Ripresa delle esecuzioni La moratoria de facto sulla pena di morte durata
tre anni è terminata l’11 aprile con la fucilazione di Lorenzo Enrique
Copello Castillo, Bárbaro Leodán Sevilla García e Jorge
Luis Martínez Isaac. Questi facevano parte di un gruppo di persone
condannate per il dirottamento di un traghetto cubano che trasportava diverse
decine di passeggeri. Il dirottamento si era risolto senza violenza. I tre
sono stati processati, giudicati colpevoli in base alla legislazione "anti-terrorismo"
e hanno visto respinti i loro appelli, il tutto nell’arco di tempo di una
settimana. Questo fatto ha sollevato seri dubbi sull’equità della
procedura giudiziaria cui gli imputati sono stati sottoposti. Il presidente
Castro ha detto che le esecuzioni erano necessarie per fermare i dirottamenti
e bloccare una crescente crisi migratoria da Cuba verso gli Stati Uniti.
A fine anno, nel braccio della morte si trovavano una cinquantina di prigionieri.
Rapporto Annuale 2004
Cuba (the Republic of)
Repubblica di Cuba
Capo di stato e del governo: Fidel Castro Ruz
Pena di morte: mantenitore
Convenzione delle Nazioni Unite sulle donne: ratificata con riserve
Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite sulle donne:firmato
L’anno ha visto un grave deterioramento nella situazione dei diritti umani
a Cuba. A metà marzo le autorità hanno lanciato una repressione
senza precedenti nei confronti del movimento dissidente. Settantacinque attivisti
di lunga data sono stati arrestati, sottoposti a processi iniqui e condannati
a pene fino a 28 anni di reclusione; si tratta di prigionieri di coscienza.
Ad aprile tre uomini coinvolti in un dirottamento sono stati fucilati, fatto
che ha posto fine a una moratoria de facto di tre anni sulla pena di morte.
Le critiche della comunità internazionale si sono intensificate, includendo
anche le voci di persone e nazioni che in precedenza avevano espresso il
loro sostegno al governo cubano. Le autorità cubane hanno cercato
di giustificare queste misure come una risposta necessaria alla minaccia
alla sicurezza nazionale posta dagli Stati Uniti. L’embargo statunitense
e le misure ad esso correlate hanno continuato ad avere effetti negativi
sulla piena realizzazione dei diritti umani a Cuba.
Prigionieri di coscienza
A fine anno rimanevano in carcere 84 prigionieri di coscienza, di cui sette
ancora in attesa di processo.
***Il giro di vite di marzo
A marzo, un giro di vite ha portato all’imprigionamento della maggior parte
della direzione del movimento dissidente, compresi giornalisti, personale
medico-sanitario, insegnanti, bibliotecari, attivisti politici e difensori
dei diritti umani. Solo pochissime figure molto note tra i critici del regime
non sono state colpite dal provvedimento.
I detenuti sono stati processati immediatamente in modo molto rapido e con
procedure non eque. La maggior parte di loro è stata accusata ai sensi
dell’art.91 del codice penale per "atti contro l’indipendenza o l’integrità
territoriale dello Stato" o della Legge per la protezione dell’indipendenza
nazionale e l’economia di Cuba, che non era mai stata applicata in precedenza,
e che prevede pesanti pene carcerarie per chiunque sia riconosciuto colpevole
di appoggiare la politica statunitense contro Cuba. I dissidenti sono stati
condannati sulla base di attività quali concedere interviste a Radio
Martí, stazione radio che gode di finanziamenti del governo statunitense,
ricevere materiale o fondi la cui origine era ascrivibile al governo degli
Stati Uniti, o avere contatti con funzionari della Sezione per gli interessi
statunitensi all’Avana, che le autorità cubane hanno accusato di atteggiamento
provocatorio volto a fomentare la sovversione. A fine anno tutte le condanne
erano state ratificate dalla Corte Suprema del popolo, precludendo le possibilità
di appello secondo la legge cubana. Dopo un accurato esame delle prove presentate
contro gli imputati, AI ha deciso di considerarli tutti e 75 quali prigionieri
di coscienza.
*Marcelo López Bañobre, membro della Comisión cubana
de derechos humanos y Reconciliación Nacional (Commissione cubana
per i diritti umani e la riconciliazione nazionale, è stato condannato
a 15 anni di carcere per aver, fra le altre cose, "inviato informazioni a
organismi internazionali come Amnesty International".
