DIARIO DI UN CANDIDATO


di Massimo Lensi



Ndr: Uauhhhhhhhhhhhh, Massimo Lenzi è stato eletto Consigliere provinciale.

8-14 giugno

Manco su questo blog da qualche giorno, ma una ragione c'è.
La mia pigrizia.
Sono ancora stanco, stanchissimo, "mezzo" come si dice dalle mie parti.
La campagna elettorale ha avuto un crescendo di "cose da fare".
 Ho dormito poco e con me nel rush finale ho trascinato Grazia, ormai cotta come un pomodoro al forno.
 Un frullio di incontri, manifestazioni, feste di fine campagna, conferenze stampa, verifiche e sudore.
Milioni di sigarette.
 Bene (si fa per dire).
Domenici, il sindaco con gli occhi belli, è stato spedito al ballottaggio.
Una bella rogna per lui; ora dovrà piegarsi a Rifondazione e ai Professori oppure ai narcisismi di Cardini per ottenere l'antidoto ai
brutti incubi della sconfitta.
Il ballottaggio è sempre una strana bestia e il nostro Domenico Valentino si è rivelato un piccolo diesel.
Lento lento,
con le sue battutacce in romanesco, Valentino inizia a piacere al popolo di Firenze.
Con lui adesso dovremo partire in quarta, incalzare il sindaco arrogante, far montare l'idea che il cambiamento a Firenze è possibile:
basta volerlo.
Vedremo, Firenze è una città strana (quante volte ve l'ho ripetuto?), pigra, preferisce sempre lo status quo, pur pessimo, al nuovo.
La borghesia fiorentina è spalmata su Domenici, non così invece il "popolino", cuore pulsante del centro storico e dei quartieri popolari.
A dirla tutta infatti, in questi quartieri Valentino è andato bene.
 E' vero,
la sconfitta di Domenici, è dovuta soprattutto al risultato della forte lista della De Zordo (proff più RC), schizzata al 12 per cento, però è
altrettanto vero che perfino questo voto "senza se e senza ma" è da rubricarsi come voto critico (da sinistra) all'operato di Domenici.
Noi speriamo anche in loro (perché no?), tutti insieme contro il Fanfulla da Lodi dei diesse fiorentini.
All'attacco,
 quindi e ... in bocca al lupo a tutti.
 Per primo a Valentino e un po' pure a me ... che con il gruppo degli indomabili testardi condivido la responsabilità di organizzargli la campagna
del ballottaggio, con pochi soldi, pochi mezzi, ma tanta fiducia.
 Ah, già, quasi dimenticavo.
Ancora non c'è stata la proclamazione ufficiale, non ho seguito bene (Grazia invece sì) lo sviluppo notturno del voto, ma sembra
proprio che sia entrato a far parte della pattuglia degli eletti al consiglio provinciale come "indipendente" (ma che schifo di parola) nelle
liste di Forza Italia.
E questo nonostante, anzi grazie anche al fatto che nella mia campagnuccia, ho sempre alzato le bandiere radicali, ricordando la
mia "antropologia culturale", la mia nascita politica, le mie battaglie e, forse, il posto dove ancora il mio cuore batte.
Parte dei miei voti da lì vengono e ciò mi fa da specchio.
 Ora mi aspetta un quinquennato istituzionale in Provincia, una vera novità per me.
 Che vi devo dire?
Solo
che ce la metterò tutta.
Sì, questo è certo, a tutta birra.
Da ultimo i
ringraziamenti: ai compagni radicali di Firenze, a Capperi, all'amico dei tempi d'oro Carduccio, al SuperTap
e tutti quelli che in questa campagna hanno fatto il tifo per me:
 non sono pochi (e molti sono militanti di FI).
Un pensiero a MP (con autonomia).
 Un bacio a Grazia, mia moglie, che mi ha sopportato e incoraggiato, preziosa compagna di tante battaglie.
 Pensierodel giorno:
"quando gioco con la mia gatta, chi sa se lei non si diverte con me più di quanto io mi diverto con lei" (Montaigne).
 Ciao.


