
il governo D’Alema per i Balcani, salvandolo dalla pessima
figura che gli avrebbe fatto fare l’estrema sinistra.
Ma questi sono sogni e la miglior cosa è non
parlare d’amor di patria. Può darsi che il
taglio delle tasse provochi disastri, può
darsi provochi un rilancio economico, una cosa è certa:
l’interesse dell’Italia è lungi dall’essere
l’assoluta priorità.
Giannipardo@libero.it, 29 novembre 2004
Massima del giorno
L'autostima è un'assoluta necessità.
Per questo tutti si attivano per ottenerla.
E quelli che non l'ottengono fingono con se
stessi d'averla ottenuta.
G.P.
MOLLICHINE
Fini: la riforma del Patto di stabilità "non
può essere imposta da un interesse nazionale".
È meglio andare contro l'interesse nazionale?
Stefania Ariosto sarà processata per calunnia.
Ma lei - ne siamo certi - chiederà d'essere
nutrita nel Pritaneo.
Fassino: "La Gad si
chiamerà Alleanza e la Fed Ulivo, come
proposto da Prodi". Finalmente gli elettori
di sinistra conoscono il programma per cui votare.
Casino in Ucraina. Ne siamo lieti. Significa
che la democrazia è veramente arrivata.
Nuovo massimo dell'euro, l'ottavo a novembre:
1,33. sul dollaro. Fra poco andremo in
giro con un cappello Texas e un grosso sigaro in
bocca.
Ciampi vuole dare la grazia a Bompressi. Bompressi
è un uomo alto. Dietro di lui si può
nascondere anche un Sofri.
Alta adesione allo sciopero dei magistrati contro
la legge. Ma certo, intendevamo: contro la nuova
legge!
Arrestato a Roma Jerome Cruciani, con l'accusa
di banda armata, associazione eversiva e rapina
aggravata. Ed anche, avendo un nome francese,
di non scriverlo Jérome.
Barroso: "Non è utile la revisione del Patto
di Stabilità"; però bisogna "avere
la necessaria flessibilità". E la flessibilità
non è una revisione?
"La Siria dice sì ai colloqui con Israele".
Esempio: banditi, usurpatori, oppressori! E
voi assassini! Invasori illegali! E voi mandanti
dei terroristi! Vi uccideremo! Provateci e vedrete!
"Al Qaida può costruire una bomba sporca radioattiva",
ha detto la Cia. Nessuno le crede, stavolta.
Speriamo però di non dover credere ai fatti.
Concordia nella maggioranza sulle tasse. Forza
Italia: "tagliamo o andiamo a casa". An e
Udc: "Qualunque cosa, purché non si vada a
casa".
Gianni Pardo, 28 novembre 2004
LA PADELLA E LA BRACE
I risultati d'una recente indagine demoscopia,
riferiti dal New York Times, provano che gli americani
e in particolare molti di coloro che hanno votato
per Bush, sono più perplessi oggi, sul suo conto
e sulla sua politica, di quanto non fossero all'inizio
del mese. Parecchi sono disturbati dalla sua ostentata
religiosità, in molti temono leggi restrittive
in materia di sanità e sull'aborto e via dicendo.
Per non dire che molti pensano, a proposito dell'Iraq,
che non bisognava nemmeno cominciarla, quella guerra.
Non che siano pentito del loro voto - sarebbe impossibile,
dopo poco così poco tempo - ma è come se l'incanto
(se mai incanto ci fu) fosse rotto. Sembra un atteggiamento
strano e forse contraddittorio, ma non è. Il fatto
è che molti americani non hanno votato per Bush, hanno
votato contro Kerry. (segue, per continuare nella lettura
clicca qui)
Gianni Pardo, 28 novembre 2004
SINDACATI,
CONFINDUSTRIA, OPPOSIZIONE
A sentire il
tiro incrociato di sindacati-confindustria-opposizione contro il taglio delle tasse,
in attesa dei melanconici raduni di bandierone
rosse e aquilotti confindustriali al grido di
<<più tasse per tutti>>, immaginando
la serie dei malintesi comici e spiritosi che coinvolgerà
gli uni e gli altri confusi nelle piazze, siam presi da
un improvviso e felicissimo ottimismo e già scommettiamo
sul prossimo quinquennio del prossimo governo Berlusconi.
Violinisti
2
Da
un paio di giorni sto leggendo sconvolta i quotidiani
italiani , ascolto interdetta i telegiornali . Sono
sorpresa e indignata e non capisco bene se sia il caso
di ridere per la scempiaggine di alcuni media nostrani
o di piangere per il livello infimo da questi raggiunto.
Tuttosommato L'Italia e' il mio paese d'origine, e' il paese
che amo oltre a Israele e mi rattrista pensare che l'informazione
sia lo specchio di una societa'. Cosa puo' accadere
alla societa' italiana presa in giro da una siffatta informazione
partigiana e distorta? Gli italiani capiscono di essere
turlupinati da giornali e telegiornali che fanno passare un
normale controllo a un check point di un paese colpito dalla
piu' grande ondata di terrorismo che la storia ricordi per un
atto di stampo nazista?
Perche',
signori, e' di questo che parlano da giorni i media
di tutta la penisola.
A
Napoli c'e' guerriglia per le strade, a Manfredonia
uccidono a sassate una ragazzina dopo averla stuprata,
in quasi tutte le citta italiane vi sono quartieri
in cui la gente non entra perche' ha paura, si trascinano
per anni processi politici, esistono mamme che mettono
i loro figli in lavatrice e gli fanno fare l'intero ciclo
di lavaggio, si trovano quotidianamente bambini morti
in sacchetti delle immondizie, bambini putrefatti in valigie,
bambini abbandonati sui marciapiedi e i media italiani denunciano
i normali controlli dell'esercito israeliano nei riguardi
dei palestinesi che da 4 anni passano il loro tempo a farci
saltare per aria!
Il
fatto? Lo sapete, a un ceck point si presenta un palestinese
recante in mano la custodia di un violino. Il soldato
fa quello che e' il suo dovere: fa aprire la custodia e invita
l'uomo a suonare un paio di note per appurare se il violino
e' davvero il violino e non una bomba. Nessuno ride, nessuno
deride, nessuno sghignazza, i palestinesi in fila sono tranquilli
e sorridono, i soldati israeliani fanno i loro lavori
di routine. Il soldato davanti al violinista mette il suo timbro
sul lasciapassare, un altro parla al cellulare. Il tutto nella
tranquillita' piu' assoluta.
