SERGIO SOAVE
Testata: AVVENIRE
Del: 29/01/2005
Cattolici dei due Poli e Prc di fronte all'alleanza coi Radicali
In vista di elezioni regionali dall'esito assai incerto, le maggiori
coalizioni si guardano attorno, cercando alleanze tra le forze che stanno
all'esterno dei loro confini senza per ciò stesso essere apparentate
con quella avversaria. In un primo tempo era parso che su questo terreno
ci fosse il raggruppamento di Clemente Mastella, il quale - si ricorderà
- si era preso un paio di settimane di libera uscita dall'alleanza di centrosinistra.
Immediatamente tra gli esponenti di Forza Italia e di Alleanza Nazionale
ci fu chi si impegnò a mandargli segnali di fumo, prontamente spenti
dalla Lega nord, che vede come il fumo negli occhi l'aggregazione alla Casa
delle Libertà di una formazione a base soprattutto meridionale. Rientrata
all'ovile l'Udeur, sul "mercato" dei non allineati restano, oltre a qualche
formazione a carattere prettamente locale, i seguaci di Alessandra Mussolini
e quelli di Marco Pannella. Con la consueta generosità, Silvio Berlusconi
avrebbe voluto aprire le porte ad entrambi, già per le prossime elezioni
regionali. Si dice che avrebbe visto bene la Mussolini sfidare il governatore
Ds della Campania Antonio Bassolino (il quale l'aveva già battuta,
ma di poco, nella sfida per il municipio partenopeo una dozzina d'anni fa),
mentre avrebbe stretto un accordo con i Radicali per tutte le regioni. Il
disegno, però, ha incontrato ostacoli che sembrano insormontabili.
L'Udc ha sottolineato la sua idiosincrasia per il laicismo anticlericale
dei Radicali, Gianfranco Fini non ne vuole sapere di una secessionista del
suo partito che lo copre di insulti ad ogni occasione. Alessandra Mussolini,
per parte sua, non ha trascurato nulla per attirare consensi nostalgici,
fino a impiegare contro Fini l'epiteto di "badogliano", che ricorda penosamente
la fase più tragica della vicenda di suo nonno, quella della Repubblica
di Salò asservita ai nazisti. In compenso l'esuberante pasionaria
napoletana ha sfoderato una sorta di "virile femminismo" che non dispiace
a certe a ree di sinistra, con cui è ovviamente esclusa ogni convergenza
diretta (anche se si sa che la logica machiavellica per cui il nemico del
mio nemico è un amico ha sempre un suo peso). Restano i Radicali,
che si sono elegantemente messi "all'asta". Mentre l'ipotesi di un accordo
col centrodestra sembra archiviata (ma in questi casi non è mai detta
l'ultima parola finché le liste non sono presentate), si fa avanti
una proposta del centrosinistra, contenuta nell'appello di una sessantina
di parlamentari del centrosinistra, i quali invitano la loro compagine ad
offrire "ospitalità" ai pannelliani nelle liste regionali e, in prospettiva,
in quelle nazionali. Nel vertice della federazione dell'Ulivo presieduto
da Prodi pare si sia deciso "all'unanimità" di cercare l'accordo con
Pannella, ma non mancano i distinguo, soprattutto nella Margherita, che sembra
comunque divisa. Una decina di suoi parlamentari ha firmato l'appello per
l'ospitalità, ma altri, come Enrico Letta parlano di una "discussione
surreale" e criticano il "pendolarismo" dei Radicali. In ogni caso sarà
interessante, alla fine dei giochi, vedere se il veto opposto nel centrodestra
dall'Udc conterà di più o di meno di quello della parte della
Margherita che è egualmente ostile a un accordo con i Radicali. Da
notare infine, più che altro come una curiosità, la disinvoltura
"togliattiana" che porta Fausto Bertinotti a sostenere in quest'occasione
che i Radicali, noti per liberismo economico e forte sostegno alla politica
americana, abbiano "una collocazione potenziale a sinistra".