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7 giugno

Meno sei al voto e meno otto al risultato.
Le schede elettorali delle provinciali saranno scrutinate lunedì pomeriggio, dalle 14 in poi.
Prima le provinciali, poi le comunali ed infine i quartieri.
Domenica pomeriggio saranno invece aperte le urne solo per stabilire i risultati delle elezioni europee.
Stamani ho passato la mattinata a leggere e scrivere.
Solo nel pomeriggio ho accapato alla sede di FI.
 L’aria è tutto sommato tranquilla, i candidati cacciatori sono tutti in giro a cercare prede elettorali (ma le abolissero ‘ste preferenze!) mentre noi,
candidati in Provincia e dunque in collegi uninominali, ci godiamo (si fa per dire) lo spettacolo.
 Politica poca, come al solito, ma tante, tantissime cene, dopocena, e dintorni.
 Il mio amico Paolo Amato (è capolista per FI in comune) chiuderà la sua campagna giovedì sera
 in un casolare all’interno della tenuta di Villa Demidoff a Pratolino, circa 20 kappaemme da Firenze.
 Parteciperanno alla serata, mi ha detto Paolo,
 Tullio de Piscopo
e un altro paio di cantanti sanremesi allo scopo di alleggerire il peso di questa campagna.
Paolo è molto preoccupato.
 Comprensibilmente preoccupato.
Girano infatti sondaggi allarmanti.
 Firenze è, come ho più volte detto, una città ben strana.
Il sindaco uscente Domenici rischia davvero il ballottaggio, i sondaggi lo danno tra il 48 e il 50 per cento, in calo.
 Se si concretizzasse, il ballottaggio avrebbe per lui il sapore di una bruciante sconfitta.
Domenici è un tipetto un po’ isterico, laureato in filosofia morale
(e, come direbbe Peppino de Filippo, "ho detto tutto"),
 malvisto dai fiorentini che non ne sopportano la prosopopea e la freddezza, trasformatesi negli anni in arroganza.
Insomma, il sindaco sbagliato nel posto sbagliato.
 Così volle D’Alema e Firenze obbedì.
D’altronde, dalla scarpa il famoso sassolino sono in molti a volerselo togliere, e così, grazie al voto disgiunto,
corre voce che molti diessini scontenti darebbero indicazione di voto per la candidata del Laboratorio della Democrazia (i famosi professori)
e Rifondazione,
Ornella de Zordo, belloccia e capace.
 La de Zordo è all’8 per cento, in crescita.
 A destra Valentino tiene abbastanza bene (in leggero ribasso però), ma l’incognita di
Franco Cardini,
 candidato sindaco di una coalizione di cinque liste plumbee, fa capolino un giorno sì e l’altro pure.
Alcuni sondaggi lo danno in lievitazione di consensi
. Corre addirittura voce che tra Cardini e Domenici sia stato stipulato un preciso accordo per il post-voto.
All’illustre medievalista andrebbe l’assessorato alla cultura del Comune di Firenze.
Ma lo sottolineo, è solo una voce.
Last, but not least,
a ciucciare voti al centrodestra si è presentata pure l’accoppiata terzista radicali e centouno (capolista Sgarbi),
con un candidato sindaco avvocato, Luca Saldarelli, molto conosciuto in città.
Insomma, un voto tutto da verificare ad urne aperte.
 Un eventuale ballottaggio
Domenici/Valentino
 avrebbe per parte dei Diesse il sapore del veleno, con fortissime ripercussioni per le regionali dell’anno prossimo.
Il Governatore noglobal Martini si gode la scena, i soliti maligni ben informati dicono che tifi de Zordo.
 I big ancora non sono scesi in campo e sembra proprio che non lo faranno.
 Firenze va avanti come sempre, bella tra le belle, con i muri devastati dalle facce di centinaia di candidati.
Ah, dimenticavo, il vostro scrivente candidato non ha stampato un bel nulla, né santini né manifesti.
 Come Firenze, anch’io mi godo questa campagna.
 Mi sono candidato più che altro per avere un podio, una virgola in più, da cui proseguire la mia battaglia contro questa
cooperazione allo sviluppo
 e contro l’ignavia del pacifismo "senza se e senza ma".
E questo sto facendo. Via, devo correre al dibattito con Baget Bozzo.
Vi devo salutare. Pensiero del giorno:
 "Non domandarci la formula che mondi possa aprirti / Codesto solo oggi possiamo dirti, / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo"
 (Eugenio Montale, da Ossi di Seppia).
A domani.


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6 giugno


Ronf ronf.
 Come sarebbe bello dormire ad libitum.
E invece ... niente.
Anche stamani sveglia birichina. E oplà comprati i giornali si riparte.
 Buona rassegna stampa sulla manifestazione.
 Giornale, Metropoli e Corriere di Firenze hanno pubblicato una mia foto da "maratoneta dell’orazione".
 Che buffa foto, sono sul palchetto (in verità, una panchina) mentre conciono la folla.
Mi viene in mente la rivolta dei Ciompi... de noantri!
 Per la Nazione, invece, non c’è stata nessuna maratona oratoria: confermata dunque la regola che ci vede esclusi, o quasi,
 dalla cronachette di questo che è il più diffuso quotidiano di Firenze.
La mattina la passo at home, a pulire casa con Grazia e a scrivere il commento settimanale per l’Opinione Firenze,
 l’inserto settimanale toscano del quotidiano di Diaconale.
Si chiama "Lontano" ed è una rubrica da 3500 battute con la quale, vivaddio, spazio dal Tibet al Laos passando per Vietnam e Cina.
Una specie di terapeutico sfogo di scrittura.
Mi leggo qualche pagina dell’oscuro opuscolo del Ministero della politiche Agricole e Forestali dedicato alla "Sana alimentazione italiana".
 E faccio pure i calcoli, masochista come sono, per "valutare il mio peso" e capire a quale categoria appartengo.
Il mio IMC (indice di massa corporea) è border line.
 Insomma, qualche chilo in meno non mi farebbe male. Uffa.
"Il tuo peso dipende da te", dice l’opuscolo.
E sai che scoperta!
Verso l’una con Grazia usciamo in bici e raggiungiamo il gazebo radicale in piazza della Repubblica.
Mi sparo un bel paninazzo alla mortadella, alla faccia del saggio opuscolo.
Grazia ci aggiunge anche lo stracchino, la maiala!
Si raccolgono le firme sul referendum.
Un paio di ore più tardi, faccio un salto in via degli Speziali alla sede di Forza Italia per capire cosa si può fare a seguito degli incidenti di Livorno.
 Hanno distrutto la sede elettorale del comitato di Matteoli e un po’ anche quello di Guastalla, il candidato sindaco della Cdl labronica.
Cazzo.
Telefono a Gianfranco Dell’Alba impegnato a Livorno come capolista della lista civica di Guastalla.
Mi conferma che anche là il clima politico non è tra i migliori.
Mi vedo con Verdini, che chiama subito Matteoli.
Per ora non c’è niente da fare, se non spedire qualche comunicato di solidarietà, cosa questa che evito come la peste.
Ai comunicati di solidarietà ho sempre creduto poco.
O si fa qualcosa di concreto e di solido oppure niente.
Ritorno al gazebo radicale per un paio di ore e poi a casa.
A letto presto.
Ah già, stasera alle 22 c’è la consueta conversazione settimanale di Pannella con Bordin.
 Una roba fantastica, sempre stimolante, che però mi conduce tra le braccia di Morfeo dopo soli 5 minuti dall’incipit.
 La risento difatti quando posso in replica il lunedì.
Domani sera dovrò partecipare un dibattito al Baglioni con Mario Giordano, il direttore di Studio Aperto (con annesso alieno del futuro), Nik Forcignanò, vicedirettore del Giornale, Verdini, Amato e sembra anche Baget Bozzo.
 Argomento: cooperazione e sinistra in Toscana.
 Insomma, una passerella elettorale, carina e, spero, anche interessante, alieno permettendo.
Pensiero del giorno: "Non ho tempo per essere stanco" (detto popolare).
A domani.