Tutto
qui, signore e signori. E per questo "tutto qui" i
giornali di sinistra hanno sporcato le loro pagine parlando
di metodi nazisti, per questo "tutto qui" la televisione
italiana ha perso tempo a dare e ridare la notizia tante
di quelle volte che , inevitabilmente, e' entrata nel cervello
degli italiani come una "cattiva" notizia per cui Israele
va condannato per la miliardesima volta.
E'
cosi' che si fa propaganda razzista, Si prende lo
scoop di qualcuno in malafede, lo si deforma, lo si
interpreta in modo negativo, lo si elabora dandogli
un'impronta malvagia e poi si bombarda la gente
piu' e piu' volte. Questa e' la propaganda usata dai nazifascisti,
dagli stalinisti e, negli ultimi decenni, dai razzisti
antisraeliani.
Qual'e'
il risultato? L'odio e la continua diffamazione contro
Israele, l'odio, i pestaggi e gli assassini contro ebrei
in Europa.
Ma che bravi questi signori
giornalisti. Veri e seri professionisti dell'arte
della menzogna, della propaganda, della follia razzista.
Sarebbero
piaciuti a Goebbels che li avrebbe assunti
immediatamente.
Sarebbero
piaciuti a Stalin e alla sua polizia.
In
tempi recenti piacevano al defunto terrorista sepolto
a Ramallah.
No
, non c'e' da ridere al pensiero che il popolo italiano
sia turlupinato e raggirato da questa gentaglia.
Si puo' solo piangere e sperare che il Paese che ha dato
i natali a Michelangelo non soccomba sotto i colpi perversi
di alcuni rappresentati indegni del giornalismo , traformandosi
in un popolo di razzisti anziche' di santi, poeti e navigatori.
Deborah
Fait - informazionecorretta
Violinisti
Succede in Israele.
Siamo ad un posto di blocco, il filmato - ripreso
da tutti i media - è quello
di un signore che suona il violino di fronte ai militari
israeliani. La suonatina dura pochi secondi,
quindi lo stesso signore, sorridendo, ripone
il violino nella custodia e se ne va.
Questo dicono le immagini. Dunque, nulla di sconvolgente,
anzi, visto che siamo al posto di blocco di Beit
Iba, vicino Nablus, ci troviamo di fronte ad un banale
controllo, in un contesto in cui il terrorismo, usando
anche violini imbottiti d’esplosivo, ha più
volte fatto strage della popolazione civile.
Bene, si potrebbe dire che i militari hanno fatto
il loro dovere... e invece ecco chi c’inzuppa il biscotto.
Il filmato, girato, in tutta tranquillità
all'interno del check point, da una pacifista israeliana,
entra in un ben oleato meccanismo goebbelsiano.
Al di la delle immagini
-chiare, semplici e oneste- ognuno vede quello
che, dietrologicamente, vuole vedervi. E infatti,
dal TG3 a Repubblica, dall’Unità al Corriere della
Sera è tutto un alzare i toni, insinuando
chissà quali angherie.
C’è perfino chi riesce ad evocare gli aguzzini
nazisti che facevano suonare il violino alle
loro vittime prima di ucciderle.
Non è a dire con quanto interesse e stupore
e vergogna seguiamo le mosse di questo giornalismo
(sic); non è a dire con quanta attenzione cerchiamo
di seguire il filo pauroso, e un poco carogna, di questi
ragionamenti che sgranano rosari di malafede giungendo
noi da una lontananza, direi quasi, antropologica.
(cp, 27.11.2004)
STORIA VERA
La storia che segue m'è stata raccontata da un
vecchio saggio. E' una lettura, per così dire
<<laica>> dell'Esodo dal paese delle tasse.
Berlù raggiunge trafelato il Mar Rossobertinotti,
insieme al suo popolo non meno trafelato di lui.
Si ferma sulla
riva e schiocca le dita: <<Bonny,
aiuto>>. Il portavoce, suddetto Bonny, corre subito:
<<Si capo?>>.
<<Le barche!>>
<<Che?>>
<<Le barche, ho detto. Dove sono le barche
per fuggire dal paese delle tasse e atttraversare
il Mar Rossobertinotti?>>
<<Oh mio dio! Berlù, senta con tutto
il trambusto di folli, montezemoli e follinifini
che c'è stato... me ne sono dimenticato!>>
<<Che?>>
<<Me ne sono dimenticato!>>
<<Ti sei dimenticato le barche?>> sbraita
il Berlù. <<Idiota che non sei altro!Imbecille!
I "tassisti" saranno qui a minuti! Che pretenderesti?
Che mi mettesssi a parlare con dio, gli chiedessi di
dividere le acque, far passare tutti noi e poi richiuderle
sui soldati dei "tassisti"? Ma certo , è questo
che vorresti...>>
<<Senta capo>> bisbiglia Bonny, <<veda
di farcela, e io le procuro due pagine sull'Antico
Testamento.>>
(cp, 26-11-2004)
ONANI-BICS
Un medico giapponese, Hideo Yamanaka, direttore
della Toranomon-Hibiya
Clinic, propone un nuovo
metodo per perdere qualche chilo di troppo:
la masturbazione,
limitandosi però a parlare
di quella maschile.
Yamanaka arriva a definire il suo “metodo” la “dieta
della masturbazione”. La tesi proposta dal medico
giapponese è che l’eiaculazione attiva il metabolismo
di base dei muscoli e ci consente di bruciare calorie,
riducendo il grasso sottocutaneo.
Se è vero che la masturbazione può essere
praticata più frequentemente, non necessitando di
una partner, è anche vero che il medico giapponese
precisa che non è sufficiente una ordinaria “pratica
solitaria”al mese, una media di ben 3 volte al giorno
per godere dell’effetto dimagrante.
Non basta: oltre a mantenere questa media invidiabile,
non bisogna essere superficiali nel portare a
termine questa particolare forma di fitness, definita
dal medico con il termine giapponese "Onani-bics", che
deriva dalla figura mitica di Onan, che fu distrutta per rovesciare
il suo seme sulla terra. Yamanaka precisa, infatti, che la
masturbazione deve durare almeno 15 minuti, per raggiungere
il giusto livello di sforzo aerobico, in modo da poter sfruttare
a pieno i benefici dell’esercizio.
