ARCHIVIO CAPPERI NOVEMBRE 2005


Silvia Tortora: non occupiamoci della giustizia assassina solo quando ci va di mezzo gente famosa, Enzo Tortora o Adriano Sofri. Dall'intervista di Jacobo Iacoboni del quotidiano "La Stampa" a Silvia Tortora:

«Non mi vorrà mica far polemizzare con Sofri?».
L’idea era l’opposto, per la verità.
«Sofri lo stanno ammazzando, come mio padre. Però non dovremmo interessarci di ingiustizie clamorose solo quando riguardano detenuti illustri, come Enzo Tortora o Adriano Sofri. Mi raccomando, scriva “Tortora e Sofri” perché qualche anno fa per un malinteso finii in una brutta polemica con lui, e si figuri se volevo mettermi a polemizzare con un uomo che sta in carcere, oltretutto malato».
Chi parla così è Silvia Tortora, la figlia del giornalista vittima di uno dei casi di malagiustizia più clamorosi dell’Italia repubblicana. Silvia è una donna appassionata e anche emotiva, fa la giornalista e la sceneggiatrice. Su Epoca teneva una rubrica in cui ogni settimana pubblicava le lettere dei condannati a morte del carcere di Huntsville, Texas.
Cosa aveva detto su Sofri?
«Anni fa mi chiama il Corriere, mi pare fosse il ‘98. Mi pescano in un momento di grande turbamento, dopo l’assoluzione dei giudici che perseguitarono papà. Mi scappano parole forti, lamento che i giornali si interessano di cattiva giustizia solo quando ci sono di mezzo, dico, i compagni di merende; da allora sul Foglio è iniziata una polemica dura contro di me. Prima con una piccola posta di Sofri, poi con altri interventi. Era stato del tutto frainteso lo spirito di quello che volevo dire».
Cosa le disse Sofri?
«Scrisse sul Foglio: “Gentile Silvia Tortora, protestando la sua amarezza per l’archiviazione dell’inchiesta su magistrati e investigatori che perseguitarono suo padre, lei ha detto (lo leggo sul Corriere): ‘Mi chiedo dov’è la reazione di chi si indigna per ogni cosa, magari per ex compagni di merende come Sofri’. Ora, le leggi di questo paese consentono a chiunque ci provi gusto di chiamarmi assassino. È un’abominevole ingiustizia, ma si può. Che cosa però ha spinto lei a insultarmi in modo così triviale?”. Capisce? Si figuri invece se io volevo insultare Sofri. Mio padre l’hanno ammazzato, e adesso per poco non rischiano di uccidere in un carcere Sofri. Io però dico anche non occupiamoci della giustizia assassina solo quando ci va di mezzo gente famosa, Enzo Tortora o Adriano Sofri. Lo posso dire o no?».
Magari i casi famosi servono per affermare un principio che vale anche per i poveracci.
«Ma lei ha l’impressione che succede? Le ripeto, non c’è mica solo il caso Sofri. Cosa sta capitando a Sofri? Qual è l’ingiustizia?»

A prescindere dal giudizio sulla sua colpevolezza, tenere dentro un uomo in condizioni di salute critiche; oggi infatti gli viene diagnosticata una malattia seria.
«Ci mancherebbe che non difendo una persona malata, e malata in carcere. Chi conosce la mia storia sa quali sono state le mie battaglie, non per mio padre, ripeto, per tutti i detenuti. Ma per me non esistono uomini che vanno difesi per le buone idee, ci sono detenuti che vanno difesi comunque dall’ingranaggio che li uccide, anche se non si chiamano Tortora o Sofri».  (...)


Libertà di terrorismo?
«Allah è grande! Viva l’Italia».
Così, in aula, il marocchino Mohammed Daki e i tunisini Maher Bouyahia e Ali Ben Sassi Toumi hanno espresso  la loro gioia per la sentenza con cui ieri la terza Corte d’Assise d’Appello di Milano li ha assolti dal reato di associazione eversiva finalizzata al terrorismo internazionale. Stante il giudizio della Corte, giunto dopo sei ore di camera di consiglio, il processo di appello si configura quindi come la “grande vittoria” del giudice Clementina Forleo, che in primo grado aveva scagionato Daki e i due tunisini dall’imputazione più grave, condannandoli invece per due reati minori: favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falsificazione di documenti.
In appello, a ben vedere, il giudizio della Forleo non è stato solo confermato, ma addirittura superato. Daki, infatti, condannato in primo grado a due anni e dieci mesi per ricettazione di documenti fasulli, è stato assolto anche da quest’accusa, mentre per i due tunisini il reato di terrorismo internazionale, il 270bis, è stato derubricato in associazione per delinquere semplice finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per loro, tuttavia, la condanna a 3 anni di reclusione emessa in primo grado è stata confermata.
Ma chi è Mohammad Daki?.  38 anni,  marocchino,   Daki è arrivato dal Marocco in Germania con un visto per motivi di studio.  Durante il suo soggiorno a Amburgo, è stato provato il suo contattato con i membri che hanno progettato  gli attacchi del'11 settembre alle "torri gemelle".  Nella primavera di 2002,  lasciata la Germania, Daki ed è arrivato a Milano.  Il 4 aprile 2003, Daki è stato arrestato dalla polizia italiana con l'accusa di reclutare   immigrati mussulmani  da mandare a compiere azioni 
kamikaze
in Iraq.  Daki si è difeso dichiarandosi vittima  di una serie bizzarra di coincidenze.  "io, un terrorista?  Non ho fatto nulla.  Sono solo  venuto a contatto con qualche persona nel momento sbagliato.  Sono pulito."  
«Allah è grande! Viva l’Italietta».


SENZA PAROLE










palestinesi all'ufficio passaporti

Europa: ero quasi in crisi di astinenza!
Dopo aver letto  il bellissimo articolo di Anna Borioni dal titolo "La sinistra e Israele" mi si e' aperto il cuore. "Ma guarda, ho pensato, che la sinistra stia incominciando a capire qualcosa? che  si stiano rendendo conto del danno  incommensurabile fatto alla democrazia?".
L'analisi da standing ovation della Borioni e' stata preceduta dalle dichiarazioni di Piero Fassino da cui emergeva una sorta di atto di dolore per le posizioni costantemente e vergognosamente  filopalestinesi della sinistra. 
Vabbe' uno legge, spera, si illude.   E' umano, no?
Uno si illude che una parte politica italiana, quella di sinistra,  dopo aver dipinto Israele come un mostro per anni, anni e anni, incominci a guardare con altri occhi  a quello che succede da queste parti,  uno si illude che dopo simili importanti dichiarazioni di pentimento, arrivino anche le condanne a raffica per i nostri aggressori, nello specifico attuale per gli hezbollah e il loro  ennesimo, immotivato e inutile  attacco a Israele con bombardamenti sui civili delle citta' e kibbuz del nord.
Uno spera che sentire Nasrallah dichiarare che e' un suo diritto rapire israeliani scandalizzi qualcuno della sinistra ....pentita.
"Abbiamo il diritto di rapire israeliani", cosi' ha detto il criminale. Qualcuno gli ha chiesto "perche'?" Diliberto, suo amico, gli ha chiesto perche'? Qualcuno ha avuto la nausea nel sentire queste parole? Pare di no. 
Uno spera, si illude che arrivino proteste, condanne per questi criminali.
Niente! Silenzio!
Ma  allora a cosa serve fare dei summit per dire  che:
"ampi settori della sinistra hanno potuto semplicemente ignorare il progetto di distruzione dello Stato ebraico, continuando ad attribuire alla volontà d‚Israele la mancata nascita dello Stato palestinese. Ma così facendo la sinistra ha diseducato se stessa, a favore della costruzione di uno schema ideologico interpretativo del conflitto mediorientale che sembra rinunciare all‚analisi della realtà, dando vita a una posizione pregiudiziale su Israele che lo colloca sempre dalla parte del torto. Dalla leadership palestinese non si è preteso in modo chiaro e inequivocabile la fine di ogni atto di terrorismo e della propaganda antisemita, mentre si è consentito che le giuste aspirazioni del popolo palestinese a un proprio Stato e a una vita dignitosa, continuassero a essere strumentalizzate dal folle disegno di eliminazione della nazione ebraica perseguito dal nazionalismo arabo e dal razzismo islamico."

