TORINO
LIBERALIZZAZIONI SIA IL COMUNE, SIA IL PRA SI SONO ATTREZZATI PER LE CERTIFICAZIONI
Tutti in coda all‚anagrafe
per evitare il notaio
e risparmiare pochi euro
Nonostante Bersani il passaggio di proprietà
di un‚auto è sceso da 471 ad appena 402 euro

20/7/2006
di Marco Accossato



TORINO. Quaranta euro. Ecco il risparmio sul notaio che il decreto Bersani ha regalato a chi compra un‚auto di seconda mano. Uno «sconto» piccolo piccolo sulla voltura di una vettura di media cilindrata (74 kw): 471 euro. A Torino ci si aspettava probabilmente di più, stando alle lamentele che si moltiplicano dopo le prime pratiche fatte direttamente al Pra. «Una differenza minima - protesta Mirella Scaglione, dell‚Agenzia pratiche auto Scaglione di corso Regina Margherita -. Se lo Stato avesse davvero voluto andare incontro ai cittadini avrebbe dovuto tagliare le tasse, a iniziare dall‚Imposta Provinciale di Trascrizione: è l‚Ipt il vero salasso».

Chi sperava nella manovrina per comprare una vettura usata è rimasto deluso. Molto deluso: «Il notaio, essendo un pubblico ufficiale era una garanzia nella compravendita e assumeva su di sé parte della responsabilità della trattativa», insiste Mirella Scaglione.

Una firma all‚anagrafe, una al Pra e niente più spese inutili, era il senso della manovrina anti-notaio. Ma quanto si risparmia realmente? E quanto costa, in termini di tempo, rinunciare al notaio? Provare per credere. Scopriamo prima di tutto che, oltre al notaio, anche il passaggio all‚anagrafe col certificato di proprietà in mano può essere evitato. Mentre in questi giorni le code si sono moltiplicate. «L‚autentica della firma - spiega Gianfranco Arnone, vicedirettore del Pra di Torino - può essere fatta gratuitamente nei nostri uffici, insieme al resto delle pratiche».

Tempo in meno, coda in meno, anche denaro in meno, dunque, saltando l‚Anagrafe. Ma quanto denaro in meno? Cinquantadue centesimi per i diritti di segreteria, neppure mille vecchie lire. Non ci scoraggiamo e speriamo che, alla fine - tolto il notaio, tolto anche il Comune - il risparmio cresca come ha promesso il decreto: mettendo ad esempio a confronto i costi della voltura di un «Doblò», e scegliendo le tre strade della vecchia procedura, del passaggio in Comune e al Pra, e quella del Pra senza autentica in Comune, i costi passano da 471,14 a 402,66, e scendono ancora fino a 402,14 se a occuparsi di ogni cosa è l‚automobilista-venditore. Al massimo risparmiamo quindi 68 euro, tutto compreso, diritti, bolli, documenti.

Sessantotto euro non sono molti, ma neppure pochi. Tutto è relativo. Il punto è un altro: al Pra le code non sono impossibili, l‚aria è condizionata e al posto degli sportelli ci sono uffici comodi. Ma per risparmiare 68 euro occorre una mattinata di permesso perché gli uffici aprono alle 8 e chiudono alle 12,45. Ne vale la pena? Al Pra, oltretutto, consigliano di rivolgersi agli sportelli telematici delle delegazioni Aci o delle agenzie di Pratiche auto: «Perché se tutti si appoggiassero alle nostre sedi - mette le mani avanti il vicedirettore - avremmo code chilometriche e il servizio andrebbe in tilt».

No ai notai, sì alle agenzie, è dunque la soluzione. La via di mezzo consigliata agli automobilisti. Ma attenzione: perché molte agenzie (soprattutto nelle zone di Torino dov‚è più alto il numero di extracomunitari) continueranno a rivolgersi ai notai per l‚autentica della firma. «Erano e restano una garanzia - concorda più d‚uno -. L‚autocertificazione ci espone a rischi, mentre di fronte a un notaio è più difficile dichiarare il falso».