QUALCHE PENSIERINO
POCO ROMANTICO SULLA CRISI IN UCRAINA
Mentre
ammiriamo affascinati le immagini delle centinaia
di migliaia di dimostranti sotto la neve, non dimentichiamo
che se il testa a testa elettorale si è giocato
(con carte truccate, a quanto pare) fra un filo-occidentale
(Yushchenko) contro un filo-russo (Yanukovic), ciò
si deve anche e soprattutto al fatto che l’Ucraina ha
un’importanza cruciale per che le sta attorno.
La Russia
da tempo tenta di mantenere l’Ucraina sotto il proprio
controllo usando il guinzaglio della dipendenza in
campo energetico (ma l’Ucraina non è un Paese “geneticamente”
povero: il sottosuolo è ricchissimo di minerali,
e la crescita economica quest'anno è del 12-13%).
Ciò
perché a Mosca si teme, tutt’altro che infondatamente,
la “fuga” dell'Ucraina verso la UE e la NATO.
Gli ucraini in fuga, infatti, si porterebbero (si porteranno?)
appresso le basi militari del Mar Nero e, soprattutto,
l’oleodotto “Odessa-Brody-Plonsk”, cioè il principale
rivale del progetto russo per l’esportazione del petrolio
del Mar Caspio nei paesi della Comunità Europea.
Il petrolio del Mar Caspio (cioè quello
estratto in Azerbaigian e del Dagestan), storicamente
veniva portato tutto in Russia e solo da lì smerciato
altrove (il canale di passaggio l’ oleodotto “Baku-Grozny-Novorossiysk”,
che passa dalla Cecenia: la prima guerra cecena, quella
del 1994, i russi la scatenarono soprattutto per questo,
allorché l’Azerbaijan International Operating
Company annunciò la costruzione di un nuovo oleodotto
che da Baku avrebbe portato a Suspsa, in Georgia, passando
per la Moldavia-e, guarda un po’ chi si rivede, per l’Ucraina.
La “ciccia”
sta qui. Man mano che dopo il crollo del Muro quei
paesi dell’Est entrano nella sfera d’influenza euro-americana,
Mosca si vede tagliar fuori e perderebbe il monopolio
delle riserve petrolifere caucasiche. Le compagnie petrolifere
occidentali puntando sempre più su percorsi che
portino il petrolio verso il Mediterraneo attraverso territori
non controllati dalla Russia (né dall’Iran). Nel 1999,
il petrolio Azerbaigiano ha preso ad essere incanalato sulla
linea Georgia-Turchia, bypassando non solo la Cecenia ma
anche la Russia… ed è in corso la costruzione dell’oleodotto
“Baku-Tbilisi-Ceyhan”, costruzione di cui si sono ben viste
le conseguenze politiche in Georgia (pare ci sia stato lo “zampino”
amerikano nella deposizione di Shevardnadze un anno fa, che
vide una inedita sinergia tra le ONG di Soros e il giro neocon
di Richard Perle; per tacere della vicenda della Yukos, il cui capo
Chodorkovsky venne arrestato nell’aeroporto di Novosibirsk all'alba
del 25 ottobre 2003 dagli uomini dell'ex Kgb con l'accusa di frode
fiscale proprio quando aveva acquistato il Moscow Times per far
propaganda a Soros, e proprio mentre stava trattando la cessione del
pacchetto di maggioranza della Yukos alla Texaco e/o alla Exxon.).
Tutto
questo non è dietrologia complottarda (paccottiglia
che lasciamo volentieri ad altri) né economicismo
marxoide (restiamo convinti che la politica prevale
sull’economia; ma la politica è fatta anche di queste
cose, piaccia o no).
Semplicemente,
quello che per il popolo ucraino è una sacrosanta
lotta per la libertà e lo stato di diritto,
per i nostri governanti (europei & amerikani) è
invece soprattutto una imprescindibile questione
geo-strategica, come senza mezzi termini e senza falsi
pudori il nostro nuovo ministro degli esteri spiega apertamente
oggi in una lettera di risposta al Riformista.
Per concludere
volando alto, riporto la dichiarazione ufficiale
del noto giornalista italo-niuiorchese “Mauro of Manhattan”:
“W le ucraine, fra le donne piu' belle del mondo.
Se facessi ancora l'inviato speciale con base Milano,
mi farei subito spedire a Kiev per "coprire" la calda
situazione...”
(ale tap,
26.11.04)
DAL
PAESE DI ZAP
Dalle
agenzie: La comunità calcistica è sgomenta
a seguito degli abusi razzisti subiti dai giocatori
di colore della nazionale inglese nell’amichevole persa
per 1-0 contro la Spagna lo scorso 18 novembre 2004. Durante
l’intera partita, la folla dello stadio Santiago Bernabéu
ha inneggiato canti di massa oltraggiosi contro Jermaine Jenas,
Ashley Cole e Shaun Wright-Phillips, giocatori della squadra
inglese.
La
sera prima, i giocatori della Under 21 inglese hanno
subito lo stesso tipo di offesa nella loro sconfitta
per 1-0. Durante la partita sono stati inneggiati
canti offensivi contro Carlton Cole, Darren Bent e Glen
Johnson.
Questi
recenti incidenti seguono i commenti di matrice
razzista espressi dall’allenatore spagnolo Luis
Aragones il mese scorso. Aragones non si è
scusato in alcun modo né è stato punito per
quanto ha detto.
Berlusconi:
la copertura per il taglio tasse c'è
"O
si attua il programma fino in fondo oppure la missione
è finita e la parola torna al paese". Lo afferma
il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una
lettera al Foglio pubblicata oggi e che il premier
definisce "quasi un manifesto", una "postilla
al contratto con gli italiani".
"Se le imposte si riducono in modo consistente
e visibile - prosegue il premier - la corsa continua.
Altrimenti, la parola deve tornare agli italiani,
perchè siano loro a decidere del proprio destino".
"Il nostro modello produttivo e di consumo
- afferma Berlusconi - deve tornare a credere
in un orizzonte economico più libero e competitivo.
Chi produce reddito individuale e profitto d'impresa
deve tornare a credere nella possibilità di spenderlo
e di investirlo in piena autonomia e indipendenza da uno Stato
mangiatutto. È per questo che sono entrato in politica.
È per questo che ho formato una coalizione di governo.
