COMMENT PEUT-ON ETRE COMMUNISTE?[1]
Un anticomunista viscerale - se no che anticomunista è?
- ha difficoltà a capire che si possa essere stati comunisti prima
del 1989. Tuttavia, uno sforzo si può fare.
S'immagini una persona giovane cui si riveli che i mali del mondo (sfruttamento,
miseria, soprusi, alienazione, ecc.) non siano inevitabili. Che da essi si
può guarire con una teoria nient'affatto utopica ed anzi scientifica,
fondata su complicati ma precisi calcoli economici. Si dica inoltre, a quella
persona, che quella teoria non è applicata perché essa danneggia
gli interessi di coloro che, attualmente, beneficiano del sistema, ed è
anzi per questo che i giornali e i media sono contro di essa: perché
sono in mano ai ricchi, agli sfruttatori, ai padroni. Se quel giovane non
ha fonti proprie cui abbeverarsi, se queste belle cose gli sono state dette
da una persona degna di fiducia (il professore d'italiano o di filosofia,
l'intellettuale di cui va fiera la famiglia) ecco abbiamo un comunista. Non
avrà precise idee in campo politico, storico ed economico, ma quelle
idee le ha il suo mentore e, un po‚ più lontano, Marx. Loro saprebbero
spiegare perché i paesi del Terzo Mondo sono poveri ed anche come
hanno fatto alcuni paesi a depredarli per divenire, appunto, ricchi. Magari
mediante le multinazionali. E tutto il resto dello sciocchezzaio che fa parte
della mentalità comunista.
Se si accetta questo quadro, si può arrivare alla definizione di comunista:
è solo una persona poco informata, ingenua ed ingannata. Ha certo
i suoi torti: perché bastava vedere il muro di Berlino, ovviamente
costruito non per impedire l'accesso al paradiso comunista, ma per impedire
che qualcuno ne fuggisse; bastava vedere che non esisteva libertà
di stampa, in U.R.S.S.; bastava leggere ciò che ne dicevano gli oppositori
che erano riusciti a sopravvivere e a raccontarla. E a proposito d'affidabilità
bastava anche vedere che, con vent'anni o trent'anni di ritardo, nel mondo
comunista si riconosceva la verità che prima avevano gridato (parlando
ai sordi) gli anticomunisti. Ma si possono lasciare da parte tutte queste
critiche. Se si sta parlando d'una persona poco informata, ingenua ed ingannata,
bisognerà pure perdonarla. O magari semplicemente compatirla. E se
infine questa persona rimanesse comunista per tutta la vita, si potrebbe
semplicemente aggiungere che, oltre ad essere poco informata ed ingenua,
è anche testarda e stupida. E questo purtroppo non ne farebbe un'eccezione.
Ma questo non è il peggio.
Il peggio sono gli intellettuali. Costoro, se vogliono considerarsi tali,
hanno il dovere di non essere ingenui. Hanno il dovere d'informarsi. Non
hanno neppure la scusa d'essere stati ingannati, perché solo gli ingenui
possono essere ingannati con trucchi grossolani. Dunque, in generale, se
rimangono comunisti per tutta la vita, sono ancora più testardi e
più stupidi degli ignoranti.
Rimane da vedere che giudizio bisogna dare degli intellettuali comunisti
che col tempo divengono anticomunisti. Certo, c'è sempre da essere
lieti, quando qualcuno riconosce la verità: ma costoro che cos'hanno
infine visto che prima era per loro nascosto e invisibile? E come mai, se
ora dimostrano spirito critico, prima non ne mostravano alcuno? E come mai
sono stati così pervicacemente idealisti da strizzare gli occhi sulla
realtà, pur di non vederla, pur di continuare ad aderire ad un sogno
che l'esperienza contraddiceva platealmente?
Forse è lecito pensare che questi intellettuali siano più di
quanto si sarebbe potuto credere simili al gruppo definito degli ingenui
disinformati. In essi la nevrosi - intesa come distacco dall‚esperienza in
favore d'un mondo personale e immaginario - ha prevalso sui messaggi della
realtà. Come si può riuscire a credere alla fandonia della
"democrazia sostanziale", in cui non si vota perché tanto sono tutti
d'accordo, quando l'esperienza d'ogni riunione di condominio insegna che,
anche se si trattasse di votare per accettare la manna del cielo, ci sarebbe
sempre qualcuno che vota contro? Come si può credere a votazioni in
cui regolarmente il governo ottiene più del novanta per cento dei
consensi (spesso il 99), quando in tutti i paesi in cui si vota liberamente
non solo la maggioranza ha consensi molto più risicati ma, regolarmente,
quand‚anche abbia fatto miracoli, dopo qualche tempo è mandata a casa?
Fu mandato a casa nientemeno che Churchill, dopo che aveva salvato non solo
la Gran Bretagna, ma l'intero mondo libero! Si può credere alla democrazia
sostanziale solo se si è deciso in anticipo di credere ad essa, quali
che siano i dati reali. Tiziano Terzani decenni dopo ha ammesso d'avere inviato
dal Vietnam reportage squilibrati, tacendo fatti e circostanze, quando ciò
serviva la sua "causa", talmente era intenzionato ad andare contro gli americani.
Era insomma indifferente ai dati reali. Era un giornalista di sinistra che
scriveva su un giornale di sinistra.
Si può perdonare interamente un passato di comunista? Probabilmente
solo a chi è stato comunista solo da giovane. Per divenire comunisti
pentiti - nessuno può essere un comunista pentito se prima non è
stato abbastanza a lungo comunista - si richiede una tendenza all'utopia.
Una tendenza a lasciar prevalere i propri fantasmi intellettuali sulla realtà.
L'ex-comunista è meno "malato" del comunista a titolo definitivo ma
non per questo è esente da ogni sospetto. Va accolto come un fratello
ma va tenuto d'occhio. Potrebbe sempre ricomparire quella mancanza di senso
del reale che un giorno l'indusse tanto in errore. Ora porta gli occhiali,
ma dietro quelle lenti il difetto della vista potrebbe non essere del tutto
guarito.
Giannipardo@libero.it, 17 novembre 2004