A cosa serve che una persona intelligente, giusta , capace di autocritica dichiari queste verita' se la parte politica di cui fa parte se ne strafrega e perde l'occasione, offerta quasi su un piatto d'argento,  di condannare l'aggressione subita da Israele da parte dei nazisti iraniani che hanno creato in Libano uno stato nello stato come aveva fatto 40 anni prima l'altro nazista, Yasser Arafat!
A che serve che a sinistra vi siano persone coraggiose e intelligenti  se poi  caraggio e intelligenza vanno a cozzare contro l'ignoranza e  la la stupidita' di altri e la' tutto si ferma e l'illusione muore miseramente?
Lasciamo stare l'Italia ormai senza speranza , l'Italia dove si dedicano strade a un nazista palestinese e si sputa sui caduti di Nassyria. L'italia dove un Bertinotti dice che la sinistra non e' antisemita perche' non va contro l'ebreo ma contro l'israeliano.
Lasciamola stare questa Italia strana e squilibrata che dall'entusiasmo ti fa ricadere subito nell'amarezza.
Guardiamo all'Europa invece.
Si l'Europa!
Quasi  quasi andavo in crisi di astinenza.
Era tanto che non leggevo critiche e condanne a Israele, era un sacco di tempo che l'Unione Europea non denunciava colpe israeliane  e io, nella mia ingenuita', pensavo "beh, adesso siamo buoni e bravi, abbiamo dato ai palestinesi la striscia di Gaza, si parla di evacuare anche alcuni insediamenti illegali in Cisgiordania, cioe' le nostre Giudea e Samaria, ormai avranno capito che tra Israele e i palestinesi e' solo Israele che cerca la pace, non ci vuole mica un'intelligenza superiore  per capirlo".
"Che strano, pensavo ancora, non arriva nessuna critica, tutto tace,  significa che siamo stati riabilitati, da israeliani boia siamo  diventati israeliani bravi"  e quasi quasi mi mancava la condanna quotidiana, mi mancava la scarica di adrenalina provocata dalla rabbia che provavo ogni volta che arrivava l'insulto europeo a Israele.
Per la prima volta in 5 anni la comunita' europea ha  fatto passare ben tre mesi senza demonizzare  Israele. Un record!
E invece eccoli qua, erano solo un po' distratti, ecco ecco,  puntuale e' arrivata la notizia che gli inglesi hanno pronto un documento in cui si accusa  Israele di non voler dare ai palestinesi Gerusalemme capitale e di volersi annettere la Citta' .
Sono tanto distratti da non ricordare che Gerusalemme e' gia' annessa a Israele, lo e' stata nel  momento della liberazione dall'occupazione giordana, nel 1967,  nel momento in cui il suono dello shofar e' risuonato di nuovo al Kotel, il Muro del Pianto, dopo duemila anni.  Israele aveva vinto e liberato la sua Capitale.
E adesso gli inglesi si svegliano e dicono che ce la vogliamo annettere! Ma dove erano negli ultimi 40 anni? Pensavano ancora al Mandato britannico?
Mica mi serviva una dose di adrenalina cosi' potente, bastava meno, signori inglesi , caspiterina! Meno male che Gianfranco Fini e Frattini mi hanno evitato lo chock anafilattico opponendosi a questa pensata degli ex-padroni inglesi che non riescono ad abituarsi all'idea di non essere piu' padroni di niente!
Speriamo che l'altra Italia, quella giusta, quella  che ama Israele e che sfila in corteo per dire che Israele c'e' e ci sara' sempre, abbia la forza di opporsi alla perfida Albione che non poteva scegliere momento peggiore per rinverdire la sua antipatia verso Israele.
Non esiste un solo caso al mondo in cui  una Nazione sovrana regali la propria capitale o parte di essa a un altro stato vicino.  Gerusalemme e' stata per 3000 anni capitale politica, spirituale, storica  e geografica di Israele, Gerusalemme non e' mai stata una citta' araba.
I palestinesi si facciano la loro capitale da un altra parte rendendo cosi' felici, superfelici, felicissimi  i 200.000 arabi di Gerusalemme est gia' terrorizzati dal pericolo di finire sotto l'ANP e , da cittadini di una democrazia, diventare carne da macello di una dittatura terrorista.
Signor Straw e compagni, in Egitto i Fratelli Musulmani si sono beccati 29 seggi, al nord di Israele i nazisti Hezbollah pensano a quale cittadino israeliano rapire, come pare sia loro diritto e dovere, in Europa c''e' il maltempo, in Africa le guerre continuano a massacrare  le popolazioni, l'AIDS imperversa, l'influenza aviaria  bussa timidamente alle porte, le citta' europee sono sempre minacciate di terrorismo,  varie calamita' e un' infinita' di problemi internazionali dovrebbero attirare la vostra attenzione e voi non avete di meglio da fare che preparare un documento di condanna perche' Israele non vuole regalare mezza Gerusalemme ai palestinesi? Ma, visto che siete cosi' generosi con le capitali altrui,  perche' non date voi mezza Londra ai pakistani?
L'impressione che uno riceve da questa desolante storia e' che Tony Blair stia frequentando pessime compagnie e abbia strani consiglieri che forse lo hanno convinto che in questo momento delicatissimo per le trattative israelopalestinesi sia opportuno dimostrare agli arabi che lui e' un figo  e che sta dalla loro parte.
Mi spiace per lui ma Gerusalemme e' ebraica e israeliana  e lo sara' per  3000 anni ancora, e tutta intera.
 
Deborah Fait - informazionecorretta

PICCOLA UNIONE PICCOLA
Ci sono degli sviluppi interessanti, certamente indicativi, nei rapporti tra i partiti facenti parte della coalizione di centro-sinistra che si chiama " l'Unione ".
Uno di questi è l'abbandono da parte di sette esponenti dei DS del loro partito, con straccio di tessera incorporato, per confluire nel partito di Rifondazione comunista ; e, si badi bene, non si tratta di tesserati " anonimi ", quanto di dirigenti del partito nella regione Lazio, quali per esempio il direttore regionale del partito. La coalizione pare spostarsi più a sinistra ? Non esattamente, visto l'altro episodio rilevante, cioè l'intervista rilasciata da Armando Cossutta al Corriere della Sera. Il predidente dei comunisti italiani lamenta il mancato raggiungimento dell'accordo con i verdi e nello stesso tempo, più significativamente, espone i limiti dell'Unione. Dice Cossutta che questa formazione  si è spostata troppo nettamente su posizioni mederate ed accusa la stessa Rifondazione comunista, che dovrebbe stare alla sinistra dei Comunisti italiani, di aver modellato le proprie posizioni su quelle dei DS, la cui politica non si discosterebbe troppo da quella del governo. Esempio fondante ne sarebbe la presa di posizione sul punto più importante, vale a dire la guerra in Iraq : non dovevano esserci tentennamenti sul fatto che, se il centro-sinistra avesse vinto le elezioni, l'Italia avrebbe dovuto ritirarsi senza condizioni dal fronte di guerra ed invece ora già si comincia con i distinguo e tutto questo avviene senza una consultazione, per cui Cossutta si trova di fronte al fatto compiuto.
L'intervista però, contrariamente a quanto si potrebbe ritenere, ha suscitato furori non all'interno dell'Unione, ma all'interno degli stessi comunisti italiani per quanto il presidente del partito ha detto a proposito del loro simbolo ; vale a dire che se è questo che preoccupa i verdi, lui sarebbe disposto a rinunciarci nell'alleanza con quel partito. In effetti, sentir dire a l'homo sovieticus Cossutta che alla falce e martello si potrebbe rinunciare perchè oramai il comunismo è morto è una cosa che da una certa soddisfazione, anche se sulle prime uno potrebbe pensare si tratti di uno scherzo.

Ebbene, Diliberto, di fronte alle dichiarazioni del presidente ha chiesto un'immediata convocazione della direzione nazionale, perchè questa cosa della rinuncia al simbolo per allearsi con i verdi gli ha procurato un travaso di bile. Che si prospetti l'ennesima scissione, con relativi strascichi giudiziari sull'uso legittimo del simbolo ? Non si sa, è certo comunque che questo fine settimana, nonostante la buffonata retorica di turno del " Big Talk "- ennesimo seminario del centro-sinistra, dove i maggiori rappresentati si esprimono in interventi memorabili nelle intenzioni, risibili nei risultati ( Rutelli : dobbiamo andare al governo con la prospettiva di governare fino al 2011. Il grande assente non è solo  l'idealismo, quanto il programma ) - questa Unione tanto unita non lo è affatto: i comunisti italiani non riescono a raggiungere un accordo elettorale con i verdi e si spaccano all'interno, rifondazione comunista che si appiattisce sui DS per riesplodere prima o poi ( il caso Bologna ne è una prova ), gli stessi DS che conoscono una fuoriuscita di fedeli dal loro partito.
Viene solo da chiedersi che succederà quando presto un accenno al programma della coalizione dovrà essere fatto e ogni anima del centro-sinistra dovrà pronunciarsi. Le prospettive non sono rosee.
Certo, se poi pensiamo che questo insieme di partiti dovrà essere guidato ed anche controllato da Romano Prodi, che può conservare un'autorità fintanto che si rimane sul generico scopo della sconfitta del centro-destra, ma che al dunque rivelerà la sua nullità di capo, ci sono buone possibilità per il Polo delle libertà di riconfermarsi, anzi Prodi è la migliore garanzia per sperare ancora, davvero.
LUCIO SERGIO CATILINA