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4-5 giugno

"Noi con l’America"


Che giornate!
Lessato dalla stanchezza e bruciato dal sole, eccomi qui come promesso a rendervi di conto della "due giorni" di amicizia con gli Stati Uniti.
E’ andata bene.
 La maratona (non solo dunque la parte "oratoria") inizia venerdì mattina al cimitero americano di Falciani, vicino Firenze.
Alle note dell’inno americano, io, Paolo Amato e il consigliere regionale Angelo Pollina depositiamo due bandiere sul memoriale:
quella americana e quella italiana.
Un "tizio" del consolato di Firenze mi sorprende non poco, sa molte cose di me.
Io di lui niente.
 Sa del mio arresto in Laos, del libro che ho scritto a seguito di quella missione nonviolenta e della mia attività di dura critica al pacifismo.
Il "tizio" ha passato la sua gioventù a Berkeley, ha preso parte al Free Speach Movement e adora i Grateful Dead.
L’intesa è linkata, il piacere della chiacchiera assicurato.
 Ottimi i servizi statunitensi, ottimi davvero!
 Se si filano uno come me, significa che hanno un bel daffare a capire chi sono questi strani italiani.
La cerimonia si conclude alle 10,30.
Di corsa ci spostiamo a Firenze, dove alle 11 incontriamo la stampa cittadina per presentare la due giorni.
 C’è anche l’eurodeputato Enrico Ferri, garrulo e un po’ grifagno come sempre e si presentano un po’ tutte le testate:
 Nazione, Repubblica, Corriere di Firenze, Rai, Metropoli, Ansa, Asca,
un paio di televisioni locali e of course il Giornale della Toscana, fenomenale partner dell’organizzazione.
Il corrispondente AGI se ne va incazzato appena inizio a criticare l’atteggiamento della televisione pubblica.
Si era presentato sbuffando, chiaramente irritato dal fatto che a Firenze si potesse infrangere impunemente il dominio del
pensiero unico pacifista
e dimostrare così amicizia per l’America, addirittura manifestare a favore dell’America.
 Alla prima occasione gli "piglia il fottuto", alza la coda, e urlacchiando come un canguro con le emorroidi se ne va.
Il suo "lancio" è di due righe.
Ottimo segnale: diamo noia, stiamo rompendo un tabù.
 Ci spostiamo di cento metri, nella solita sede di via degli Speziali, addobbata come per il Columbus Day.
Il resto della giornata passa nei dettagli organizzativi.
 Finisco di preparare l’inserzione pubblicitaria.
Un occhio è sul terminale delle agenzie per capire cosa sta succedendo a Roma, dopo l’arrivo di Bush, l’altro su La7 per la diretta sulla manifestazione pacifista. Rientro a casa verso le 17 e alle 19, con Grazia, esco in bicicletta per andare all’Happy Our di Raimondo Portanova. Matrone chiacchierone, sgargianti e culone, dominano l’aperitivo elettorale.
 Raimondo, gonnellino della loggia, se ne sbatte di tutto, come è nel suo stile, e si piazza in strada.
 Proprio di fronte, infatti, ci sta il palazzo del Grande Oriente ed è ora di riunione.
 Come una piccola vedetta, non appena intravede un suo amico di gonnella, lo ferma, lo pippetta e gli dà il suo "santino".
Ma dovreste vedere come. La scena è troppo esilarante e passo una buona parte della serata con lui.
 Alle 21 circa inforchiamo le bici e ci spostiamo ad una riunione elettorale di Paolo Amato organizzata da un gruppo di ex socialisti of Florence.
Minchia.
La sala è strapiena.
 Sarà per il buffet del dopo serata, oppure per la grande capacità lobbistica di ‘sti ex Craxiani, conto circa duecento persone stipate in una sala tropicale
(fa un caldo bestia).
Tutti in cravatta, porca puttana, io mi presento invece con un look "asiatico", orecchino d’ordinanza, camicia comprata a Katmandu e pantaloni lievemente freakkettoni.
Vabbé chissenefrega.
Anzi, una candidata di FI dice a Grazia: "così vestito va proprio bene. Con la cravatta nessuno lo noterebbe".
In questi giorni, vi devo dire, soffro un po' per ‘sto problema del look.
Non so mai come cazzo vestirmi, se violentarmi un po’ e acciaccarmi con giacca e dintorni, oppure continuare a vestirmi come sempre.
Ho optato, con qualche eccezione, per la seconda ipotesi.
Riccardo Marasco, quello della Teresina (avete presente? Un famoso cantastorie fiorentino "... e la portai al Baglioni, e la mi toccò i coglioni, Teresina un ti ci porto più tanto è vero che ci sta Gesù") tiene la sala per una buona oretta.
 Parte il dibattito, vengo presentato con la solita tiritera agli ex, finiamo alle 23.
 Gelato con fragole e spumantino.
 Dopodik ci si piazza a chiacchiere col gruppo ristretto degli amici.
 La parte più simpatica della serata. Grazia si diverte mica poco, stuzzica una polposa lady di questi happenings evocandole, la perfida, le prodezze di Monica Lewinski.
Lei sta al gioco. Simpatica.
Minchia, l’una di notte.
Siamo a nanna alle due e allora....