È per questo che ho firmato un contratto con gli italiani
a nome di questa coalizione. È per questo che disponiamo
di una maggioranza elettorale chiara e stabile nel paese e
in Parlamento. È per questo che ho detto e confermo,
senza arroganza, ma anche senza cedere a quello spirito rinunciatario
che è il male oscuro della politica italiana: o si attua
il programma fino in fondo oppure la missione è finita e
la parola torna al paese".
E
ancora: "Attivare la leva fiscale è la politica
di questo governo, concordata con la maggioranza che
lo ha eletto e presentata nella massima chiarezza agli
italiani e sottoscritta con parole inequivoche dai leader
e dai candidati dei partiti della coalizione di governo.
Impossibile anche solo pensare che a questo programma
si possa rinunciare, aggiustando in qualche modo le cose
a seconda di nuove convenienze e rinnegando un esplicito
mandato con argomenti contingenti e di facciata. Il mio
partito ed io non siamo a disposizione per questo voltafaccia".
Lettera-manifesto
di Berlusconi al Foglio, testo integrale: clicca
qui
"Se ci fosse il matrimonio gay probabilmente
io non lo utilizzerei",
Capperi intervista Franco Grillini
Una premessa. Franco Grillini è un
amico. Uno dei pochi, nei ricordi del mio periodo bolognese
a cavallo degli anni '90, che con coerenza, fatica
e coraggio (si, allora, a Bologna,
ci voleva coraggio!) si dava da fare per costruire, pezzo
dopo pezzo, spazi di libertà.
L’immagine è quella di una stanzetta,
al Cassero, con Franco tutto preso, tra una telefonata
e l’altra, ad organizzare, consigliare, archiviare,
documentare. Insomma, ricordo limpido di una bella
persona. Dopo anni, me lo ritrovo, deputato alla seconda
(credo) legislatura, sempre lì a combattere
per l’affermazione dei diritti... il ragno, per lui,
è sempre nel buco.
Poi, sarà che il mondo - un poco anch’io
- è cambiato, sarà come sarà
ma le poche volte che lo vedo in TV Franco
mi fa incazzare.
L’altra sera a Porta a Porta, ad esempio...
Ma andiamo con ordine. Gli ho mandato
una email: “... t'ho visto ieri sera a Porta
a Porta. Non è che mi sono trovato d'accordo
con quello che hai detto... anzi subito
m'è venuto voglia di scrivere, per "capperi",
un pezzaccio dal titolo KUL KUL KLAN... Poi, ripensando
all'amico che ho conosciuto e stimato, ho deciso di
chiederti se sei disposto a farti intervistare Se si
può fare, fammi un fischio...”
Click, pochi minuti, e: “Perché non eri
d'accordo? Ok per l'intervista a presto. Fg”.
Il “perché non ero d’accordo” è nel
vittimismo e nella ripetività degli
argomenti... e poi la querelle su Buttiglione,
uno che non mi è mai piaciuto e che, grazie
anche ai Grillini, mi sta pure diventando simpatico...
ma andiamo con l'intervista.
No un momento, caro Carduccio,
una chiosa alla tua premessa è d'obbligo:
sono al primo mandato e spero che ci sia anche il secondo
per vedere se con il probabile (e per me auspicabile)
cambio di maggioranze riesco finalmente a convincere il Parlamento
ad approvare alcune leggi sui diritti civili degli omosessuali
che finora non hanno visto la luce in Italia a differenza di
quanto accaduto nel resto dell'Europa.
In quanto alla ripetitività posso anche essere
d'accordo con te, ma i problemi sono sempre gli
stessi e le risposte e le analisi non sono
cambiate di molto mentre è sempre forte la resistenza
al cambiamento in senso liberale e libertario.
Poi è vero che nessuno è perfetto e io
men che meno, quindi....
Quindi... passiamo
all'intervista. (segue...
clicca qui per il testo completo
dell'intervista)
(cp, 21.11.2004)
MOLLICHINE
"Proroga delle indagini su Berlusconi":
l'ha chiesta la Procura di Milano. Meglio una lunga
accusa che una sollecita assoluzione.
Secondo la tv francese TF1,
ci sono "trafficanti israeliani in Costa d'Avorio".
Il solito complotto demo-pluto-giudaico.
La Nato invita Israele (per
la prima volta) a partecipare alle attività di antiterrorismo
nel Mediterraneo. Ma che ne sanno, quelli?
Rutelli: "Faccio molti auguri
(a Fini): sulla scena internazionale avrà molto da
lavorare e molte posizioni dell'Italia da recuperare".
Ma esiste un Kamasutra internazionale?
Bertinotti: "Siccome il governo
è in crisi si faccia la crisi di governo".
E se non lo si può battere col voto lo si batta con un
gioco di parole.
Il premier Berlusconi: "Questo
periodo non si può definire calmo". Classico esempio
di antifrasi, come dire "la balena non è unicellulare".
Pisanu annuncia "arresti in
flagranza in caso di espropri". Potenza della political
correctness! Anche lui parla di espropri.
Il papa: "Nessuno usi le religioni
come strumento di intolleranza, di violenza e di morte".
San Bartolomeo sarà d'accordo. Soprattutto di Notte.
Il comandante dei marine ha
affermato che l'offensiva contro Fallujah "ha spezzato
le reni agli insorti". Chi ha buona memoria tocca ferro.
Berlusconi: "O i tagli all'irpef
o Forza Italia al voto da sola". Al patibolo meglio
andarci con i propri piedi che trascinati.
Casini e Fini: Taglio alle
tasse solo se possibile e senza disturbare nessuno.
La frittata è anche migliore, se non si rompono le
uova.
Il presidente di Confindustria
assicura che la sua associazione "non fa politica".
Da quando?
Ciampi: "Il diritto alla salute
è diritto all'uguaglianza". Poi, si sa, l'uguaglianza
suprema si raggiunge dopo: con la "livella".
Dal Foglio: L'avvocato della
Cir ha chiesto quattro miliardi e mezzo di risarcimento
a Berlusconi. Corrispondono a 8.713.215.000.000 lire
(quasi novemila miliardi di lire). Quando bastavano
467 milioni per comprare l'intera Sme. Che disastro, l'euro!
Arafat lascia un'eredità
di duemila duecentosessantacinque miliardi di vecchie lire.
Era veramente "prezioso", per la Palestina.
