NOTE BIOGRAFICHE DI MASSIMO LENSI

Nato a Firenze il 29 agosto 1959. Si avvicina al movimento radicale già alla fine degli anni settanta. La piena adesione agli obiettivi politici proposti dal PR lo induce da subito all'impegno attivo e già agli inizi degli anni '80 viene eletto Segretario dell'associazione radicale 'Ernesto Rossi' diFirenze. Membro aggiunto di Segreteria del PR dal 1990 al 1993, membro di Segreteria dal 1995 al 1998, Segretario del Consiglio Generale del PR dal1993 al 1995, Consigliere Generale del PR ininterrottamente dal 1988 al 2003.

La competenza acquisita insieme ad una spiccata sensibilità per le problematiche giuridiche, politiche e sociali relative ai diritti dell'uomo, lo portano ben presto ad essere uno dei protagonisti dell'attività del Partito Radicale Transnazionale (PRT) nell'Europa centro-orientale, svolgendo anche il ruolo di corrispondente per Radio Radicale da questa regione. Tra la fine degli anni '80 e '90, promuove le attività che danno vita ai primi nuclei radicali in Ungheria, Turchia, Israele, Spagna, ex-Yugoslavia, Slovenia, Croazia, Albania, Polonia, Romania, Slovacchia, Lituania, Bulgaria.

Nell'agosto 1988, durante una manifestazione per ricordare il ventennale dei fatti di Praga, viene arrestato a Brno ed espulso a vita dalla Cecoslovacchia per "volantinaggio non autorizzato".

Nel 1988 organizza il Consiglio Federale del PRT a Gerusalemme e coordina, con Emma Bonino e Gianfranco dell'Alba, la campagna "I confini di Israele
sono i confini dell'Europa". Nello stesso anno organizza il Consiglio Federale del PRT a Bohini, in Slovenia.

Nell'ottobre 1988 partecipa, nello stadio di Spalato in Yugoslavia, alla manifestazione per la "Yugoslavia nella Comunità Europea"; viene arrestato ed espulso. Nel gennaio 1989, rientrato clandestinamente in Yugoslavia, si reca a Lubiana, dove fa pubblicare in sloveno ed in serbo-croato la prima edizione non italiana di Notizie Radicali, diffusa nell'intero territorio dell'allora Repubblica Federale Socialista Jugoslava. Dal 1989 al 1997 ricopre la carica di responsabile del Centro di Coordinamento di Budapest per le attività del PRT nell'Europa Centro-orientale. Coordina la stampa e diffusione del giornale "Il Partito Nuovo" da Londra prima e da Budapest poi per le edizioni in distribuzione nell'Europa dell'est. Coordina i lavori di preparazione del Congresso del PRT a Budapest, in Ungheria del 1989 e, nel 1993, quelli dell'Assemblea dei parlamentari iscritti al PRT a Sofia, in Bulgaria. Dal 1994, anno in cui al Partito Radicale Transnazionale viene riconosciuto lo status di ONG di prima categoria all'ONU, al 1998 è stato delegato del PRT alle Commissioni ONU Droga e Diritti Umani, rispettivamente a Vienna e a Ginevra.


Dal 1995 dirige, in coordinamento con il Governo tibetano in esilio, la campagna promossa dal PRT per la libertà del Tibet, nell'ambito della quale organizza la II manifestazione europea per la libertà del Tibet, svoltasi il 10 marzo 1997 a Ginevra e dirige la mailnews del PRT "Democrazia per la Cina, Libertà per il Tibet". Nel 1998 collabora con l'ADUC (Associazione per i diritti di utenti e consumatori). Tra l'autunno del 1998 e la primavera del '99 si sposta in Tibet, Nepal e India sedi di numerosi campi profughi tibetani. Rientrato in Italia nella primavera del 1999, riprende l'attività militante coordinando in Toscana la raccolta firme sui 20 Referendum per la Rivoluzione Liberale.

E' stato candidato capolista con la Lista Bonino in Toscana per le elezioni regionali del 2000. Promuove nello stesso anno la costituzione dell'Associazione per la Democrazia in Cina con sede a Firenze. Ha viaggiato per lunghi periodi in India, Nepal, Pakistan, Cambogia, Vietnam, Laos e Tailandia scrivendo reportage ed approfondimenti sulla situazione dei diritti umani in questi paesi.

Il 26 ottobre 2001 ha partecipato in Laos ad una azione nonviolenta per la liberazione di cinque studenti laotiani, detenuti e torturati per reati di opinione e "desaparecidos" nelle mani della polizia politica da più di due anni. Tenuto in un carcere di massima sicurezza di Vientiane per 15 giorni, è stato condannato a due anni di reclusione per "attività anti-governativa" e successivamente espulso dal paese.

Scrive commenti politici per Il Giornale della Toscana e L'opinione. Collabora con la rivista Re Nudo. Co-autore del libro "Indocina libera. Il caso Laos trent'anni dopo. Dove la democrazia è un reato" (Liberallibri), scritto insieme al consigliere regionale piemontese Bruno Mellano.