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Sveglia alle sei e mezzo di domenica.
 Scendo e compro i giornali.
 Ottima la rassegna stampa.
Foto in prima sul Giornale della Toscana, articoli un po’ ovunque sulla nostra manifestazione, contrapposti a quelli sul presidio pacifista di
 Don Santoro,
 uno dei tanti pretini no global di Firenze che addirittura lancia l’anatema al Papa per il suo incontro con Bush.
 Alle 9 mi sposto in piazza.
ùAlle 10 finalmente, si inizia a montare il palchetto.
Dall’altra parte i radicali stanno piazzando una mega-tenda per la mostra fotografica sul divorzio.
 Grazia mi abbandona e si piazza con loro.
Faccio un salto in sede.
Un paio di telefonate e poi di nuovo in piazza.
Cazzo, è partito il generatore.
 Di corsa a cambiarlo.
Puff puff.
Alle 11 – vivaddio - parte la marotona oratoria. Il sole picchia, il caldo si fa sentire. "Buongiorno Firenze" esordisco e presento gli oratori.
 Dovendo introdurre la manifestazione, ne approfitto per ricordare il massacro del 4 giugno 1989 a Piazza Tien An Men. Parlano in tanti, dal candidato sindaco Valentino al parlamentare azzurro Denis Verdini.
 Il tempo corre.
Parla anche Antonio Bacchi per i radicali.
Siamo in chiusura ed il suo bell’intervento rinvigorisce gli animi afflosciati dal caldo.
La maratona si svolge di fronte a circa duecento spettatori "stanziali" e a un numero imprecisato di "mobili".
Alle 13 e mezzo Paolo Amato conclude. Pant pant. Evviva.
 God Bless America.
 Arriva Olivier col suo amico Ong, l’autore di "Ho creduto ai Khmer rossi".
 Alle 16 ci incontriamo al gazebo dei radicali. Olivier e Antonio mi chiedono di presentare il libro di Ong alle Giubbe Rosse in base alla famosa regola: conosci la Cambogia, hai letto il libro, gli hai fatto pure la recensione... quindi te tocca!
La richiesta mi fa piacere e, seppur cotto come una mela al forno, accetto con entusiasmo.
 Alle 17 ci spostiamo alle Giubbe Rosse (venti metri dal gazebo).
Di fronte a 30 persone, tutte molte interessate, Ong parla della sue terribile esperienza con delicatezza, senza "effetti speciali".
E’ una persona ricca di una perduta umiltà.
Ha passato tre anni in vari campi di rieducazione dell’Angkar, l’organizzazione dei Khmer rossi.
 Gli vengono fatte molte domande, per le quali Ong ringrazia, contento.
Alle 18,30 finisce anche la presentazione alle Giubbe Rosse. Spot: comprate il libro!
 Passo un’oretta di relax sotto il gazebo radicale.
 La stanchezza, tanta, è quasi cancellata dal calore della giornata, bella, intensa.
 Ho rivisto vecchi amici, ne sto facendo di nuovi, ho rotto il tabù pacifista che non vuole che a Firenze si scenda in piazza per dimostrare
amicizia per gli Stati Uniti.
Insomma, sono soddisfatto.
 Alle 20,
con Ong e sua moglie, Grazia, Olivier, Roberto, Vincenzo e la sua compagna,
ci spostiamo in una trattoria sui viali.
 Magnata radicale.
Vola il vinello su spaghetti allo scoglio e bistecca alla fiorentina.
Chiacchiere alla ricerca del tempo perduto.
A mezzanotte si va a dormire.
Come un sasso.
Pensiero della due giorni:
 "cercare la felicità in questa vita, ecco il vero spirito di rivolta. Che diritto abbiamo alla felicità?" (Henrik Ibsen, gli Spettri).
A domani.



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3 giugno

Vigilia.
Giornata piena.
Partita una decina di dichiarazioni e comunicati sulla "due giorni" pro Usa che inizia domani e arrivato un bel mucchietto di
adesioni alla manifestazione,  tra cui quelle dei sindaci di
Arezzo, Lucca e Grosseto.
Sta montando.
Sono alfin giunte in sede le bandiere Usa che avevamo ordinato qualche giorno fa.
Alcune le abbiamo subito usate per tappezzare le stanze e cinque di esse sono state stese ai balconi di via degli Speziali, centrissimo di Firenze, tra piazza della Repubblica (essì sempre quella) e via de' Calzaioli.
In via di soluzione anche i piccoli-grandi problemi tecnici, dal trovare un palco, un generatore e le
casse di amplificazione, per finire con i delicati accordi con la Digos per
la sicurezza.
Quasi dimenticavo, è uscita la mia intervista sul Giornale della Toscana:
ampia, in terza pagina, con foto, titolo "Liberazione, Lensi: Martini pensi al passato della sinistra"
 (lo strapazzo di brutto sul Vietnam e sulla non-violenza - col trattino - dei diesse).
Domani il primo passo sarà al cimitero americano di Falciani, vicino Tavarnuzze;
 io e Paolo Amato
(l'altro disgraziato che con me si è buttato in questa avventura)
depositeremo una bandiera italiana sul memoriale, in ricordo dei cadutidella seconda guerra mondiale.
Stamani il segretario regionale dei Diesse, Filippeschi, si è recato anche lui a Falciani.
Ma indovinate con cosa si è presentato?
Che domande, ma con una bandiera della pace.
 Grottesco.
Non l' hanno fatto entrare.
Bravi.
Sempre domani, alle 11, conferenza stampa al gazebo in piazza della Repubblica, ancora con il disgraziato di cui sopra,
mentre nel pomeriggio è previsto un incontro con il console americano di Firenze.
 Nel frattempo ci saranno di sicuro altre mille piccole rogne da risolvere.
Poi:
alle 19 devo fare un salto ad un "Happy Our" elettorale del mio amico Raimondo (e si beve) e alle 21 mi tocca un saltino in un hotel del
centro per un incontro cui prenderà parte il candidato sindaco della CdL, Valentino.
Mi sparo questo giro godereccio-elettorale solo per pubblicizzare la maratona oratoria del giorno dopo.
Cazzarola.
 Sabato sveglia all'alba.
La maratona oratoria inizia alle ore 11, sempre là nella "Jema El F'na"- la piazza delle piazze di Marrakesch - di Firenze. Ma ... ve ne parlerò a suo tempo. Mi dovrete scusare se non riuscirò a trovare il tempo di scrivere due righe tra domani e sabato.
Ci risentiremo domenica per i racconti del giorno dopo.
Questo è sicuro. Capperi.
Perciò, "in bocca al lupo" a tutti.
Pensiero
del giorno: "la speranza è un rischio da correre. E' addirittura il rischio dei rischi" (Georges Bernanos, La libertà perché?)