Gianni Pardo
LA SFIDA AL KARATEKA
Kerry ha dichiarato che una delle
cause della sua sconfitta è stato l'ultimo video di
Osama bin Laden. Questi ha minacciato gli americani dei
peggiori disastri se avessero osato rieleggere Bush e, secondo Kerry,
queste parole, che avrebbero voluto essere per lui un sostegno,
l'hanno di fatto rovinato, accreditando Bush come il più
affidabile e irriducibile nemico del terrorismo.
Si può lasciare da parte
- essendo impossibile la "falsificazione" popperiana
dell'assunto - l'influenza di quel video a sfavore di Kerr;
ma c'è qualcosa che va esaminato più da vicino: come
mai bin Laden si è sbagliato, fino ad ottenere (nella misura
in cui l'ha ottenuto) un effetto opposto a quello sperato?
La risposta è scritta
nella mentalità islamica integralista: gli occidentali
sono molli, imbelli, piagnucolosi, ricattabili. In totale
spregevoli perché incapaci di qualunque ideale. Sono
attaccati solo alla vita e alle sue comodità. Per
questo le minacce sono più efficaci su di loro di quanto sarebbero
nei confronti d'un paese del Terzo Mondo o comunque d'un paese
islamico. Inoltre, bin Laden ha tratto conforto, per queste
sue idee, dalla recente storia spagnola. La precipitosa ritirata
dall'Iraq, in seguito all'attentato di Atocha, ha solo il segno
di quell'asserita viltà. A questo punto il capo terrorista
s'è chiesto se, lui che aveva potuto ribaltare il risultato
spagnolo, mentre tutti davano Aznar vincente con buon margine,
non avrebbe potuto influenzare le elezioni statunitensi, rispetto
alle quali per giunta tutti i sondaggi davano i candidati a testa
a testa.
Pur ammettendo che possa definirsi
delirante la tesi dell'inconsistenza virile degli occidentali,
in concreto bisogna ammettere che - dopo Atocha - non era
assurdo pensare d'impaurire gli americani. Ma ciò non
è avvenuto. Anzi del video si è parlato pochissimo e
forse non ha nemmeno avuto l'influenza di cui parla Kerry. Dov'è
che Osama bin Laden ha sbagliato?
Probabilmente non ha capito che
gli americani non sono più europei. Questi ultimi,
carichi di storia e del ricordo di troppe guerre e troppo
sconfitte, sono diventati non molto dissimili da come li immagina
bin Laden. Il sogno di tutti loro è che, se proprio deve
cadere, la folgore cada sulla casa del vicino. Non solo poi non
sono disposti a dargli una mano, ma sin da prima si rifiutano di
sostenere un'eventuale spesa comune per proteggere tutti dal disastro.
A
questa situazione hanno contribuito, stranamente, gli
stessi Stati Uniti. Se si protegge la Germania per quaranta
o cinquant'anni, tenendo sul suo suolo un esercito e minacciando
di usare la bomba atomica contro chi avesse osato aggredirla,
s'induce la Germania a pensare che la sua difesa non sia cosa
che la riguardi personalmente. Il pacifismo e il neutralismo
sono molto più facili quando la guerra, anche a nostra
difesa, è pronto a farla qualcun altro. Ovviamente,
questo costituisce una sorta di rinuncia alla sovranità nazionale,
è un atteggiamento vile e, ancor peggio, miope. Ma abbastanza
naturale. E se per qualche decennio questo atteggiamento agli
Stati Uniti è potuto convenire (un Giappone disarmato non rischia
di divenire una minaccia nel Pacifico), alla lunga tutto questo
ha falsato il comportamento di molte nazioni.
Di molte nazioni ma non degli
Stati Uniti. Se molti paesi si sono riparati sotto l'ombrello
statunitense, gli Stati Uniti sono stati quelli che che quell'ombrello
tenevano aperto. Mentre nell'inconscio degli europei, dal 1916
o 17 in poi, c'è stata l'idea che ad un certo momento, anche
se in ritardo (1942), può arrivare la cavalleria, nell'inconscio
degli americani c'è scritto che la cavalleria sono loro stessi.
Non hanno ragione d'aspettarsi l'appoggio di nessuno. L'unica cavalleria
è targata U.S. Per questo le minacce contro di loro hanno
un altro suono: sanno che solo loro possono salvare se stessi e certo
non con la vigliaccheria. La moltiplicazione delle minacce provoca
solo una moltiplicazione delle risposte.
Bin Laden ha creduto, attaccando
il campione dell'Occidente, di battere l'intero Occidente.
Un po‚ come, negli scontri tribali, se si riesce ad uccidere
il capo nemico la battaglia è vinta. Ma proprio qui ha
sbagliato. Mentre l'Occidente è composto di guerrieri acciaccati,
artritici e in parte arteriosclerotici, il campione dell'Occidente
è ancora in perfetta forma. Se il terrorismo avesse attaccato
in primo luogo la Francia, quel campione sarebbe magari corso
a difenderla (contrariamente a quanto la Francia ha fatto quando attaccati
sono stati gli Stati Uniti). Ma attaccando lui personalmente
Bin Laden ha provocato l'implacabile determinazione che tutti vediamo
dal 2001. Egli ha esagerato nella sua disistima dell'Occidente.
L'Europa è, come tutti i vecchi, aliena dal combattere e,
in un certo senso, presaga della propria morte. L'America invece no.
È viva e vitale. Sarà meno saggia, meno raffinata e meno
sottile dell'Europa, così come amano dipingersela gli intellettuali
europei, ma si può star certi che, se c'è da menar le
mani, è meglio avere trent'anni e una buona tecnica di
karate che due lauree in materie umanistiche.
Giannipardo@libero.it, 23 novembre
2004
PRAGA: A QUINDICI
ANNI DAL COMUNISMO
Ricordate? Era il novembre
del 1989, la Rivoluzione di Velluto portò alla
fine del regime comunista in cecoslovacchia. Václav
Havel, ex dissidente già perseguitato dal regime,
viene eletto presidente alla prime elezioni democratiche
del paese nel gennaio 1990.
Tutto iniziò intorno
al 1968. L'allora segretario del Partito Comunista
Alexander Dubcek, insofferente ai diktat del blocco sovietico,
proclamò il "socialismo dal volto umano" ed ebbe inizio la
"Primavera di Praga", utopistico e mai realizzato processo
di apertura e cambiamento delle istituzioni comuniste in senso
democratico. Ciò, comunque, suscitò la pronta reazione
degli altri stati del Patto di Varsavia, che occuparono militarmente
il paese nell'agosto 1968.
