Lettera a Prodi, Fassino e Veltroni,
da parte degli amici del Phorum
Palestina e compagni
Sulla visita a Sharon: un documento da leggere subito e divulgare
all'istante
sabato 21 maggio 2005.
All'On.le Piero FASSINO
Al Sindaco Walter VELTRONI
Abbiamo appreso dalla stampa che avete in programma una visita in
Israele, dove incontrerete ufficialmente il Primo Ministro Ariel
Sharon. Riteniamo che questo incontro sia un atto politicamente
inopportuno e moralmente deplorevole, per i seguenti motivi. Ariel
Sharon non è un leader politico qualsiasi: è direttamente
responsabile dell'assassinio di migliaia di uomini e donne, la cui
unica colpa era quella di essere Palestinesi. Senza riandare ai
tempi della prima pulizia etnica del 1948, quando oltre
settecentomila Palestinesi furono costretti ad abbandonare le
proprie case e la propria terra, è sufficiente ricordare la
responsabilità di Sharon (al tempo Ministro della Guerra)
nell'invasione del Libano del 1982 e nel massacro di almeno tremila
persone a Sabra e Chatila, massacro definito "orrendo" dall'allora
Presidente Sandro Pertini, che si augurò la messa al bando del
responsabile di quell'atto. A venti anni di distanza da quel
massacro, divenuto Primo Ministro, Sharon si rende responsabile -
nel quadro dell'occupazione militare delle città autonome
palestinesi - della strage di Jenin, in Cisgiordania; non è stato
possibile accertare il numero delle vittime della strage di Jenin
perché le autorità israeliane rifiutarono l'ingresso nella
città
martoriata alla commissione dell'ONU che avrebbe dovuto indagare. E'
bene ricordare che Ministro della Guerra israeliano era il laburista
Ben Eliezer e Ministro degli Esteri il laburista Shimon Peres. Ariel
Sharon non è, dunque, un leader politico qualsiasi: è uno
spietato
criminale di guerra, a capo di un partito politico di estrema destra
(il Likud) che non riconosce il diritto dei Palestinesi a vivere in
un loro Stato indipendente e che perpetua l'occupazione di territori
palestinesi, libanesi e siriani in aperto sfregio a centinaia di
risoluzioni dell'ONU, mai rispettate dallo Stato di Israele. Anche
il progettato ritiro unilaterale dalla striscia di Gaza si configura
come un mero ridispiegamento militare, che confermerà il carattere
di enorme ghetto invivibile di quel territorio, mentre continua e si
intensifica la colonizzazione della Cisgiordania. Incontrare un
simile personaggio costituirebbe un insulto agli uomini ed alle
donne che credono nella democrazia e nei diritti umani, e che per
questo si sono mobilitati, anche nel nostro Paese, contro la guerra,
contro l'occupazione israeliana e contro le sofferenze
quotidianamente inflitte al popolo palestinese, ultima delle quali
il Muro dell'Apartheid, che isola città e villaggi dalla terra,
dalle risorse idriche e dai servizi, trasformandoli in immense
prigioni a cielo aperto. Il prossimo 9 luglio ricorrerà il primo
anniversario della sentenza con cui la Corte Internazionale di
Giustizia de L'Aja - il massimo organismo giuridico internazionale -
ha condannato Israele per la costruzione del Muro dell'Apartheid,
invitando tutte le nazioni ad adoperarsi per costringere il governo
di Tel Aviv a smantellare il Muro ed a risarcire le persone che ne
hanno subito i danni: sarebbe bene che chi si candida al governo del
nostro Paese mostrasse rispetto verso le istituzioni del diritto
internazionale, anziché avallare, attraverso incontri ufficiali,
l'arroganza di chi, come Ariel Sharon, verso quelle istituzioni e
ciò che rappresentano ha sempre mostrato scherno e disprezzo. Per
tutti questi motivi - e per molti altri che vi illustreremo se
avrete la sensibilità di concederci un incontro - vi invitiamo a
non
incontrare Ariel Sharon e i membri del suo governo; se davvero
volete adoperarvi per una pace giusta e duratura in Palestina, vi
suggeriamo di incontrare i Palestinesi e quegli Israeliani che
coerentemente si oppongono all'autoritarismo ed alla violenza del
loro governo. Invece di Ariel Sharon, potreste incontrare
ufficialmente i refusniks, i giovani che si rifiutano di prestare
servizio militare nei territori palestinesi occupati e di
partecipare alle esecuzioni dei militanti e dei civili palestinesi.
Invece di Shimon Peres, potreste incontrare ufficialmente Mordechai
Vanunu, l'uomo che venne rapito dagli agenti israeliani nel nostro
Paese, che ha scontato diciotto anni di carcere ed è ancora privo
della libertà di movimento perché ha rivelato al mondo l'esistenza
del solo arsenale nucleare del Medio oriente: quello israeliano.
Invece di Silvan Shalom, potreste incontrare ufficialmente il
sindaco di Betlemme, città cara alla cultura di molti di noi ed ora
devastata, come tante altre, dal Muro dell'Apartheid. A tutti i
vostri interlocutori, infine, potreste manifestare l'impegno
affinché il nostro Parlamento respinga l'accordo di cooperazione
militare fra lo Stato italiano ed Israele, che costituirebbe una
palese violazione della Legge 185 del 1990 che vieta l'esportazione
di armi nei confronti di Paesi belligeranti o verso governi
responsabili di violazioni dei diritti umani. Ci auguriamo che
questa nostra sollecitazione non resti senza risposta.
Forum Palestina - Comitato "Con la Palestina nel cuore" - Campagna
Palestinese contro il Muro dell'Apartheid - Associazione Jenin -
Confederazione COBAS - Coordinamento nazionale di solidarietà con
l'Intifada - Un Ponte per... Chatila - Associazione di Amicizia
Italo - Palestinese - Salaam Ragazzi dell'Olivo (Comitato di
Milano) - Circolo ARCI Agorà di Pisa - Gruppo Palestina del Forum
Sociale di Modena - Partito dei Comunisti Italiani di Pisa - FGCI di
Pisa - Circolo PRC "Rachel Corrie" di Roma - Partito dei Comunisti
Italiani (Sezione "T. Filancia" - Roccasecca) - Materiali Resistenti
http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article....?id_article=147