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2 giugno

Mattina tranquilla, trascorsa con Grazia tra la sede di FI di via degli Speziali
e il "vinaino"
 di via de' Neri per sdoganare la fame del mezzodì.
Antica tradizione fiorentina, i "vinaini"
sono piccole gargotte con sbocco sulla strada dove di regola vi si degusta un gotto di rosso, accompagnato da
un crostino di fegato o da un piatto di trippa o lampredotto.
La pagina
pubblicitaria per la maratona oratoria del 5 giungo è quasi pronta.
 Domani la consegno al Giornale della Toscana.
Pomeriggio di riposo, catartico.
Schioccato un pisolo lungo lungo.... la stanchezza "elettorale" inizia a farsi sentire.
 Al risveglio, ho fatto una intervista col Giornale della Toscana, con lo scopo di lanciare al meglio la giornata del 5, spiegarne
motivi e dettagli organizzativi e rispondere alle stoltezze del governatore Martini: mezzora al telefono.
La giornata si è conclusa alla festa del CUS Firenze, la società sportiva universitaria che ha nella squadra di rugby di
A2 il suo gioiellino.
Ci sono andato insieme a Raimondo Portanova, consigliere comunale uscente in FI.
Raimondo è un vecchio zingaro della politica locale, ex UGI ex PSDI, iscritto radicale, ora si trova candidato
di nuovo per il comune.
 E' a caccia di preferenze, ma non si svena, lo fa con leggerezza, tenendo un rapporto lasco e lontano con l'ansia da rielezione.
 Del resto, è un disilluso della politica.
Mi piace.
La chiassosa festa è continuata fino alle 22, tra banchi di porchetta, lardo, crostini, panzanella e altre "leggerezze".
Drammatico.
 La nostra presenza è passata quasi inosservata però ci siamo divertiti.
 E mica poco.
 Pensiero del giorno:
"Tutto quello che c'è di divertente nella vita... è o immorale o illegale o fa ingrassare" (Wodehouse).
 A domani


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1 giugno

Carissimi quindici lettori
del diario elettorale, oggi mi dovrete scusare ma sono veramente col pepe al culo.
Però qualche notizia ce l'ho e ve la voglio, di corsa, dare.
 Dunque: alla fine si è risolto il problema del permesso di "occupazione di suolo pubblico"
 (modificato ad hoc per la campagna elettorale: dovreste leggerlo, ridicolo! La voce "biciclette" è spassosa)
per il 5 giugno, giorno della maratona oratoria.
 Come? Semplice,
condividendo il permesso con i radicali della "Andrea Tamburi" che saranno in piazza per raccogliere le firme referendarie.
Piazza Repubblica è una vera piazza d'armi, ci stiamo noi con la maratona, ci stanno loro con i banchini per le firme.
Anzi, la coreografia complessiva ne guadagna, a mio avviso.
Antonio Bacchi della sopracitata associazione è d'accordo, noi pure.
E quindi "in culo" alla commissione comunale per il corretto svolgimento
eccetera eccetera.
Ho preferito comunque avvertire del barbatrucco la suddetta.
Nulla osta.
E' d'accordo.
Filosofia pilatesca.
Sono sicuro però
che il 5 in piazza i vigili verranno a rompere zibidei e contorni.
Poco male.
Volete meglio capire il clima che si vive a Firenze?
Bene, ecco una
dichiarazione di Claudio Martini, governatore diessino, no global e altromondista della Toscana:
"Il presidente Martini ha ribadito l'invito a esporre le bandiere arcobaleno per la visita di Bush ma ha anche
sottolineato che bisogna ringraziare chi ha perso la vita per combattere i fascisti e i nazisti, 'e sarebbe strano che questo gesto venisse lasciato
solo agli eredi del fascismo'"
(L'Unità Toscana di oggi).
 Capite?
Noi,
liberali, radicali, nonviolenti, assolutamente non pacifisti,
 gente delle più diversa e varia appartenenza politica, decisi a scendere in piazza, nella città tabù di Firenze,
per ringraziare gli Usa per quello che hanno fatto sessant'anni fa e per quello che fanno oggi, bene, noi,
"poveri idioti",
 per Martini
 siamo solo "fascisti".
E ditemi voi se questo non è un vero mandato linguistico a colpire?
Un chiaro incitamento a menare le mani?
Cose da pazzi.
Bah!
Vergogna Martini.
Pensiero del giorno:
"La tolleranza
dovrebbe essere una frase transitoria. Deve portare al rispetto. Tollerare èoffendere". (Joahnn Wolfgang Goethe).
A domani