Per protestare contro l'occupazione
militare e per la libertà del suo paese, Jan
Palach si appiccò il fuoco, dopo essersi cosparso di
benzina, il 16 gennaio 1969, in piazza San Venceslao a Praga.
Da quel giorno Jan Palach è diventato il simbolo della "Rivoluzione
di Praga" soffocata dai carri armati dell'allora Unione Sovietica.
Riflessioni su
Zahal
C'e' sconcerto in Israele. I nostri
soldati si autodenunciano per aver violato i cadaveri di terroristi
morti. Siamo tutti sconvolti, non puo' essere vero, noi
non siamo cosi', noi abbiamo un grande esercito, i nostri soldati
hanno una morale. Viene da piangere.
I nostri ragazzi stanno facendo la guerra
da 4 anni, senza una sola ora di pausa. Fanno la guerra
contro bande di barbari, di terroristi senza morale e senza
valori se non quelli dell'odio e della violenza. I nostri ragazzi
sanno che se vengono catturati vivi vengono fatti a pezzi, smembrati,
linciati.
E' successo e il mondo non ha urlato al
ribrezzo, il mondo ha tentato di giustificare e di capire,
di accusare Israele comunque perche' "chi occupa deve aspettarsi
questo ed altro". Cosa deve aspettarsi? Che vengano ammazzati
bambini e tagliati a pezzi e che il mondo buonista giustifichi?
Viene da piangere al pensiero che adesso
si scaglieranno contro Israele, gli ipocriti, perche'
alcuni soldati pazzi di rabbia e di paura hanno commesso cose
deplorevoli.
Viene da piangere al pensiero che a causa
di un pugno di fuori di testa, presenti in tutti gli eserciti
del mondo, adesso verra' messo alla gogna Israele e il suo
meraviglioso esercito.
Viene da piangere al pensiero che l'ipocrisia
del mondo , che accetta senza fiatare e quasi con bonarieta'
mostri che ammazzano, stuprano, impiccano, torturano,
decapitano, sgozzano, smembrano e tagliano a pezzi gente
innocente, come fa il palestinese Al Zarkawi in Iraq e i palestinesi
dei territori, si scatenera' contro Israele piu' di prima e meglio
di prima.
Non bastava tutto quello che dicono da
anni contro di noi sempre giuistificando quelli che ci hanno
trascinati in questa guerra?
Naturalmente nessuno dei giornale che
ha dato la notizia, sguazzandoci dentro con soddisfazione,
ha ammesso che i colpevoli verranno processati e condannati
e nessun giornale ha messo in evidenza il fatto che, al contrario,
nei territori palestinesi i mostri kamikaze vengono dichiarati
eroi e le loro fotografie sono esposte nelle scuole.
I soldati che si sono ricoperti di disonore
violando cadaveri non saranno piu' soldati, verra' loro tolta
la divisa e finiranno in prigione e ci piacerebbe che i tanti
giornalisti, pronti a demonizzare tutto Israele per l'errore di
pochi individui, pretendessero lo stesso comportamento dai vertici
dell'ANP.
Sarebbe anche bello se quelli che oggi
approfittano di questi fatti per coprire di fango Israele si
rendessero conto di aver scritto articoli pieni di amore e rispetto
su un terrorista, assassino e ladro.
I media che oggi si scandalizzano sono
gli stessi che hanno osannato per decenni l'inventore del
terrorismo moderno , di colui che faceva ammazzare la gente a
sangue freddo, uomini donne, vecchi e bambini.
Viene da piangere al pensiero che ragazzi
israeliani abbiano potuto deridere dei cadaveri anche se
erano cadaveri di quelli che, da vivi, volevano essere
i loro assassini ma invito i media italiani, i giornalisti italiani
a frenare il loro orgasmo perche' quello che e' successo , in Israele,
non e' la norma, e' l'eccezione e Israele , come ogni grande democrazia,
punira' i colpevoli.
Viene
da piangere perche' Arafat con questa disgustosa guerra e' riuscito
a sporcare anche la nostra meravigliosa gioventu'
ma noi sapremo reagire e chi si e' autodenunciato e ha denunciato
i soprusi lo dimostra.
Grande coraggio, un coraggio che nessun
esercito del mondo ha dimostrato di avere.
Chinate la testa di fronte a questo coraggio
voi che siete stati gli ammiratori di un mostro.
Deborah Fait - informazionecorretta
ARAFAT SOTTRAEVA
DUE MILIONI DI DOLLARI AL MESE AL MERCATO DELLA VENDITA DI CARBURANTE
NEI TERRITORI"
da LA STAMPA 15/11/04,
Il presidente palestinese Yasser Arafat aveva
"scremato" dal commercio di benzina nei Territori due milioni
di dollari al mese accantonando, nel bilancio ufficiale dell'Olp,
una cifra pari a 800 milioni di dollari. A sostenerlo è
la rivista Time che cita i risultati di una revisione contabile
sugli investimenti compiuti da Arafat condotta nel 2002 da esperti
americani con la supervisione di Salam Fayyad, ex funzionario
del Fondo Monetario Internazionale e ministro delle finanze
palestinese. Le rivelazioni di Time cadono in un momento particolare
con la Casa Bianca intenta a valutare le notizie in arrivo dal
Medio Oriente in merito al processo di pace nella Palestina del dopo
Arafat e le Nazioni Unite attese, oggi, ad un dibattito aperto sul
futuro dello Stato palestinese in seguito alla morte del suo leader.
(Ringraziamo della segnalazione "per non mollare" Newsletter
per l'azione liberale)
Era ora: «Tagli
fiscali subito o si va a elezioni anticipate»
Il
presidente del Consiglio annuncia un emendamento alla
Finanziaria per martedì.
An: non ne sappiamo nulla
(!). Fini si è detto contrario a provvedimenti che
danneggino le famiglie (!). Il premier: se non si trova
un'intesa Forza Italia correrà da sola nelle prossime elezioni
politiche anticipate.
EUROPA, CI RISIAMO?
Ecco che ci risiamo!
Ecco che ancora una
volta in Europa L'odio contro gli ebrei si trasforma
e assume una vergognosa quanto ipocrita patina politica.