***Timori per le condizioni di salute
Ci sono state continue preoccupazioni per la salute di diversi prigionieri
di coscienza. Ad alcuni sarebbero state negate le appropriate cure mediche
e sarebbero stati tenuti in condizioni molto dure. Anche la possibilità
di ricevere le visite dei familiari è stata ridotta in quanto molti
dei detenuti sono stati collocati in strutture molto lontane dalle loro province
di origine.
*Roberto de Miranda Hernández, di 56 anni, sarebbe stato colpito da
un attacco di cuore, da angina cardiaca e da ulcera allo stomaco mentre si
trovava in carcere. La salute di Oscar Manuel Espinosa Chepe, 63 anni, si
è deteriorata dopo il suo arresto, rendendo probabile la necessità
di un trapianto di fegato. Le famiglie di entrambi hanno attribuito alle
condizioni di detenzione il peggioramento dello stato di salute dei loro
congiunti.
***Rilasci
Nel corso dell’anno sono stati rilasciati alcuni prigionieri di coscienza.
*Yosvany Aguilar Camejo, José Aguilar Hernández e Carlos Oquendo
Rodríguez sono stati rilasciati l’11 ottobre dopo 20 mesi trascorsi
in carcere. Dei tre solo Rodríguez era stato processato e condannato.
*Bernardo Arévalo Padrón è stato rilasciato a novembre
dopo aver trascorso sei anni in carcere per "mancanza di rispetto" nei confronti
del presidente Fidel Castro e del vicepresidente Carlos Lage.
*È stato rilasciato anche Eddy Alfredo Mena González, condannato
nel 2000 a cinque anni di reclusione per accuse tra cui "mancanza di rispetto"
e "turbamento dell’ordine pubblico".
Ripresa delle esecuzioni
La moratoria de facto sulla pena di morte durata tre anni è terminata
l’11 aprile con la fucilazione di Lorenzo Enrique Copello Castillo, Bárbaro
Leodán Sevilla García e Jorge Luis Martínez Isaac. Questi
facevano parte di un gruppo di persone condannate per il dirottamento di
un traghetto cubano che trasportava diverse decine di passeggeri. Il dirottamento
si era risolto senza violenza.
I tre sono stati processati, giudicati colpevoli in base alla legislazione
"anti-terrorismo" e hanno visto respinti i loro appelli, il tutto nell’arco
di tempo di una settimana. Questo fatto ha sollevato seri dubbi sull’equità
della procedura giudiziaria cui gli imputati sono stati sottoposti. Il presidente
Castro ha detto che le esecuzioni erano necessarie per fermare i dirottamenti
e bloccare una crescente crisi migratoria da Cuba verso gli Stati Uniti.
A fine anno, nel braccio della morte si trovavano una cinquantina di prigionieri.
Comunità internazionale
***Nazioni Unite
Ad aprile la Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani ha approvato
una risoluzione in cui si chiedeva al governo cubano di garantire nel campo
dei diritti civili e politici quei progressi ottenuti relativamente ai diritti
economici e sociali. La risoluzione chiedeva anche a Cuba di accogliere la
visita della rappresentante personale per Cuba dell’Alto Commissario delle
Nazioni Unite per i diritti umani. Il governo cubano ha replicato che non
riconosceva legittimità alla risoluzione e che non avrebbe concesso
alla rappresentante dell’Alto Commissario di visitare Cuba.
A novembre, per il dodicesimo anno consecutivo, l’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite ha approvato una risoluzione in cui si chiedeva agli Stati
Uniti di porre termine all’embargo.
***Stati Uniti
A marzo il governo degli Stati Uniti ha reso più rigida la normativa
per i viaggi dalla Florida verso Cuba. Il governo cubano ha protestato furiosamente
per l’espulsione di 14 diplomatici dalla Florida, a causa di presunte "attività
inappropriate"; per l’inserimento di Cuba nel rapporto annuale degli Stati
Uniti sulla tratta di esseri umani; e per le reiterate insinuazioni mosse
dagli Stati Uniti riguardo a un programma cubano per le armi biologiche.