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31 maggio

Primi problemi tecnici per la manifestazione del 4-5 giugno.
 Innanzitutto il Comune non ci ha concesso la piazza per il 4 pomeriggio e siamo ancora in bazzica per il 5.
I motivi sono di natura elettorali, il mitico "regolamento", la carta di osservanza (e che nessuno "osserva") dei
principi per una campagna elettorale corretta ed onesta.
Una vera buffonata.
Che si sa: "sempre lascia ai coglion qualche cosa chi con la carta il cul si cosa".
E dunque...
Noi gli si è anche spiegato che trattasi di manifestazione NON elettorale, bensì cittadina, aperta a tutti, non siglata da alcun partito.
Che palle!
Domani vi riferirò sulle trattative.
Comunque,
per motivi legati all'ordine pubblico, è stato deciso di far saltare il corteo del 5. In città la funerea cappa pacifista si fa sentire,
 i diesse
hanno dato il via alla distribuzione gratuita di
150 mila bandierearcobaleno
 per il 4 giugno
 e i no global tengono sotto assedio permanente il Consolato Americano.
Tutta la kermesse si svolgerà in piazza della Repubblica a partire dalle ore 11, con la partenza di una serrata maratona oratoria.
Oggi ha aderito Alfredo Biondi.
Solo una delegazione si recherà, prima dell'inizio della maratona, al Consolato Americano di Firenze per consegnare al Console una
"lettera di amicizia e ringraziamento"  da parte del Comitato organizzatore.
La giornata è filata via tra un paio di comunicati e qualche telefonata per raccattare adesioni.
La manifestazione continua ad essere
dimenticata
 dalle cronache della Nazione e dai palinsesti
 della Rai Toscana
nonché dai vari armennicoli di contorno.
 "Pace!".
 Si va avanti a tutta birra. Accada quel che accada.
 Ormai impostata coi singolari e mitici cocktail, la campagna elettorale fiorentina dei candidati cacciatori di preferenza
 è entrata nella penultima settimana.
Nel vivo.
 C'è chi pensa che alla fine saranno moltissimi i problemi ospedalieri legati a fenomenali cirrosi epatiche e al sorgere di casi
di "nera" per abbrutimento alcolico.
Le candidate più carine mostrano invece le misure.
Insomma, un vero circo Barnum.
Dei radicali, che per la prima volta e forse l'ultima, presentano una lista ufficiale alle comunali di Firenze, con tanto di simbolo e sigla doc,
vi parlerò in una prossima puntata.
Basti ora sapere
che appoggiano il candidato sindaco dei "centouno", un gruppo di ex della "Firenze da bere" anni '80 a cui si è appiccicato Sgarbi,
capolista della  lista di Pongo e Crudelia de Mon.
Si dice che Pannella in persona farà capolino a Firenze.
Vedremo.
 In ogni caso, buona fortuna radicali, vi auguro veramente di conquistare almeno un consigliere.
Capperi,
non sarebbe affatto male.
 Lo auguro anche a me, radicale da una vita, di farcela in Provincia, anche se è più facile che a
Mauro Suttora
capiti, dopo mille tentativi,
 di
trombare a New York
 (v. post "Mauro di Manhattan su Capperi)
 che al sottoscritto di entrare, al primo colpo, a Palazzo Medici Riccardi.
C'est la vie!
Pensiero del giorno: "In principio era il sesso... in principio era il verbo... No, in principio era proprio il sesso" (
Antonio Gramsci, Cronache teatrali, da Letteratura e vita nazionale).
A domani.


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30 maggio


Giornata estiva.
Un bel caldo.
Grazia è andata a Pisa per la prima comunione del nipote.
 Io sono rimasto a Firenze e ne ho approfittato per scrivere un articolo sulle recenti vergogne del pacifismo in Toscana
 e anche per buttare giù il testo di un'inserzione pubblicitaria per la
 manifestazione pro-Usa del 4-5 giugno a Firenze.
Ora che ho finito, e Grazia è rientrata, si pulisce casa, ci sono i fiori e le piante da curare e la cena da preparare.
Insomma, una domenica casalinga.
E per cena: fritto di paranza.
Slurp.
 Ieri sera, dopo cena, ho preso parte a quel post-post con Pisanu di cui vi avevo già parlato.
In giacca di velluto marrone, jeans e - ebbene sì - cravatta, ho affrontato con decisione e sorriso il post-post all'Hotel Excelsior in
piazza Ognissanti (una delle più belle piazze di Firenze).
Tutto sommato è stata un'interessante serata; gli invitati, circa cinquanta persone, provenivano tutti dal mondo fiorentino di Forza Italia.
E per me, curioso come sono, era una vera novità, o quasi, studiare il comportamento
"antropologico"
di quel gruppo poco conosciuto e sostanzialmente diverso dal mio modus vivendi.
Certo, molti singolarmente già li conoscevo, ma era la prima volta che li osservavo in forma "corale".
Che dire? Gente per lo più simpatica, gioviale, perfino "alla mano".
Pochi fronzoli, passione ondivaga, qualche paraculo, ma anche molta voglia di cambiare il mondo.
O almeno questa Firenze.
Chi l'avrebbe detto?
La serata è trascorsa in un soffio, ho ricevuto molti complimenti per la decisione di candidarmi con Forza Italia
(e vorrei anche vedere, se non me li facevano qui i complimenti, dove?)
e per i miei articolazzi che il Giornale della Toscana mi pubblica con regolarità settimanale.
Alla fine mi sono detto: in fondo, veri o falsi, i complimenti fanno sempre piacere.
Narciso?
No, non credo, se mai leggermente abbacchiato per qualche eredità d'altri tempi e d'altri luoghi.
Ed è vero che a volte un po' di stima, pur strascicata e di routine, è come una bella iniezione di fiducia,
ti aiuta a proseguire nel lavoro e ti sprona a continuare a lottare.
Pisanu
ha conferenziato per una buona mezzora su terrorismo, sicurezza e dintorni e, poi, tutti a nanna.
 Sono sicuro che altre riflessioni su questa "corale" saranno qui riportate, il percorso infatti è ancora lungo e il 13 giugno lontano.
Chissà cosa accadrà.
Pensierodel giorno:
 chi ciecamente crede, impegna a serbar fede; chi sempre inganni aspetta, alletta ad ingannar.
Robuccia del Metastatsio.
A domani.