LA BESTEMMIA
Ad Aosta è stato revocato l'invito a parlare all'islamista Tarik Ramadan. Oriana Fallaci è stata denunciata e processata per le sue idee, e forse lo sarà ancora. Infine, caso più clamoroso, in Austria l'11 novembre è stato arrestato uno storico negazionista, David Irving, ed ancora oggi è in carcere: in quel paese infatti negare la Shoah è reato punibile con la reclusione. Gli esempi si potrebbero moltiplicare, ma questi eventi disparati fanno riconoscere una costante storica: la comunità, su certi temi, è così sensibile da non permettere la libertà di opinione e di parola. Secoli fa in Francia un nobile fu condannato a morire dopo atroci tormenti solo per non essersi cavato il cappello mentre passava il Santissimo Sacramento, anche nei tempi recenti è stato facile procurarsi grandi guai semplicemente parlando o scrivendo. Ne è prova l'assenza di dissidenti sotto Stalin. Comunque, di dissidenti vivi.
La cosa più semplice che vien da dire, in un‚epoca di political correctness, è che si tratta di cose orribili: la libertà di parola dovrebbe essere garantita a tutti e comunque. Ma questa rischia d'essere solo retorica. La storia insegna cose ben diverse. Quanto più forte è la spinta morale, politica o religiosa di un popolo, o anche solo dei suoi gruppi dominanti (i cattolici al tempo della Santa Inquisizione, i giacobini, i bolscevichi, gli integralisti cristiani o musulmani), tanto maggiore è l'intolleranza. Coloro che reclamano - da sinistra - la più totale libertà di parola, sono ex-studenti che, nelle assemblee d'istituto dei licei, o non davano la parola ai colleghi di destra o sommergevano ciò che quelli avevano da dire con urla e contestazioni. Ci sono pochi innocenti che possano scagliare la prima pietra.
Le parole feriscono. Ecco perché la bestemmia era reato, in Italia. Non perché il legislatore fosse religioso ma perché doveva tenere conto della sensibilità del popolo. La gente non sopportava che non fosse punito chi offendeva così profondamente ciò che c'era di più sacro. Poi, quando la società è divenuta più laica, quel reato è stato abolito. Inutile chiedersi se fosse giusta la legge prima o dopo. La risposta è che è stata giusta in ambedue i casi e si è adattata ad una società mutevole.

Il problema non è dunque se negare la Shoah sia un orrore da punire o una stupidaggine storica da ignorare. Il problema è se una tale negazione offenda il popolo in maniera sufficientemente grave da reclamare l'intervento dello Stato. Del resto la libertà di parola non incontra solo limiti religiosi o storici: dal punto di vista strettamente laico e statale ci si può chiedere se sia da permettere una propaganda antidemocratica ("votate in massa per Tizio e finalmente avremo la dittatura con lui a capo"), ed è comunque vietata l'istigazione al reato. Eppure, astrattamente anche l'istigazione al reato può essere una manifestazione della libertà di pensiero: se, per Proudhon, la proprietà è un furto, ne consegue il diritto di rubare al ricco, anzi, di "ricuperare" dal ricco. E tuttavia se qualcuno provasse a predicare il furto rischierebbe una condanna penale. Salvo ovviamente chiamare il furto "esproprio proletario" e trovare un giudice "comprensivo".
Dall'astrazione si è scesi alla concretezza. La libertà di parola non è e non può essere totale. Se dunque possiamo essere contenti del fatto che in Italia David Irving non sarebbe stato arrestato, non dobbiamo dedurne che noi abbiamo la libertà di parola e l'Austria no, dobbiamo dedurne che abbiamo leggi diverse. Se proprio si vuole, si può discutere quale legge sia migliore ma la questione non è metafisica. E perfino il nostro giudizio potrebbe mutare, col tempo: come è mutata la sanzione sulla bestemmia.
Gianni Pardo giannipardo@libero.it  - 28 novembre 2005

GEBRAUCHSANWEISUNGEN
Fassino (parole riportate dal "Foglio", 26/11/'05) ha rimproverato al Manifesto di aver "guardato sempre Israele e la questione ebraica con forte pregiudizio".
Meno male che questo non è avvenuto con nessuno dei gentili partecipanti al forum di questo blog.


Massima del giorno
Accetto l'uomo a partire dal momento in cui, per età e vocazione, ha imparato a mettere le mutande alla propria spontaneità.
G.P.


MOLLICHINE
Julia Roberts ha venduto per 5.000.000 $ il suo appartamento sulla Quinta Avenue. Pare abbia saputo che Berlusconi dà una casa a chi non l'ha.

Secondo Diliberto, tutte le città dovrebbero avere Via Arafat. Purché faccia angolo con Via Caligola e Via Stalin.

Amato, sul partito democratico: «non è pensabile che i vecchi contenitori contengano con facilità nuovi contenuti». Così come una ripetizione è ripetitiva per la sua ripetitività.

Il senatore Sodano, sul sindaco di Marano (Via Arafat): «Non facciamone un mostro, non è una cattiva persona». E chi mai ha confuso un cattivo con un imbecille?

Netanyahu all'attacco: "Sharon è un dittatore e mette in pericolo la sicurezza nazionale". E se non basta gli farà mordere i polpacci da Marco Rizzo.

Storace, sulla legge 194: libertà di abortire e di non abortire. Ma non quella di non sentirne più parlare.

Proteste per Via Arafat. Ma bastava correggere così: Via Arafat!

Prodi ha detto di "voler coprire mezza Italia di pannelli solari". Se paga di tasca sua, tutti d'accordo.

"L'usura è una deplorevole piaga sociale". L'ha detto Papa Benedetto XVI. La Chiesa presterà denaro ai poveri oppure ho capito male?

Pinochet (90 anni) agli arresti per evasione fiscale. Tutta colpa di Al Capone!

Gianni Pardo giannipardo@libero.it


I veri crimini commessi a Falluja
Altro che "fosforo bianco", per raccontare che cos'era Falluja prima dell'intervento americano, ci affidiamo a una fonte non di parte, il giornale giordano Al Quds Al Arabi, in una corrispondenza dalla città sunnita firmata da Naad Baker: «Carceri, stanze di tortura dentro le case, cadaveri bruciati e tumefatti per terra. Orrore che rivela un profilo sinistro del governo islamico che ha imposto il proprio potere sulla città lungo gli ultimi otto mesi. La scoperta dei cadaveri in concomitanza con la testimonianza degli abitanti disegnano un quadro infernale sulla realtà della città, governata da un Consiglio di Consulta composto da religiosi fondamentalisti e da guerriglieri islamici che emetteva le fatwa e le faceva rispettare da uomini armati: erano messi al bando l'ascolto della musica, la vendita e il consumo degli alcolici. I peccatori venivano frustrati in pubblico, rispettivamente con 60 e 80 frustate». Il giornalista arabo ha visto i manifesti che riportavano «l'ordine alle donne di vestirsi con lo hijaab dalla testa fino a coprire le caviglie, pena la condanna a morte. I cadaveri di due donne ritrovati la sera di domenica scorsa dimostrano che le minacce di morte non erano solo parole».  

LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ
Il problema della perizia psichiatrica per Anna Maria Franzoni è molto più generale e importante di quanto non si creda. Infatti coinvolge morale, diritto, scienza, religione e filosofia. Quanto segue è solo un'occasione di riflessione.
La responsabilità è concepibile solo in quanto si sia liberi. Se si obbliga un cassiere ad aprire la cassaforte della banca puntandogli una pistola alla tempia, forse che il malcapitato è complice dei banditi? Tuttavia ci si può chiedere se anche nella vita d'ogni giorno l'uomo sia libero o al contrario se - sulla base della sua fisiologia e del suo condizionamento - non sia comunque determinato a fare quello che fa. È esperienza comune che la maggior parte dei delinquenti proviene dalle classi più povere e dagli ambienti più degradati. A questo punto è facile osservare che lo stesso uomo, se fosse nato nei quartieri alti e fosse stato il figlio di un noto ingegnere, probabilmente sarebbe divenuto un medico o un notaio, e non un ladro. È dunque colpa sua, se lo è? Alcuni chiedono però, giustamente: come mai suo fratello, nato e vissuto nelle stesse condizioni, è un onesto carrozziere? Il ladro è colpevole d'essere ladro. Ma ne possiamo essere sicuri? Come negare che, se avessimo un corpo diverso e un'educazione diversa, saremmo diversi e ci comporteremmo diversamente? La riflessione, cioè la filosofia, non è stata in grado di venire a capo del problema. Lo stesso grandissimo Immanuel Kant si è rassegnato a dichiararlo insolubile (fa parte delle quattro antinomie).
Tuttavia del dogma della libertà non si può fare a meno. Se non ci considerassimo tutti liberi, perderebbero il loro senso parole come colpa, decisione, merito, punizione, peccato, dovere e molte altre. Mentre al contrario tutti i rapporti sociali sono fondati sul presupposto della responsabilità. Ecco perché l'umanità nel suo complesso ha proclamato questo dogma della libertà (libero arbitrio, per la Chiesa) e ogni individuo è chiamato a rispondere delle proprie azioni.
Il diritto - cioè il campo in cui il concetto di responsabilità ha le conseguenze più gravi - pone la libertà come un dato pre-giuridico e non se ne occupa neppure. Ha tuttavia dei ripensamenti e non riesce a chiudere gli occhi sul fatto che un idiota clinico non è capace d'intendere e di volere. Così come reputa irresponsabile il ragazzino di undici anni o il vecchio affetto dal morbo di Alzheimer che non riconosce più nemmeno i propri figli. Ma a questo punto il problema della libertà, estromesso dalla porta, è rientrato dalla finestra. Il giudice infatti, quando è perplesso, delega la decisione alla scienza e chiede al perito "se, al momento del fatto, l'imputato fosse in grado d'intendere e di volere". Cioè se fosse libero o no di commetterlo. Cioè se fosse libero. E come può stabilirlo, il perito? Un amico psicologo, G.Paradiso, ha scritto seccamente: "s'intende per libertà  l'ignoranza dei condizionamenti che hanno indotto quell'atto".