Ecco che un altro omuncolo
si scaglia in modo indegno contro Israele , il primo
Ministro e il popolo israeliano.
Ecco qua un sindaco,
un coraggiosissimo sindaco spagnolo che usa il suo
potere per insultare Israele.
Il signor Angel Garcia
Seoane, sindaco di Oleiros, cittadina del nord della
Spagna, ha fatto preparare un cartello di metallo, di quelli
fosforescenti che si mettono alle porte di ogni citta',
col nome della stessa e sotto un gentile "Benvenuti".
Fin qui niente di male se il signor sindaco non avesse sostituito
il "benvenuti" con degli slogan che ricordano molto da vicino
gli slogan fascisti di cattiva memoria : "Fermiamo gli animali,
Sharon assassino, Stop ai nuovi nazisti". In spagnolo suona
cosi':
Paremos a bestia, Sharon
asasino, stop aos novos nazis"
Appresa la notizia e
pensando che il primo cittadino di Oleiros fosse ignaro
e innocente , l'ambasciatore di Israele in Spagna gli ha
telefonato e non credeva alle proprie orecchie quando l'omuncolo
gli ha risposto "Ma io sono d'accordo".
Naturalmente questo
signore ha aggiunto di non aver niente contro gli
ebrei ma di odiare gli israeliani, il loro capo (cioe' Sharon)
e il loro rappresentante in Spagna, cioe' il povero e allibito
ambasciatore.
"Io odiare gli ebrei?
ma per carita'! i miei migliori amici sono ebrei.
E' Israele che ...." Questa e' la frase di rito dei moderni
razzisti e ogni volta che la sento mi viene la pelle d'oca.
Dunque la Spagna che
non e' stata antisemita durante il regime del generale
Franco lo e' diventata oggi grazie al suo amore per i palestinesi
e pare non sia stata sufficiente la strage dell'11 marzo per
far capire a molti spagnoli dove siano i nemici della civilta'
e della liberta'. Naturalmente sanno bene che diffamare
e offendere Israele non comporta pericolo perche' nessun israeliano
o filoisraeliano andra' mai a mettere bombe sui treni o nei ristoranti,
anzi sono consapevoli che proprio offendere Israele e il suo primo
Ministro li puo' salvare dal saltare per aria. Ecco cosa
muove questa gente, la paura, nient'altro che la paura. Una paura
vigliacca.
Oggi il sindaco, in
seguito a pressioni dall'alto, si e' visto costretto
a cambiare gli slogan razzisti e li ha sostituiti con
un delizioso e accomodante:
"Benvenuti a Oleiros, citta' della
pace che sostiene il popolo palestinese".
Non il popolo curdo
o il popolo tibetano o i poveri neri del Ciad e del
Sudan decimati da bande di musulmani, nemmeno il
popolo basco che e' la' vicino.
Nooooo, questa ridente
cittadina spagnola supporta solo i palestinesi e gli
altri popoli vadano al diavolo. Capito curdi, tibetani ,
baschi, neri animisti e cristiani??? potete andare al diavolo
per il signor sindaco di Oleiros, Spagna!
Imparate a far saltare
treni, ristoranti, imparate ad ammazzare bambini e
allora forse vi sosterranno....sempre per paura.
La paura serpeggia per
questa povera Europa dove si vuole mettere nelle scuole
l'ora dell' Islam, dove si vuole imparare a parlare arabo,
a mangiare arabo, a pensare in arabo.
Mescolate la paura all'
ignoranza e nasce l'odio e l'odio razziale ha da
sempre un solo capro espiatorio, l'ebreo con la differenza
che oggi per salvare il bon ton viene sostituito con l'israeliano,
fa meno impressione e si puo dire "io antisemita? assolutamente
no, solo antisionista e contro Sharon" .
Strana sta cosa, io
ricordo manifestazioni contro Israele di tanti "amici
degli ebrei" negli anni 70 , negli anni 80, negli anni
90, durante tutto il fu processo di pace. C'era Sharon primo
ministro? No e allora chissa' perche' urlavano 'Israele boia?"
Europa vigliacca, Europa
, addio Europa.
Deborah Fait -
per chi volesse protestare la email del sindaco di
Oleiros e': alcaldia@oleiros.org
SCOOP
Di sicuro la notizia metterà
in subbuglio il mondo politico. Ecco i fatti.
Mentre, nella mattinata di ieri, una riunione convocata
tra il premier e il suo vice, per discutere della
riduzione delle aliquote Irpef già dal 2005,
sarebbe andata malissimo, in serata -sotto i buoni
auspici di Gianni Letta- si è organizzato un incontro
riparatore. Luogo dell'incontro il Gay Village. Come possiamo documentare, (foto,
di Panoramik, in esclusiva), occhi indiscreti hanno carpito indiscutibili immagini
della pace siglata tra Berlusconi
e Fini.
Da ambienti culattoni della capitale sembrerebbe
che, se non le tasse, la pace lettiana riguarderebbe
il "taglio dell'uccello". Rimane da capire se
la cosa, comunque dolorosa, sarà a carico di Berlusconi
o Fini. (cp, 18-11-2004)
.Sì,
ma però…
Da Prima
Comunicazione: “E lei, Ferruccio de Bortoli, accetta
di diventare direttore del Sole in ricchezza e povertà,
in salute e malattia, finché morte o Montezemolo
e Cipolletta non vi dividano?”. “Sì, ci sto”, ha
risposto Ferruccio, detto anche Titti per la sua implacabile
dolcezza vendicativa. “L’unica cosa che vorrei, però,
è una liberatoria da quell’incubo di centinaia di
querele per diffamazione”. Per saperne di più clicca
qui.
COMMENT PEUT-ON
ETRE COMMUNISTE?[1]
Un anticomunista
viscerale - se no che anticomunista è?
- ha difficoltà a capire che si possa essere stati
comunisti prima del 1989. Tuttavia, uno sforzo si può
fare.