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29 maggio

Giornata tranquilla, di scarso valore elettorale.
Sempre più strana questa campagna per le amministrative fiorentine, distante, sotterranea, plumbea.
Tutto avviene nei cortili del potere, quello piccolo delle "ciabatte" e
quello grande dei "faraoni".
Mai in piazza.
Niente in piazza.
Rari i
dibattiti, moltissime le cene.
Mattina trascorsa a far spesa alla Coop (ottima la verdura), Grazia ha riparato l'auto
 (piccola ma fetente ciombetta che dava noia ad una ruota).
Grande pisolo nel pomeriggio e dopo allegra
partecipation al tavolo-gazebo radicale in piazza della Repubblica per
raccogliere firme sul referendum abrogativo della legge sulla fecondazione assistita.
Sono passati dal tavolo anche i miei "vecchietti", i genitori, per firmare.
Pensiero indiano del giorno:
"se vuoi muovere un elefante, comincia a tirare da un pelo della coda".
Quasi una cortese speranza elettorale.
That's all.
A domani.



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28 maggio

Cazzarola che stanchezza!
Inoltre, oggi a Firenze piove e fa freddo.
Comeche sia, si va avanti e la prima buona notizia riguarda l'arrivo di un bel mucchietto di adesioni
alla "due giorni" fiorentina pro-Usa del 4 e 5giugno.
 Il 4, nella centralissima piazza della Repubblica, verrà tenuto aperto tutto il giorno un gazebo pro-Usa
(materiale informativo, vendita dibandiere americane, spillette, gadget),
 mentre il 5, sabato, alle ore 11
partirà la marcia dal gazebo fino al Consolato americano sui lungarni, circa mezzora di marcia in allegria
 tagliando per il centro storico fiorentino e costeggiando l'Arno.
In piazza Garibaldi, a duecento metri dal Consolato, prepareremo il palco per gli interventi del comitato organizzatore.
Ofcourse, siete tutti invitati!
Nello stessa giornata di sabato, il mio vecchio amico Olivier Dupuis (MEP trombato anca lu' come il Dell'Alba) sarà
a Firenze per presentare, insieme all'autore, un bel libro. "Ho creduto ai Khmer rossi" (Guerini) di Ong. Come scrive Renzo Foa nell'introduzione,
questo libro si aggiunge "ai classici sull'illusione nell'utopia e sulla disillusione che ci ha lasciato il Novecento".
Il "classico", in verità, è il resoconto delle vicissitudine che subì l'autore,
Ong Thong Hoeung,
 al rientro nella Cambogia "liberata" dai khmer rossi.
Per Ong questa utopia di liberazione si tradusse in due anni e mezzo di "rieducazione", di fame, di lavori forzati, di inaudite sofferenze sotto il dominio assoluto degli uomini dell'Angkar, l'"Organizzazione".
Assolutamente da leggere.
Appuntamento alle 17,30, allo storico caffé letterario delle Giubbe Rosse, sempre in piazza della Repubblica.
La seconda buona notizia è che oggi è apparsa una mega-intervista a tutta pagina sull'Opinione Firenze,
l'inserto settimanale dell'Opinione di Arturo Diaconale da alcuni mesi in edicola sulle rive puzzolenti dell'Arno
(circa 400 copie vendute in edicola, altre 3000 inviate gratuitamente come promozione).
Titolo "Basta soldi alle dittature".
Argomento: cooperazione allo sviluppo.
Ma il bello è che la mia intervista è stata contrapposta a quella di Massimo Toschi,
 consigliere per le politiche di pace e cooperazione del Governatore toscano Martini.
 Toschi
chi era costui?
Dunque, nell'ordine, il nostro è:
catto-comunista,
dossettiano, membro della Tavola della Pace di Assisi e
 ospite (quasi) fisso
dell'Infedele di Gad Lerner.
Insomma, razza padrona. Toschi ha aperto il suo sito elettorale (ah, dimenticavo, è candidato alle europee con il Triciclo)
nel quale tiene un brillante diario. Eccone un passo:
(Toschi è a pranzo con Arafat)
"Durante il pranzo arriva una telefonata e Arafat ci da la notizia del massacro di Rafa, dove cittadini inermi sono stati uccisi dall'esercito israeliano.
 Per altro ha reazioni drammatiche, forse perché queste notizie sono assai frequenti.
Il pranzo scorre in modo semplice.
Arafat mostra di avere un buon appetito.
 Offre dolcetti a tutti.
È particolarmente affettuoso nel saluto: ci saluta uno per uno.
Mi accompagna fino alle scale, tenendomi per mano."
Il sito toschiano
si apre col la foto del candidato in adorante estasi indovinate di chi?
Ma sì, proprio di lui, Yasser Arafat.
 Questa allegra brigata pacifista "senza se e senza ma" da queste parti è affare pernicioso per tutti i santissimi giorni dell'anno lunare.
Il pacifismo istituzionale toscano, in nome del multiculturalismo, approva finanziamenti a Paesi dove non c'è alcun rispetto
dei diritti umani, è un pacifismo ipocrita che diventa uno strumento elettorale ambiguo e razzista, e, soprattutto, pericolosamente cieco.
Chi
non vuole vedere
gli otto milioni di morti provocati
da Saddam Hussein,
 i diritti violati in Vietnam,
 il massacro dei Montagnard,
 lo sfruttamento dei
lavoratori cinesi,
  lo sterminio perpetrato in Tibet,
come può credibilmenteparlare di pace?
Vabbè, anche per oggi si chiude.
Ceno in pizzeria con mia
moglie e i miei genitori, il mio "comitato elettorale": hi hi! Poi, a nanna.
A domani.