Anche lo psichiatra di fatto è costretto a partire da assiomi indimostrabili. Il primo è che l'uomo sano di mente sia libero, (affermazione tutt'altro che scientifica); il secondo è che, con l'aggravarsi della patologia, questa libertà diminuisce, fino a determinare la seminfermità mentale e infine la totale mancanza di responsabilità. Una facoltà spirituale - la libertà - si degrada, per ragioni "materiali", fino a fare dell'uomo qualcosa come un automa. La libertà infatti apparterrebbe all'anima (essa stessa indimostrabile perfino per Kant) mentre la materia è tutta determinata. E con la malattia si passerebbe da un eccesso di anima (libertà incondizionata) ad un eccesso di corpo (determinismo). Quanto tutto questo sia poco "scientifico" è evidente, sicché la tentazione di rimanere scettici è forte e, come diceva Oscar Wilde, "se c'è qualcosa cui non resisto, è la tentazione".
Lo scemo del villaggio è percepito da tutti come totalmente infermo di mente, ma nel caso degli schizofrenici quanti di noi saprebbero riconoscerli? Questi irresponsabili sono di solito persone che - magari con qualche stranezza - fanno parte della comunità. Quanta gente ipotizza che la madre amorevolissima, anche se spesso triste, sia la melanconica che un giorno ucciderà i suoi figli e se stessa? La perplessità, malgrado il rispetto dovuto a chi a questi problemi ha dedicato la vita, rimane. Addirittura a volte sorge il sospetto che la diagnosi d'infermità mentale nasca dall'orrore: "Quale persona sana di mente farebbe una cosa del genere?" Che è un mettere il carro dinanzi ai buoi.
Forse è per un simile interrogativo che la Corte d'Assise di Torino ha ordinato la perizia psichiatrica su Anna Maria Franzoni. Il contrasto tra il feroce e brutale assassinio d'un piccolo bambino indifeso e l'atteggiamento innocente e piagnucoloso di colei che appare come l'unica colpevole possibile lascia perplessi. Ma con quale speranza di giungere alla verità? Se la scienza psichiatrica fosse in grado di dare risposte certe, le avrebbe già date con la prima perizia, che ha giudicato la Franzoni sana di mente. E se la seconda giungesse a conclusioni difformi, sarebbe "scientifico" credere alla seconda piuttosto che alla prima? Quando la scienza è veramente tale dà solo risposte univoche. Quando non dà risposte univoche, scientifico è il metodo ma non è detto che scientifica (nel senso di certa) sia la conclusione. Come nelle previsioni del tempo.
L'umanità ha bisogno di credere alla libertà e alla responsabilità; l'umanità ha bisogno di credere che ci sia una giustizia penale: ma solo degli ingenui possono avere una seria fiducia nella libertà, nella scienza e nella giustizia penale.
Gianni Pardo giannipardo@libero.it  - 24 novembre 2005


Guia e l’aborto (un problema che non riguarda coloro che ne parlano)
Il bello è che non ne parla mai chi sa di che cosa si stia parlando. Ne discettano tutti da studiosi, col loro bravo riflesso pavloviano “l’aborto-è-un-dramma”. L’altra sera, a Matrix, l’aborto era un dramma per tutti i dibattenti. Detto da chi difendeva la 194, faceva un po’ tenerezza: una legge che è come un parente un po’ scemo, da difendere pur vergognandosene. A un certo punto è comparsa una signora e ha detto che è inutile continuare a parlare di contraccezione, nei paesi ad alto tasso di contraccezione le donne abortiscono come altrove. Ottimo. Quindi la contraccezione non serve, l’aborto è una tragedia dell’umanità, riproducetevi come coniglie e andate in pace.
 Il bello è che non parla mai chi è interessato all’argomento.
 (...) Per proseguire nella lettura clicca qui.
da Il Foglio del 23 novembre 2005, articolo di Guia Soncini

LE ENERGIE ALTERNATIVE
Secondo alcuni, quella dal sole sarebbe la fonte energetica del futuro e quella nucleare agli sgoccioli. Tra essi spicca l'aspirante presidente del Consiglio, Romano Prodi, che sull'energia solare ha un'agenda politica ricca di progetti di legge. Peccato che le leggi di Prodi contraddicano quelle della fisica. Che c'insegnano, invece, che l'energia solare non ha futuro.
Il sole invia per 365 giorni l'anno, su ogni metro quadrato di pianeta, tanta energia quanta se ne consuma tenendo accesa una lampadina di 200 watt per 24 ore al giorno; ma non essendo né energia meccanica né energia elettrica, siamo obbligati a usarla in forma trasformata. Ecco come: l'energia dal sole è responsabile della fotosintesi che fa crescere le piante che ci danno la legna da ardere (o altra biomassa); fa evaporare le acque che, ricadendo sotto forma di pioggia, possono raccogliersi in un bacino idroelettrico; crea i gradienti di temperatura atmosferici responsabili dei venti; viene trasformata direttamente in energia elettrica dai moduli fotovoltaici (FV) e riscalda il fluido che circola in un collettore solare. Ebbene, questi processi hanno, ciascuno, un'efficienza intrinseca, e che non possiamo modificare più di tanto: i 200 W/mq che arrivano sulla Terra diventano 0,5 W/mq con l'idroelettrico o la legna da ardere (o anche meno se è biomassa coltivata), 1 W/mq con l'eolica, 20 W/mq coi moduli FV, e 100 W/mq coi collettori solari.
Può sembrare curioso, ma oltre il 95% dell'energia «solare» che usiamo è fornita dalle forme meno efficienti: legna da ardere ed energia idroelettrica. Basta riflettere un attimo per capire che curioso non è: l'energia è un bene che vogliamo usare quando ci serve, non quando brilla il sole o soffia il vento. Ecco perché preferiamo la legna da ardere e i bacini idroelettrici: essi sono, per così dire, dei serbatoi d'energia (decidiamo noi quando bruciare un ciocco di legno o quando far cadere sulle turbine l'acqua raccolta dietro una diga).
Inoltre, se fino a due secoli fa l‚energia usata dall'uomo proveniva al 100% dal sole - quasi tutta legna da ardere (e forza muscolare degli schiavi, un'altra forma d'energia solare) - oggi il contributo dal sole è inferiore al 10%, a dispetto del fatto che disponiamo anche di dighe, turbine eoliche, pannelli FV e collettori termici: insomma, appare evidente che quella dal sole è, innanzitutto, l'energia del passato.
Abbiamo già avuto occasione di notare il fallimento delle 15mila turbine eoliche tedesche (che Prodi addita agli italiani come esempio da imitare): esse producono meno del 2% dell'elettricità consumata in Germania, e sono state interamente pagate dai contribuenti tedeschi perché nessuno investirebbe un proprio euro su un'impresa decisamente a perdere.

Solare fotovoltaico. C'è speranza che l'efficienza dei moduli fotovoltaici migliori significativamente? Purtroppo, per ragioni proprie della tecnica FV, la risposta è negativa. Il materiale di cui sono fatti i pannelli FV diventa conduttore d'elettricità perché gli elettroni di quel materiale assorbono una ben precisa quantità (diciamo Q) d'energia. Ora, la luce solare consta di fotoni con energie comprese tra l'infrarosso e l'ultravioletto; ma i fotoni d'energia inferiore a Q non servono, e quelli d'energia superiore cedono solo la quota Q agli elettroni, mentre la differenza si disperde come inutile calore. Ecco perché le migliori celle disponibili su larga scala hanno un'efficienza del 10%.
Poi c'è la questione dei costi. Se volessimo coprire col solare FV l‚1% del consumo elettrico italiano, dovremmo spendere, oggi, più di 10 miliardi d'euro solo in pannelli FV (senza installazione, accumulatori, trasformatori). La stessa cifra, se impiegata nelle centrali convenzionali (nucleari comprese), coprirebbe più del 20% dei nostri consumi elettrici. Alcuni s'illudono che i costi del FV possano diminuire: tutto sommato - dicono - basta guardare come si sono abbattuti i costi dei computer, la cui tecnologia (quella dei semiconduttori) è la stessa delle celle FV. Effettivamente, nei soli ultimi 15 anni il costo dei transistor dei circuiti integrati si è abbattuto di un fattore 100. Come mai? Perché è stato possibile allocare milioni di transistor sulla superficie di un francobollo, circostanza che ha permesso di aumentare la velocità e diminuire le dimensioni dei computer: quelli che 30 anni fa occupavano lo spazio di un intero salone, oggi, a parità di prestazioni, stanno dentro la valigetta ventiquattrore che ci portiamo appresso. Negli ultimi 15 anni il costo dei moduli FV, invece, si è abbattuto solo di un fattore 2 (essenzialmente per migliorata efficienza di produzione): le loro dimensioni devono essere, ovviamente, massime perché massima è l'energia che vogliamo catturare dal sole. Al quale non possiamo chiedere di brillare né più intensamente né di notte, cosicché bisogna aggiungere, ai pannelli, i costi degli accumulatori (che vanno sostituiti spesso), da caricare quando brilla il sole e scaricare quando abbiamo bisogno d'energia elettrica.
Solare termico. Dal solare termico si produce solo acqua o aria calda (soprattutto d'estate, cioè quando serve meno). Ma l'energia che il mondo usa per riscaldare gli edifici o per dotarli d'acqua calda è inferiore al 10% del totale, per cui, in teoria, coi collettori solari si potrebbe coprire solo quella quota. I fatti smentiscono la teoria: il reale contributo dai collettori solari all'energia del mondo è inferiore allo 0,005% del loro potenziale contributo teorico, giacché costa meno ed è più affidabile usare l'elettricità o il gas alla cui rete di distribuzione ogni edificio deve comunque essere allacciato. Il 90% dei collettori solari esistenti in Usa, ad esempio, è adibito a riscaldare le piscine delle ville degli attori di Hollywood.