S'immagini
una persona giovane cui si riveli che i mali del
mondo (sfruttamento, miseria, soprusi, alienazione,
ecc.) non siano inevitabili. Che da essi si può
guarire con una teoria nient'affatto utopica ed anzi
scientifica, fondata su complicati ma precisi calcoli
economici. Si dica inoltre, a quella persona, che quella teoria
non è applicata perché essa danneggia gli
interessi di coloro che, attualmente, beneficiano del sistema,
ed è anzi per questo che i giornali e i media sono contro
di essa: perché sono in mano ai ricchi, agli sfruttatori,
ai padroni. Se quel giovane non ha fonti proprie cui abbeverarsi,
se queste belle cose gli sono state dette da una persona
degna di fiducia (il professore d'italiano o di filosofia,
l'intellettuale di cui va fiera la famiglia) ecco abbiamo un
comunista. Non avrà precise idee in campo politico, storico
ed economico, ma quelle idee le ha il suo mentore e, un po‚ più
lontano, Marx. Loro saprebbero spiegare perché i paesi del
Terzo Mondo sono poveri ed anche come hanno fatto alcuni paesi a depredarli
per divenire, appunto, ricchi. Magari mediante le multinazionali. E
tutto il resto dello sciocchezzaio che fa parte della mentalità
comunista. (segue, per proseguire nella lettura clicca qui)
- Giannipardo@libero.it, 17 novembre 2004
MOLLICHINE
Siniscalco:
“La Finanziaria è ferma, solida e credibile”.
Ma soprattutto ferma.
Amnesty International,
sugli scontri di Fallujah, alle due parti: “Avete
violato le regole di condotta”. Il fatto è
che il regolamento sul taglio delle teste non era chiaro.
Il ministro
degli esteri palestinese: “Nel Fatah c’è consenso
su Abu Mazen”. Rimane solo qualche pallottola vagante.
Ciampi dichiara
“inaccettabile” il divario economico fra nord e sud.
Ora si aspetta che dica come si fa a non accettarlo.
Siniscalco
è ottimista sui conti economici dell’Italia.
Ottimista. Mentre il pessimista è un ottimista
che s’è informato.
Violante: “non
ci sono le condizioni per un confronto democratico”.
Non ci tenga sulle spine. Se ci sono le condizioni per lo
scontro armato, ce lo dica.
Hamas: “Le
presidenziali palestinesi sono illegali”. È
l’opinione di un’organizzazione nota per la sua sensibilità
giuridica.
Il ministro
degli esteri francese: <Potremmo “imporre” la pace
in Costa d'Avorio>. Ovviamente, con la diplomazia
e in modo multilaterale.
Gianni Pardo,
17 novembre 2004
Sandwich
della Madonna
Un sandwich
abbrustolito, al formaggio e vecchio di dieci anni,
è stato di nuovo messo all'asta da "Ebay".
Secondo Diana Duyser, una signora della Florida
di 52 anni proprietaria dell'oggetto, il sandwich
rappresenterebbe il volto della Vergine Maria. Inizialmente
la casa d'aste su internet aveva cancellato dal listino
l'oggetto, pensando si trattasse di uno scherzo. La prima
volta le offerte avevano raggiunto la cifra di 22 mila dollari.
Dopo questa
notizia, a Napoli pare sia stato ritrovato,
tra le zolle del San Paolo, un
corno portafortuna di origini antichissime (si parla
addirittura del Neolitico) con impressa l'immagine di
Maradona. Si attendono adeguate offerte.
Caro Mieli,
c'è posta per te (2) - Mieli ha risposto come segue:
Caro Pardo,
è
vero, non lo rifirmerei quel manifesto. Ma non
so se sarei nel giusto. Era un appello a favore di
un giornalista che aveva "prestato" la sua firma come Direttore
Responsabile per consentire la pubblicazione di un foglio
della sinistra extraparlamentare. E che era stato portato
in giudizio per le frasi contenute in quel foglio delle
quali, ad ogni evidenza, nulla sapeva. Ripeto:
io oggi probabilmente non "presterei" la mia firma per consentire
l'uscita di un giornale che non pubblichi articoli normali
e forse non firmerei più quel genere di lettere di solidarietà.
Ma non sono convinto del tutto di aver ragione adesso e di aver
avuto torto allora. Un cordiale saluto
Paolo
Mieli
Risposta
alla risposta:
Caro Mieli,
le risponderò
sinteticamente, per non farle perdere tempo.
a)
Le do atto d'avere dimostrato coraggio e lealtà,
nel rispondermi, visto che le sarebbe stato tanto facile
non accusare ricevuta e non fornire spiegazioni ad un
signor Nessuno come me. Di questo la ringrazio.
b)
Il Direttore Responsabile, nel caso "nulla sapesse" di
ciò che veniva pubblicato sul suo foglio, mancava ad
un preciso dovere, assunto con la carica stessa, ed era dunque
colpevole. Anche se qualche libro di diritto penale
parla di "responsabilità oggettiva", nel senso che non
è necessario provare che il Direttore conosca quella
particolare cosa che è stata pubblicata, in realtà
si tratta d'un dovere di vigilanza, omesso il quale si è
in colpa. Esattamente come per mancata custodia di cose
e animali. Dunque, lo ripeto, il Direttore non era innocente,
soprattutto se si trattava d'un giornale minuscolo.
c)
Lei, con uno stile ben noto, cui del resto ha anche fornito
un neologismo, non sa se, non firmando oggi quel
documento, sarebbe nel giusto. Mi scusi, ma mi sembra
un voler cadere in piedi ad ogni costo. Lei deve saperlo
che non sarebbe nel giusto. Lei deve sapere che non
si difende la libertà di stampa e di parola avallando
furti, rapine e violenze. E anzi sono certo che lo sa. Le
perplessità espresse nelle sua lettera vogliono essere
- mi scusi - la dimostrazione d'una malintesa magnanimità:
l'avere un'anima tanto grande da comprendere un po' di
tutto, una cosa e il suo contrario, l'essere Paolo Mieli
e l'essere un sostenitore dell'esproprio proletario.
d)
Se avesse voluto sostenere le ragioni di quel Direttore
Responsabile avrebbe potuto criticare la legge che
lo rende responsabile in ogni caso, o avrebbe potuto semplicemente
lamentarsi che una legge dura colpisse una persona
moralmente innocente. Tuttavia non dimentichiamo che Socrate,
certo non meno magnanimo di lei, rifiutò di sottrarsi
all'applicazione d'una legge, nel suo caso ingiusta,
e pagò con la morte. Siamo dunque andati tanto più
lontano di Socrate?
e)
Non sarebbe stato più semplice dire: Mi sono sbagliato,
ero giovane, e magari, echeggiando Rabelais, avevo l'età
in cui "si piscia controvento"?
Non mi
sto impancando a suo giudice: solo rifiuto il concetto
che la verit&