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27 maggio

Giornata fiacca.
Sulla stampa locale pochi gli stimoli, rari i segnali di interesse.
 Campagna elettorale molliccia, alme
no qua a Firenze.
 I candidati a caccia di preferenze sono tutti in giro per mercatini rionali, bar, case
del popolo e Sms (Società di Mutuo Soccorso, una vecchia tradizione tosco-emiliana).
 La sinistra triciclesca innesta tosta la
retromarciapacifista
 sul 4 giugno,  spicca su tutti Enzo Mazzi con un editoriale dai toni caccolosi-buonisti su Repubblica Firenze.
Mi viene in mente una massima di de Rivarol
"un uomo abituato a scrivere scrive anche senza idee, come un vecchio medico che morendo tastava il polso della sua poltrona"
(questa me le devo ricordare).
Il sindaco Domenici ha messo online il suo autoreferenziale sito, mentre il candido candidato sindaco della Cdl,
Domenico Valentino, sta passando il tempo ad affrontare con indomito coraggio e un pizzico di gagliarda ingenuità la fiorentinità tutta.
Lui, col suo pauroso accento romanesco.
Pensate a questa scena.
 Location: Mercato di
Sant'Ambrogio, cuore pulsante del popolo di Firenze.  Valentino chiede ad un verduraio:
 "aho, e queste melanzane quanno costano?".
E adesso immaginate in quale lascivo foro il verduraio ha suggerito a Valentino di infilarsi le petonciane (melanzane in rional-fiorentino)?
Ahi, che dolor!
Sono in prima sul Giornale della Toscana
con il mio commento settimanale; argomento, considerati i tempi, i "partigiani della pace".
Sotto-argomento: il Governatore Martini e il sindaco di Florence Domenici.
Una mia foto spicca anche in quarta a seguito del comunicato ieri.
 Un buon passaggio pure su Metropoly Day, il quotidiano in vendita a 20 cent.
La Nazione
non mi caca
dall'inizio della campagna, ma anche questo è stato messo giustamente in conto.
Stamani ho occupato la sede di Forza Italia.
Sissì.
Tutti ad Assago, al congresso?
 Bene, mi sono detto, giù baffi sui manifesti del Cav. Senza contare che mi hanno invitato - urca - a partecipare
tra qualche giorno anon so quale serata elettorale, post cena, post post, post tutto, con Pisanu.
Capperi.
Ho contrattato subito l'organizzatore per definire senza indugi l'abbigliamento.
No, passi Pisanu, passi il post post, ma l'uniforme no, quella non me la metto. Per uniforme qua si intende il tipico look "forzaitalia".
Avete capito, no?
 Giacca azzurra, cravatta a pallini, completissimo impomatatissimo.
Dopo cinque ore di dure trattative ho portato a casa il seguente compromesso: jeans e un no deciso sulla cravatta.
Ho  smollato sulla giacca.
Vabbé
. Poche oggi le adesioni all'Usa Day fiorentino.
Normale, una giornata di buco può capitare. Mi sono messo al telefono ed hosubito contattato sindaci, deputati e consiglieri di terra di Toscana.
Domani andrà meglio.
Ah, dimenticavo: mi sto divertendo.
 E non è poco.
A domani.




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26 maggio

Bene bene, da oggi si terrà su questi lidi virtuali un diario
capperi-elettorale.
Minchia. Già, è vero, sono in campagna elettorale,
maremma amara.
La corsa in provincia non prevede però il tocco malsano delle
caccia alle preferenze, i collegi sono vivaddio uninominali e questa
anomalia provvede a darmi respiro, sebbene, allo stesso tempo, mi ficchi un
po' nel dannato limbo: insomma, non mi si fila nessuno.
No problem: se va, va, sennò pace.
Tuttavia, parlare di limbo non è del tutto vero.
 Il Giornale della Toscana mi dà una bella mano.
 Del resto, sto organizzando una
 "due giorni" pro-America
come risposta ai pacifisti "senza se e senza ma" che il
4 giugno lanzicheneccheranno Roma e dintorni per un welcome arcobaleno a Bush.
 E noi, allora, a Firenze, la città più no global d'Italia, alzeremo le bandiere amerikane.
Tiè.
 Ma ve ne parlerò in seguito.
Stamattina sono andato a ficcanasare alla conferenza stampa della Bonino a Firenze.
In gran forma, devo dire.
Con lei anche Gianfranco (Dell'Alba), deputè radica' uscente per
sempre (a questo giro).
Però Gianfranco, che viene dalla terra del
cacciucco, è candidato (perfino capolista) pure nella sua città natia, con
la labronica lista "Amare Livorno" (ma che nome pucci pucci!), che candida
Guastalla sindaco della coalizione Cdl.
Altre voci, altre storie.
 Ogni tanto ci sentiamo, così, tanto per capire come va.
A ruota, mi sono spostato a casina per scrivere in santa pace un articolazzo su pacifismo, guai e dintorni.
 Dopodik, un salto alla sede di Forza Italia in via degli Speziali,
nel centrissimo di Firenze, per salutare le truppe azzurre in partenza per
Assago e verificare l'arrivo di qualche adesione alla manifestazione
fiorentina del 4 giugno.
Ce ne erano.
Wow.
Ottimo, un paio di eurodeputati, una manciata di consiglieri comunali e qualche pattuglia di cittadini.
 Sta montando.
Ho sparacchiato alle agenzie il consueto comunicato stampa, lanciando il guanto di sfida sul pacifismo
 (lo so, sono monotematico, ma provateci voi a vivere a Firenze)
al sindaco Domenici, gli occhi "belli" sulla città in posa e poi a casa.
 Ad aspettare Grazia, mia moglie, e coccolare Biro, la mia gatta.
Stasera si rimane a casa.
A domani.