Biocombustibili. I biocombustibili si distinguono dalla legna da ardere perché la materia prima è frutto di un'attività agricola. Energeticamente parlando sono equivalenti alla legna da ardere: entrambi offrono la parte d'energia solare che hanno immagazzinato come risultato del processo di fotosintesi; che - abbiamo già visto - è, tra tutti, il più inefficiente processo di utilizzo d‚energia solare (0,5 W/mq). Ma quella differenza tra legna da ardere e biocombustibili impone che, nel computo dell'energia netta ottenibile da questi ultimi, si sottragga, innanzitutto, l'energia spesa in ogni momento della fase agricola (semina, raccolto, produzione di fertilizzanti), e poi l'energia spesa per la produzione e la distribuzione del biocombustibile (distillazione, trasporto). Nelle più ottimistiche condizioni, da un ettaro di terreno coltivato per produrre biocombustibile si riesce a ricavare tanta energia quanto basta ad alimentare un frigorifero: per alimentare solo i frigoriferi italiani bisognerebbe coltivare 150.000 kmq di terreno, cioè metà penisola. In condizioni più ordinarie, invece, quella dei biocombustibili è, energeticamente parlando, u'impresa a perdere: l'energia spesa per produrli è superiore a quella ricavata quando bruciano. Gli unici a trarne profitto sono solo quei quattro gatti di agricoltori cui quelli del Sole-che-ride vorrebbero elargire ricche sovvenzioni di denaro pubblico. Non so quale altra forma di energia solare abbiano in mente costoro e, con essi, il Professor Prodi, ma siamo qui tutt'orecchi e ansiosi di apprendere.

CALAMITA' NATURALI
E’ stato chiuso  il programma “Rai 21.15” condotto da Pierluigi Diaco su Rai News 24, con replica su Rai3 alle 7 del mattino.   Insomma,  Roberto Morrione - noto assertore del socialismo renale, fondato su telespettatori presi per i fondelli - censura e fotte.
All'orizzonte non si segnalano né girotondi né proteste.

Castelli su Spataro È un Pm militante
Sono bastate poche parole del ministro della Giustizia, Roberto Castelli, per scatenare la reazione della sinistra e della magistratura che ancora una volta si schierano una a fianco dell’altra. L’ennesimo scontro tra le toghe rosse e il Guardasigilli ha per oggetto le rogatorie relative alla estradizione di 22 agenti della Cia, che sarebbero responsabili del presunto sequestro di Abu Omar, l’ex imam di via Quaranta a Milano, arrivate da una settimana sul tavolo del ministro. A inviarle, su richiesta di due pm antiterrorismo Armando Spataro e Ferdinando Pomarici, è stata la Procura generale di Milano. Una «questione estremamente delicata», su cui il ministro della Giustizia sta riflettendo, senza evitare di mettere in conto il fatto di essere di fronte ad una richiesta formulata da un «magistrato militante». Il ministro Castelli, ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano se con il suo omologo americano, il ministro Gonzales, abbia anche parlato, nella recente visita negli Stati Uniti, della faccenda.
«Mi limito a dire che la questione è estremamente delicata - ha risposto Castelli - stiamo esaminando le carte. In questo caso la legge dà al ministro la facoltà di decidere se accogliere o meno le richieste della magistratura, un caso rarissimo visto che la magistratura è indipendente. La ratio di questa norma, è evidente, - ha sottolineato Castelli - è che al ministro spetta decidere anche sulla fondatezza delle accuse. Stiamo esaminando le carte per capire bene se il teorema sia fondato o se sia legato ad una sorta di antiamericanismo che attraversa purtroppo la sinistra». E «siccome in questo caso siamo di fronte ad un magistrato militante la faccenda è da valutare con grande attenzione». Per il Guardasigilli «è noto» che Armando Spataro, il magistrato che ha formulato la richiesta di ascoltare gli agenti americani, «sia un magistrato militante».
Le sue dichiarazioni di voler votare alle scorse primarie, organizzate dall’opposizione, è solo «un ultimo episodio», ha aggiunto Castelli, per il quale «ognuno è libero di fare quello che vuole, ma poi deve sopportarne le conseguenze. Io mi sento autorizzato a pensare - ha concluso il ministro - che nei confronti degli Stati Uniti non sia così imparziale». Con il ministro della Giustizia americano «abbiamo parlato di tutti i problemi sul tappeto fra Italia e Usa. I rapporti - ha detto Castelli - sono ottimi, eccellenti, ma ci sono tutta una serie di questioni molto delicate che impongono uno sforzo da entrambe le parti, per andare avanti nella collaborazione che fra noi c’è sempre stata».

Parole che hanno scatenato la reazione della sinistra e della magistratura militante. Secondo Franco Giordano, capogruppo di Rifondazione comunista alla Camera si tratta di «parole gravissime», mentre per il verde Paolo Cento: «Castelli non deve ostacolare le indagini». Anche le toghe si sono subito mosse. Il procuratore capo di Milano Manlio Minale si è affrettato a sottolineare che la richiesta di estradizione «è stata da me pienamente condivisa». L’Associazione nazionale dei magistrati non rimane fuori dalla mischia e, attraverso il suo presidente Ciro Riviezzo, chiede che il ministro della Giustizia non delegittimi quei magistrati che, impegnati nella lotta al terrorismo, «rischiano la vita» e non si assuma compiti che «la Costituzione assegna all’autorità giudiziaria». Dello stesso avviso i consiglieri togati delle correnti di sinistra del Consiglio superiore della magistratura che hanno chiesto al vicepresidente Virginio Rognoni di aprire una pratica a difesa del procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro. Secondo loro il ministro Castelli avrebbe offeso il magistrato sostenendo che è «un militante... e che nei confronti degli Stati Uniti non sia così imparziale».
Ma chi è Spataro? È veramente una “toga militante” come ha lasciato intendere Castelli? Per affermare questo basterebbero le stesse parole pronunciate dal Guardasigilli che ricordano il voto alle primarie dell’Unione. A questo episodio, di per sé già grave in quanto compiuto da chi dovrebbe essere e sembrare imparziale, si possono aggiungere gli infiniti interventi in cui Spataro attacca il governo e i mille incontri pubblici a cui ha partecipato.
Dopotutto per chi è promotore del comitato milanese “Salviamo la Costituzione” non è difficile credere ad una iper attività di propaganda. Attivismo che Spataro esercita anche via e-mail e Sms. Nel mese di luglio del 2002 finirono su tutti i giornali le e-mail antigovernative che aveva scritto oppure gli sms che questo Capodanno inviava con messaggi di solidarietà al lanciatore di treppiedi che ferì Berlusconi.
Senza contare che fu Spataro a presentare in anteprima il libro “L’ombra di Berlusconi. Criminalità, giustizia e la ricerca del potere”, scritto da David Lane. Un Pm proprio imparziale.
Igor Iezzi per "La Padania" del 23/11/2005


«FREEDOM HOUSE» FA AUTOCRITICA
«Libertà di stampa:  cambieremo i criteri per valutare l'Italia»
«In Italia c'è ancora una situazione di "parziale libertà" per quanto riguarda la stampa e il diritto di espressione». Comincia così il comunicato della Freedom House, la società americana che ha stilato il contestato rapporto sulla libertà di stampa nel mondo, assegnando all'Italia il 77˚ posto, e ripreso anche da Adriano Celentano nella trasmissione Rockpolitik.
La società prende anche le distanze dall'intervista rilasciata al nostro giornale quasi un mese fa:  «Contrariamente a quanto scritto daI Giornale del 26 ottobre, le azioni legali contro i due giornalisti Massimiliano Mellili e Lino Jannuzzi non sono le uniche ragioni (sole reason) della retrocessione dell'Italia ».
La precisazione della società Usa, oltre che tardiva, è anche imprecisa, perché Il Giornale non ha mai sostenuto che i due arresti fossero le uniche ragioni, ma semplicemente che, cifre alla mano, senza quegli arresti saremmo stati un Paese anche da loro considerato libero. La richiesta di ulteriori chiarimenti ai responsabili della società è stata difficile: la Karlekar, contattata via e-mail, risulta assente da domenica scorsa e fino al 2 dicembre. Riusciamo a parlare con Sarah Repucci, che ha redatto la precisazione.
Come mai questa precisazione, un mese dopo l'intervista?
«Karin Karlekar dice di essere stata mal interpretata nell'intervista, e ancor di più perché qualcuno, dall'Italia, ha detto che l'unica fonte che ha ascoltato l'estensore del rapporto è il quotidiano Repubblica. Questo lo smentisco».
Nient'altro?