Ad agosto 12 presunti dirottatori di battello sono stati rimpatriati a Cuba
dagli Stati Uniti, cosa che ha suscitato le critiche della comunità
degli esuli cubani e del Governatore della Florida Jeb Bush. Con una mossa
che alcuni hanno interpretato come una risposta a queste critiche, il governo
degli Stati Uniti ha annunciato la creazione di una commissione per la transizione
verso la democrazia a Cuba e miglioramenti nella trasmissione e distribuzione
di materiali stampati verso l’isola. A ottobre, l’agenzia degli Stati Uniti
per lo sviluppo internazionale ha annunciato che avrebbe aumentato gli aiuti
per i dissidenti a Cuba.
***Unione Europea (UE)
Pochi giorni prima del giro di vite contro i dissidenti, l’UE aveva aperto
per la prima volta un ufficio a Cuba. L’UE ha condannato la repressione dei
dissidenti ad aprile, giugno e luglio. A giugno l’UE ha annunciato una serie
di misure in risposta alla repressione, come ad esempio invitare i dissidenti
alle giornate di festa nazionale dei paesi membri e il raffreddamento dei
contatti culturali e diplomatici pur mantenendo legami economici. In risposta,
Fidel Castro e Raul Castro, primo vicepresidente del Consiglio dei ministri
e ministro delle Forze armate rivoluzionarie, hanno indetto dimostrazioni
davanti alle ambasciate di Italia e Spagna, accusate da Cuba di aver istigato
quelle misure, e sospeso l’accordo per la creazione del Centro culturale
spagnolo all’Avana. Ad agosto Cuba ha scritto all’UE dicendo che non avrebbe
più accettato aiuti allo sviluppo dall’UE o dai suoi Stati membri,
in risposta al condizionamento degli aiuti al miglioramento della situazione
dei diritti umani. L’UE ha deplorato la decisione, reiterando tuttavia il
suo impegno a fornire aiuti al popolo cubano e chiedendo l’immediata sospensione
dell’embargo imposto dagli Stati Uniti.
Il movimento dissidente
Le attività del movimento dissidente si sono bloccate in seguito all’arresto
di molti attivisti di medio rango. I processi di aprile hanno rivelato l’esistenza
di 12 agenti della sicurezza di Stato che si erano infiltrati da parecchi
anni nel movimento dissidente. Questo fatto, unitamente alla pubblicazione
di due libri sulle presunte attività della sicurezza di Stato all’interno
del movimento dissidente, è stato visto come un tentativo di diffondere
il sospetto e la sfiducia fra i dissidenti ancora in libertà. A ottobre,
come primo grande passo effettuato dall’opposizione dopo la repressione di
marzo, Oswaldo Payá Sardiñas, leader del gruppo politico non
ufficiale Movimiento Cristiano Liberación (Movimento cristiano di
liberazione) ha presentato all’Assemblea Generale di Cuba più di 14.000
nuove firme per il Progetto Varela, una petizione per un referendum sulle
riforme politiche ed economiche. A gennaio la Commissione per le questioni
giuridiche costituzionali del parlamento cubano aveva dichiarato l’iniziativa
incostituzionale. A dicembre, Oswaldo Payá ha presentato perché
fosse pubblicamente dibattuto un programma nazionale per la transizione verso
la democrazia.
Il governo ha continuato ad applicare restrizioni per i viaggi al di fuori
dell’isola ai dissidenti più conosciuti. A giugno, Elizardo Sánchez
Santacruz, Vladimiro Roca Antúnez, Manuel Cuesta Morúa e Oswaldo
Payá Sardiñas non hanno avuto il permesso di recarsi in Italia
per assistere a un seminario sul movimento democratico di opposizione a Cuba
organizzato da un partito politico italiano; nel mese di luglio a Vladimiro
Roca è stato negato il permesso di recarsi in Messico in qualità
di osservatore alle elezioni federali messicane; inoltre, a Oswaldo Payá
è stato impedito di assistere a una sessione del parlamento europeo
a cui era stato invitato.
Rapporti e missioni di AI
Cuba: Continued detentions following mass arrests in February and December
2002 (AI Index: AMR 25/001/2003)
Cuba: Massive crack-down on dissent (AI Index: AMR 25/008/2003)
Cuba: "Essential measures"? Human rights crack-down in the name of security
(AI Index: AMR 25/017/2003)
Cuba: Ongoing repercussions of the crack-down (AI Index: AMR 25/035/2003)
AI ha visitato Cuba per l’ultima volta nel 1988. Il governo non ha risposto
alle ripetute richieste di AI di poter entrare nel paese.