«Avete sostenuto che il motivo principale della vostra posizione era l'arresto dei due giornalisti».
No. La Karlekar mi ha detto che senza quelle due sentenze della magistratura la nostra posizione sarebbe stata diversa. Saremmo stati liberi...
«I due arresti hanno pesato, non saprei se 6 punti come dice lei o no. Ma i problemi dell'Italia sono altri. Cito dal rapporto: il premier Berlusconi e la sua famiglia, che hanno interessi nel settore dei media, la legge Gasparri..
Lei sa che cosa prevede la Gasparri?
«No».
Annuncia la possibile privatizzazione della Rai, che toglierà la tv pubblica dal controllo del potere politico. Moltiplica i canali televisivi grazie al digitale terrestre, prevede un contributo per l'acquisto del decoder. Lo sapeva?
«No».
Sul vostro rapporto si legge: «I critici sostengono che questa legge rinforza il potere di Berlusconi sui media». E quelli che sono favorevoli?
«Non saprei».
Chi ha redatto il rapporto?
«Questo non posso dirglielo, deve rimanere segreto. Ma posso assicurarle una cosa».
E cioè?
«Che il prossimo anno, quando valuteremo la situazione italiana, ascolteremo anche altre voci». 
Articolo da "Il Giornale"

Commento di Gianni Pardo: Se l'anno venturo vincesse il centro-sinistra, e se questa Freedom House si rimangiasse le baggianate scritte fino ad ora, in giro si direbbe che "ora l'Italia è libera perché il primo ministro si chiama Prodi". I francesi in questi casi dicono "Voilà comment on écrit l'histoire" (ecco come si scrive la storia).

Sharon, re di Israele!
Sharon ha sciolto la Knesset, si e' dimesso dal Likud e ha fondato un nuovo partito.
Il tutto in un paio di giorni, sempre fresco come una rosa, neanche un tretenne troverebbe la sua forza, e per la prima volta lo abbiamo visto sorridente e rilassato, allegro e pieno di sense of humor , una simpatica particolarita' del suo carattere che negli ultimi anni si era un offuscata per cause di forza maggiore. Credo che nessun uomo, nessun premier sia stato piu' sotto pressione di lui e sono convinta che nessuno sia stato piu' insultato, criminalizzato e demonizzato di lui, manco Berlusconi e nemmeno Bush.
Gli hanno detto di tutto, da nazista ( in Europa) a traditore, in Israele, prima , durante e dopo l'evacuazione da Gaza.
Ma lui e' andato avanti per la sua strada senza farsi impressionare da minacce di morte, da processi all'Aja, da scandali e quant'altro perche' quando il Leone decide una cosa la porta a termine senza mai tergiversare.
"Restare nel likud e' tempo perso" ha dichiarato senza troppi complimenti e, seguito da 15 ministri e deputati del suo ex partito, in testa la bravissima Tzipi Livni, ministro della Giustizia, da Haim Ramon dell'Avoda', dal presidente dell'Universita' di Beer Sheva, da un paio di deputati del Shinui e sicuramente altri si aggiungeranno, ha fondato la "Responsabilita' Nazionale", Achraiut Leumi', il suo nuovo partito di centro.
Niente piu' l'ambiguita' del centro destra e centrosinistra in Israele, grazie a Sharon ci sara' una destra, una sinistra e un centro liberale, il suo, che e' gia' in testa ai sondaggi col 33% dei seggi, seguito a grande distanza dall'Avoda' e a grandissima distanza dal Likud che senza di lui si sta sgretolando.
Non e' che l'Avoda', il partito laburista, stia molto meglio, l'elezione di Amir Perez, focoso ex sindacalista, odiato dalla popolazione per gli scioperi che hanno bloccato e isolato ripetutamente il Paese con le chiusure di porti di mare e aeroporto internazionale, non dara' molto lustro a un partito gia' ossidato.
Perez che amici italiani hanno trovato molto somigliante al Peppone di Don Camillo, non ha nessuna esperienza politica e diplomatica, e' incapace di fare un discorso che non sia urlato, e' un abbastanza buzzurro e ha gia' incominciato a fare, anzi a urlare, discorsi sospetti su Gerusalemme.
I miei amici israeliani di sinistra hanno gia' dichiarato che piuttosto di votare Peppone Perez non andranno alle urne o voteranno Sharon.
Ormai quest'uomo, questo Leone del Neghev, questa forza della natura ha conquistato il mondo, i suoi nemici si stanno innamorando di lui e la sinistra europea, ottenebrata per decenni dalla propaganda palestinese e dagli sputacchi di Arafat, e' diventata la sua piu' grande sostenitrice e, dimenticando di averlo tacciato da bestia nera di Israele e criminale di guerra, adesso lo definisce "unica speranza di pace" per il Medio oriente.
Da non credere! Come cambia il mondo!
Ormai Sharon, insieme a Israele, e' rimasto "boia" soltanto per poveri e miserandi e miserabili fascio-comunisti che non fanno testo e si consolano dedicando strade ad Arafat.

E' di oggi la notizia che , se sara' rieletto, Sharon proporra' la totale autonomia per l'ANP in cambio della sicurezza totale per Israele. Questa e' la cosa che piu' gli sta a cuore, la nostra sicurezza, la certezza che nessun autobus saltera' piu' in Israele e che nessuna citta' israeliana verra' piu' bombardata. Lui vuole un Israele sicuro, sereno e produttivo rivolto al mondo esterno non ghettizzato da esso.
Finito dunque anche lo scandaloso aforisma "terra in cambio di pace".
Basta con questa porcheria ! La pace si da in cambio di pace non di terra. La terra si da in cambio di altra terra.
Per decenni tutti sono caduti in questa trappola, compreso Israele che si e' visto costretto a regalare territori per avere in cambio non pace ma guerra e terrorismo. E dovevamo essere anche cornuti e contenti.
Adesso basta!
Sharon, melech Israel, re di Israele, come si canta da queste parti, dara' politica in cambio di politica, autonomia e aiuti in cambio di sicurezza, e confini sicuri per Israele.
Grande Sharon! Che Dio gli dia lunga, lunghissima vita.

Deborah Fait - informazionecorretta

Il potere di Berlusconi dilaga in tv
Accendo la tv.
1.    Apprendo che Santoro sta per tornare.
2.    Guardo mai dire Lunedì e le battute sono solo su Berlusconi
3.  La Cortellesi che imita la Prestigiacomo fa la gag dicendo che lei (la Prestigiacomo) è stata obbligata dal cavaliere tramite unincantesimo ad aderire a Forza Italia e a sottoscrivere tutte le "cazzate" contenute nel programma.
4.    Guardo la Dandini.
5.    Battuta su Berlusconi.
6.    Invitato: Michele Serra
7.    Battuta di Vergassola: "Fo e Ferrante candidati a Milano, dice che vinceranno considerando che gli elettori sono quelli che hanno eletto Albertini?" - Come dire che gli elettori milanesi sono cretini, mica intelligenti come loro..
8.    Battuta di Vergassola a Serra: "Lei ha fondato un giornale, <<cuore>>, comesi sente adesso sapendo che un altrogiornale, <<Libero>>, fa più ridere del suo?". Insomma, quelli che leggono Libero sono coglioni e i giornalisti di Libero fanno ridere, mica come noi che leggiamo Repubblica e i nostri giornalisti coi controcoglioni...
9.    Battuta su Berlusconi

Considerazioni:

*    Questa sarebbe la televisione sotto il controllo di Berlusconi?
*    Quanti Ricolfi ci vorranno per far capire alla sinistra che la loro spocchia è insopportabile?
*    Le battute sulla sinistra le abbiamo dimenticate?
*    E la cosiddetta "satira" sarebbe di questo livello
?
da jjangolopolitica

LA DOPPIA FACCIATA
Il parente della mia donna che preferivo era un signore di più di 70 anni, avevo delle discussioni piacevoli con lui, si vedeva che aveva l'anima dell'imprenditore, per il gusto che metteva negli affari e per un pizzico di cinismo che contraddistingueva il suo modo di fare. Ci trovavamo spesso d'accordo, tranne quando si veniva alla politica, perchè lui era un comunista di vecchia data, che aveva avuto degli incarichi a livello provinciale ed io invece ero esattamente dalla parte opposta. Era una cosa un pò strana, ogni volta era come se si rivelasse una sorpresa, mi piaceva la sua compagnia, concordavo con ciò che diceva, poi ci scoprivamo inconciliabili politicamente e veniva quasi di chiedersi, ma com'è possibile ?
L'ultimo pranzo che facemmo a casa sua avvenne nell'autunno del 2003, mentre gli altri si trattenevano a tavola, noi due ci spostammo in poltrona ed il discorso cadde sul condono approvato dal governo. Sembrava che lui non volesse calcare troppo la mano e gridare il suo disprezzo per questo provvedimento, - sarebbe stato irrispettoso verso di me e questo signore aveva una sua classe - quindi ne parlò come di una cosa spiacevole, che non educa al rispetto della legalità. Io gli obiettai che, fermo restando la sua conclusione e che comunque si tratta di una misura da usare con cautela, purtroppo quello era uno dei sistemi per far incassare qualcosa al fisco in certi casi, perchè altrimenti queste entrate sarebbero perso del tutto, vuoi per il passare del tempo, vuoi perchè lo stato non può conoscere e mai conoscerebbe altrimenti di certe opere edilizie " irregolari ". L'argomento sembrò convincerlo, anzi diciamo pure che fece crollare ogni sua difesa, infatti annuì e mi disse che anche nella casa dove eravamo, cioè la sua, c'era una stanza nata come abusiva. Ci alzammo e me la mostrò, si trattava di uno stanzino e mi disse che se avesse dovuto costruirlo rispettando il fisco, il costo sarebbe stato esorbitante. Non ricordo se avesse sfruttato il condono di un governo Craxi o quello del 2003 del governo Berlusconi, rimane il fatto che il vecchio compagno era ricorso al condono per sanare un abuso edilizio. Sarà che mi stava simpatico e quindi mi limitai a dirgli " Hai visto ? Avevo ragione " ?, ma non potei far a meno di riflettere su questa cosa, lui tira fuori l'argomento  per farne una questione morale e poi lui stesso è stato uno dei beneficiari del provvedimento ; se non avesse avuto diversi anni più di me e non ci fosse stato questo buon rapporto, la mia reazione sarebbe stata piuttosto diversa.

La cosa mi è tornata in mente quando ho letto oggi che i grandi castigatori Benigni, Celentano e Grillo ( ci sarebbe anche Dario Fo, ma questo non costituisce una novità, anche se lo stesso vale per lui ) hanno sfruttato a piene mani il condono, uno dei due di quelli emanati dal governo Berlusconi. Come fa certa gente a prendere certe posizioni in pubblico e poi a contraddirle maledettamente in privato ? E' una cosa assolutamente abominevole questa doppia veste che indossano e per di più con estrema impunità ; son talmente sicuri della loro posizione che possono permettersi di nascondere il pelo sullo stomaco, tanto nessuno lo rivelerà. Già, perchè a parte  i quotidiani " Il Tempo " e " Il Giornale ", quanti altri mettono in risalto questo comportamento assolutamente vergognoso ?
Da non dimenticare che un altra figura curiosa che ha beneficiato del condono è la signora Franzoni e non mi riferisco all'indagata dell'omidicio di Cogne, ma alla moglie di Romano Prodi. Anche l'uomo illuminato dell'attuale panorama politico ha tratto vantaggi dalla misura fiscale.
Che dire ? Solo ricordare che nel 1993, negli USA, quando Clinton pensò di nominare quale ministro della giustizia la signora Baird, fu scoperto che lei aveva assunto un'immigrante illegale e non l'aveva assicurata e perciò la sua candidatura fallì ; come si poteva pensare di far assumere la carica di ministro della giustizia a chi ha contravvenuto alle leggi pubbliche sull'immigrazione? Potrebbe quella stessa persona dopo parlare a nome della Giustizia ? Certamente no. Il concetto dovrebbe essere valido anche da noi e per esempio Romano Prodi dovrebbe essere cancellato quale guida del centro-sinistra, viste tutte le sue uscite sulla vergognosità del condono. Così come Dario Fo, Benigni,Celentano e Grillo dovrebbero essere esposti alla pubblica vergogna.
Ma, come purtoppo si può constatare, il nostro paese è certamente diverso dagli Stati Uniti e di queste macroscopiche contraddizioni l'opinione pubblica è e sarà scarsamente cosciente.
LUCIO SERGIO CATILINA


Massima del giorno
Ammiro i truffatori, non perché hanno imbrogliato il prossimo ma perché hanno capito come lo si poteva imbrogliare.
G.P.


MOLLICHINE
All'Università Roma Tre è stato richiesto di bandire la Coca Cola dai distributori, perché americana. Ognuno ha il 1789 che può permettersi.

I vescovi si chiedono se la Devolution sia una buona legge. Presto un congresso di senatori italiani per stabilire se la Madonna è stata o no assunta.

Villepin: "la stragrande maggioranza dei musulmani di Francia vive nel rispetto dei valori francesi". Peccato che la minoranza bruci le auto.

I nazisti, coi cadaveri degli ebrei, facevano sapone. I cinesi da quelli dei condannati a morte ricavano collagene e lo vendono. Quando si dice il progresso.

Ruini: "La Chiesa tiene all'unita‚ del paese". Lo ha dimostrato lungo tutto l'Ottocento.

L'Onu con 62 astenuti ha condannato la Corea del nord per gravi violazioni dei diritti umani. 62? Ma la paura non faceva 90?

Al Zarqawi non intendeva "colpire i fedeli musulmani" nelle feste nuziali ad Amman... Peggio per loro, se si suicidano in massa, con una bomba.

Sri Lanka. Rajapakse ha vinto su Wickremesinghe ed ha nominato premier Wickremanayake.Grande paese. In Italia non avremmo neppure saputo leggere i nomi dei candidati.

Rina Gagliardi desolata perché i "compagni" continuano a bere Coca Cola. Come direbbe Woody Allen, non solo non hanno fatto la rivoluzione mondiale...

Bertinotti e Pannella a favore del giudice Tosti e contro una condanna per "intolleranza". Dopo tutto, dove sta scritto che un giudice debba giudicare?

Gianni Pardo


Era un babau, figlio mio
Gli innamorati di Arafat, a un anno dalla morte, non sanno piu' cosa fare per ricordare l'assassino di tanti loro connazionali e per rendere eterna la sua malefica memoria.
Il virus dell'odio, da Marano dove, sabato, il sindaco comunista Mauro Bertini ha voluto dedicare una strada al mostro, si e' allargato verso la Capitale dove il movimento giovanile di AN guidato dal suo presidente Federico Iadacicco, vuole onorare il mostro defunto intitolandogli un parco.
Gia', l'odio comune unisce gli estremi, io l'ho sempre asserito, neri e rossi appassionatamente insieme contro ebrei e Israele.
Ricordo che quando, bambina, passeggiavo con i miei genitori nei giardini pubblici della mia bella citta', mi fermavo davanti ai busti di Mazzini, Cavour, Dante Alighieri e , curiosa, chiedevo chi fossero e cosa avessero fatto. Ho imparato cosi' , gia' piccolissima, la storia d'Italia ed ero orgogliosa di quei personaggi che mi guardavano con i loro occhi vuoti di pietra.
Lo stesso succedeva con le targhe che portavano i nomi delle strade dedicate a Piccolomini, a Domenico Rossetti, Francesco Guicciardini, Garibaldi, Carducci. Sotto il nome c'era sempre la data di nascita e di morte dei personaggi e quello che avevano fatto in vita ... poeta, patriota, scrittore, storico.... mia madre raccontava, raccontava, io bevevo ogni parola e fu cosi' che , dalla curiosita' che suscitavano in me quei nomi , nacque la mia passione per la storia, la letteratura e soprattutto il mio amore per l'Italia.
Provo dunque a immaginare il dialogo tra un bambino maranese o romano e sua madre:
"Mamma chi era Yasser Arafat?"  (...) Per proseguire nella lettura clicca qui.

Deborah Fait - informazionecorretta

LA CONDANNA DEL GIUDICE TOSTI
fra politica e diritto
Qualcuno ha espresso comprensione per la battaglia - o "impuntatura" che sia - del giudice Tosti, condannato a sette mesi per essersi rifiutato di esercitare le sue funzioni con un crocefisso alle spalle. Il magistrato è stato sostenuto facendo rientrare il caso in una più vasta difesa della libertà di opinione e della laicità dello Stato. Tuttavia è necessario osservare che, proprio se si discute di una condanna, la prima cosa da tenere presente è il dato giuridico.
La libertà d'opinione è il diritto di esprimere idee. Cioè la facoltà giuridica di formulare affermazioni, non certo la possibilità concreta di esplicare qualunque attività coerente con quelle affermazioni. Se si sostenesse che bisognerebbe negare il visto d'ingresso a qualunque persona proveniente dalla Costa d'Avorio, si direbbe una cosa strana che potrebbe tuttavia rientrare nella libertà d'opinione. Se viceversa si sparasse ad un signore solo perché di pelle scura e proveniente da quel paese, chi si sentirebbe di far rientrare questo delitto nella libertà d'opinione?
Nel caso specifico, anche a dare ragione a chi biasima il comportamento della Chiesa in Italia - argomento che esula da queste note - bisogna sottolineare che il giudice Tosti non è stato giudicato per le sue idee sulla religione, sulla laicità dello Stato, o sull'arredamento delle aule di giustizia: è stato condannato esclusivamente in base al suo mancato esercizio delle funzioni di giudice. Cosa che ha impedito per mesi agli abitanti di Camerino di avere giustizia. Un po' come si condannerebbe chiunque sparasse ad un turista di colore.
Ovviamente qualcuno potrebbe vedere come "eroica" la motivazione del reato: con sacrificio personale, il dr.Tosti ha portato sotto gli occhi dell'Italia tutta il problema della laicità dello Stato e dell'amministrazione della giustizia. Ma anche ad essere d‚accordo su questa lode, la cosa risulterebbe lo stesso del tutto priva d'importanza dal punto di vista giuridico. Nei reati dolosi l'elemento soggettivo ha rilevanza solo per l‚intenzionalità del fatto, mentre la motivazione del fatto è ininfluente. Chi ruba ai ricchi per dare ai poveri per la gente è un emulo di Robin Hood, per il giudice è un ladro. Si condanna per omicidio se è provata la volontarietà dell'azione, mentre le ragioni per cui l'azione è stata portata a termine non contano o quasi. Chi uccide nel corso di una lite è condannato ai sensi dell'art.575 del codice penale e importa poco se, in quella lite, avesse ragione o torto. Ché anzi, se ha ucciso per pochi spiccioli, si vedrà attribuire l'aggravante d'avere agito "per motivi futili". Insomma, i motivi dell'azione possono avere un'influenza solo per le attenuanti e le aggravanti, ma non cambiano la sostanza del reato e la necessità della sua sanzione.
La condanna del giudice per l'astensione dalle udienze è perfettamente plausibile e, si spera, sarà pronunciata in casi analoghi.
Gianni Pardo giannipardo@libero.it  - 19 novembre 2005


AMMONIMENTI
Un articolo di Capperi apparso il 19/11 ci fà conoscere che la propaganda iraniana estrema ha fatto breccia anche in Italia e ci illustra il basso e fanatico livello di questa. Gli aggettivi sono i soliti della propaganda sovietica, i nemici, o quelli considerati tali, son tutti " imperialisti ", oppure " agenti della CIA " ed infine, per ovvie ragioni, " sionisti ".
Per dimostrare il mio assunto, cioè il fatto che questa tecnica di lavaggio del cervello sia molto simile a quella sovietica, riporto quello che una fonte sovietica ufficiale - con ciò intendendo non un giornale di partito, ma una pubblicazione che doveva essere la più obiettiva possibile - ,quale la Grande enciclopedia Sovietica, descrive alla voce Gandhi, cioè al padre dell'India e uno degli esempi più validi, se non quello in assoluto più valido, del pacifismo e della non violenza .
 " Mohandas Karamchand Ganghi ( 1869-1948 ) : autore degli insegnamenti reazionari del Gandhismo, derivati dalla casta Baniya che era impiegata nel commercio e nell'usura. In Sud Africa, Gandhi sabotò l'unità tra gli indiani e i negri nello sforzo per la liberazione e nel 1906 lui attivamente aiutò l'imperialismo britannico attraverso l'organizzazione e la guida di un'unità sanitaria indiana che aiutò l'esercito britannico nella sua invasione della terra degli Zulu, distruggendoli con le armi da fuoco e le spade.
Il suo ruolo nel movimento per la liberazione nazionale riflettè il tradimento della classe media indiana e dei proprietari terrieri in generale. Questi formarono un blocco comune con gli imperialisti contro il popolo, nel quale vedevano il principale nemico. Quando il movimento popolare risultò essere uno di tipo rivoluzionario, Gandhi tradì il popolo e aiutò gli imperialisti a sopprimere la rivolta. Agì nello stesso modo durante i i fermenti rivoluzionari degli anni 1929-32.
Nella sua vita privata Ganghi predicò l'ascetismo. Ha preteso essere in maniera demagogica il sostenitore dell'indipendenza indiana ed un nemico degli inglesi.
Gandhismo è l'arma ideologica della medio alta classe, che è strettamente legata ai proprietari terrieri feudali e agli usurai. Sfrutta abbondantemente i pregiudizi religiosi e i dogmi Hindu per l'incondizionata sottomissione della bassa classe sociale bassa a quella alta, e anche il dogma del " peccato " di ogni tentativo di cambiare la presente gerarchia di caste che, sostengono, è stata stabilita dalla volontà di Dio.
Il blocco reazionario della borghesia e dei proprietari terrieri feudali usa il Gandhismo nel suo scopo di disarmare le masse ideologicamente. Promuovendo la teoria del Gandhismo, i capitalisti indiani e i proprietari terrieri applicano largamente una politica del terrore diretta contro le masse popolari ".
Lo scritto era così veritiero che poi, quando l'India instaurò con Nehru un rapporto più stretto con Mosca ( a causa dei conflitti con la Cina, che minacciava di oltrepassare i confini con l'India ), la " voce " dell'enciclopedia subì delle variazioni.
Attenzione quindi a sottovalutare i tentativi odierni di " armare le masse ideologicamente ", con forza e disprezzo certe iniziative vanno meticolosamente inserite nel luogo loro proprio, nella raccolta differenziata dei rifiuti.
LUCIO SERGIO CATILINA

Le barzellette su Prodi
Sta girando per e-mail e sui blog una bellissima barzelletta che prende di mira il candidato della sinistra per il premiership. Dopo anni di SMS e barzellette a go-go che colpivano solo ed esclusivamente il premier in carica, finalmente un po' di umorismo che trafigge l'altro bersaglio. La barzelletta si chiama "Confessione" e racconta la storia di Prodi costretto a scavalcare la gerarchia della chiesa cercando di farsi confessare. Parte con il suo incontro col parroco. "Signor parroco, mi vorrei confessare. Certo figliolo, qual è il tuo nome? Romano Prodi, padre. Ah, l'ex Presidente del Consiglio! Ascolta figliolo, mi pare proprio che il tuo caso richieda una competenza superiore. Credo sia meglio che tu ti rechi dal Vescovo. Così Prodi si presenta dal Vescovo chiedendogli se lo poteva confessare. Certo figliolo, come ti chiami? Romano Prodi? Ex Presidente del Consiglio? No caro mio, non ti posso confessare perché il tuo è un caso difficile, è meglio che tu vada in Vaticano.
Prodi va dal Papa. Sua Santità, voglio confessarmi. Caro figlio mio, come ti chiami? Romano Prodi. Ahi, ahi, ahi, figliolo, il tuo caso è molto difficile anche per me. Guarda, qui, sul lato del Vaticano, c'è una piccola cappella. Al suo interno troverai una croce. Il Signore ti potrà ascoltare. Prodi, giunto nella cappella, si rivolge al crocifisso: Signore, voglio confessarmi. Certo figlio mio, come ti chiami? Romano Prodi. Chi? L'ex Presidente del Consiglio? L'ex Presidente dell'Iri? L'ex Presidente della Comunità Europea? L'amico dei comunisti? Quello che ci ha spremuti per entrare nell'Europa con l'Eurotax? Quello che ha fatto una voragine nei conti dell'Iri insabbiando tutto? Quello che ha permesso alla Cina di invadere i mercati europei di materie prime a basso costo senza controllo? Ehm... sì, sono proprio io, Signore. Figlio mio, non hai bisogno di confessarti, tu devi solamente ringraziare. Ringraziare? E chi Signore? Ma i Romani, per avermi inchiodato qui. Altrimenti scendevo e ti facevo un culo così." Nota: Tutti gli italiani che riceveranno questa comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di inviarla ad almeno dieci amici. Non sia mai che qualcuno lo voti di nuovo!" Fine della barzelletta, ma non dei peccati.
Sarebbero da elencare le cause di quella voragine nei conti dell'Iri, da quelli più conosciuti come il regalo dell'Alfa Romeo alla Fiat e il tentativo di vendita della Sme a De Benedetti sempre a prezzi da omaggio, a quelli meno conosciuti. Ma forse i suoi peccati più (in)confessabili sono quelli che riguardano le sue pretese capacità da chiromante come quella che gli fa prevedere le periferie italiane in fiamme come le banlieues di Parigi (incitamento al delitto?) o quella che lo ha permesso di fornire in seduta spiritica l'indirizzo dove le Brigate rosse tenevano nascosto Aldo Moro (complicità nel delitto?). Forse è proprio quest'ultimo il peccato che il Professore avrebbe voluto confessare.
Sandra Giovanna Giacomazzi


Carlos: un filo rosso-verde nella strage di Bologna
La riapertura dell'inchiesta sulla strage di Bologna è un fatto di grande importanza. Per saperne di più sul terrorista venzuelano Carlos, implicato, e sui collegamenti tra questo evento e tutte le stragi e le guerre invisibili condotte negli anni '70 e '80, dal blog di PAOLO DI LAUTREAMONT,